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Pietro Santi Bartoli – Le antiche lucerne sepolcrali figurate… – Roma, Antonio de’ Rossi, 1729

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Splendida edizione romana del 1729, fra le più importanti opere di archeologia grafica del Settecento. Le 116 tavole di Bartoli, accompagnate dalle osservazioni di Bellori, costituiscono un repertorio iconografico unico delle lucerne antiche romane. Esemplare di grande freschezza, in pergamena coeva e con carte ampie e pulite.

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Pietro Santi Bartoli

Le antiche lucerne sepolcrali figurate… con le osservazioni di Giovanni Pietro Bellori
Roma, Antonio de’ Rossi, 1729

Dati bibliografici

Autore: Pietro Santi Bartoli (disegni e incisioni); Giovanni Pietro Bellori (testi esplicativi)
Titolo: Le antiche lucerne sepolcrali figurate raccolte dalle Cave sotterranee, e Grotte di Roma…
Editore: Antonio de’ Rossi
Luogo e data: Roma, 1729
Formato: Volume in folio, cm 34,5 × 23
Collazione: 10 pp. preliminari (dedica a Ranuccio II Farnese); Parte I: 37 tavole + 16, (2) pp.; Parte II: 46 tavole + 16, (2) pp.; Parte III: 33 tavole + 12, (2) pp.; Totale tavole: 116
Legatura: Legatura coeva in piena pergamena rigida, titolo manoscritto al dorso.
Esemplare: Ottima copia, grandi margini, carte bianche e forti come tipico delle migliori tirature de Rossi; sporadiche fioriture non invasive.

Descrizione dell’opera

Monumentale raccolta figurata dedicata alle lucerne sepolcrali rinvenute nelle catacombe e nei sotterranei di Roma, disegnate e incise da Pietro Santi Bartoli (1635-1700), uno dei massimi interpreti dell’antico in età barocca, e corredate dalle erudite osservazioni antiquarie di Giovanni Pietro Bellori, istitutore della moderna storia dell’arte.

Il volume rappresenta la più estesa e raffinata documentazione grafica del repertorio iconografico delle lucerne romane, dalle più semplici forme votive ai modelli figurati con divinità, simboli rituali, elementi cristiani, e scene mitologiche.

Le tavole, incise con magnifico tratto nitido e calibrato, restituiscono con straordinaria precisione il rilievo, le proporzioni e la decorazione delle lucerne, divenendo un documento imprescindibile per antiquari, archeologi e storici dell’iconografia antica.

Apparato iconografico

L’opera si distingue per il suo eccezionale corredo visivo:

  • 116 tavole fuori testo, impresse su ampie carte di grande qualità.
  • La resa dei chiaroscuri e la linea di contorno tipica del Bartoli offrono un raro equilibrio tra rigore documentario e eleganza artistica.
  • Molte lucerne mostrano figure di divinità (Diana, Mercurio, Minerva), mitologia minore, riti domestici, strumenti sacri, simboli cosmici e riferimenti rituali.
  • Peculiarissima è la presenza delle lucerne ebraiche, con il candelabro a sette bracci e i “lucignoli” figurati, preziosa testimonianza della Roma sotterranea del Settecento.

Si tratta, con pieno diritto, di uno dei più alti esempi di archeologia grafica pre-illuministica.

Nota storica e critica

Bartoli e Bellori: la nascita dell’archeologia figurata moderna

Il sodalizio tra Bartoli e Bellori è una delle colonne portanti della rinascita antiquaria romana del XVII secolo. Bellori, teorico della bellezza ideale e biografo degli artisti dell’Urbe, intuì la necessità di una documentazione precisa e sistematica dell’antico; Bartoli, incisore di formazione classica, ne tradusse visivamente il programma con una disciplina quasi “scientifica”.

Quest’opera sulle lucerne rappresenta la maturità del loro metodo: il modello antico viene riprodotto dal vero, con attenzione ai dettagli costruttivi e decorativi, ma interpretato in una chiave di lettura erudita, dove ogni figura è collegata a culti, usi funebri e pratiche della vita quotidiana romana.

Bellori, nei testi, esercita il suo ruolo di mediatore tra oggetto materiale e significato spirituale: primeggiano le letture iconografiche, le comparazioni epigrafiche e i riferimenti alla tradizione classica e giudaico-cristiana.

L’opera si ricollega così alla grande stagione dell’antiquaria barocca (Falconieri, Fabretti, Kircher), ma anticipa anche le sistemazioni settecentesche di Winckelmann e Piranesi.

Valore collezionistico

Esemplare di grande pregio, raro nella sua completezza di 116 tavole e nella conservazione originale in pergamena, spesso mancante nelle copie di mercato.
Opera di significativa importanza per:

  • collezionisti di antiquaria romana,
  • studiosi di iconografia antica,
  • biblioteche di storia dell’arte,
  • raccolte di archeologia grafica pre-illuministica.

Nota sulla rarità editoriale delle edizioni De’ Rossi del 1729

Le edizioni archeologiche pubblicate dalla tipografia De’ Rossi negli anni Venti del Settecento – fra cui questa delle Antiche lucerne sepolcrali del 1729 – sono oggi considerate fra le più rare e ricercate della produzione calcografica romana. La bottega de’ Rossi, erede della celebre officina di Domenico e Giacomo De Rossi, si caratterizzò per tirature non elevate, destinate prevalentemente a eruditi, accademie e collezionisti antiquari, piuttosto che al mercato librario più ampio. Di molte opere non sono note ristampe né riprese posteriori, e gli esemplari completi dell’intero corpus di tavole, come nel presente caso, risultano poco frequenti sul mercato. L’associazione fra i disegni e le incisioni di Pietro Santi Bartoli e il prestigioso apparato testuale di Bellori rende inoltre queste edizioni de’ Rossi particolarmente appetibili per bibliofili e istituzioni, contribuendo alla loro alta desiderabilità e rarità di apparizione nelle collezioni private.

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