Pouqueville, F.-C.-H.-L.
Storia della rigenerazione della Grecia dal 1740 al 1824
Italia, 1825
Opera completa in 9 volumi in-8°. Legatura artigianale in percalina marrone al dorso e viola ai piatti; titoli dorati al dorso entro rettangolo applicato, le brossure originali sono conservate all’interno di ciascun volume e riprodotte sui piatti.
Contenuto:
1° volume (2), 252, (2) pp. con incisione all’antiporta acquarellata;
2° volume (2), 562, (2) pp., numerazione continua dal primo, antiporta acquarellata;
3° volume (2), 262 pp. con antiporta acquarellata e carta geografica ripiegata;
4° volume (2), 530, (2) pp., numerazione continua dal terzo, antiporta acquarellata e carta geografica ripiegata;
5° volume (2), 266 pp. con antiporta acquarellata;
6° volume (2), 548, (2) pp., numerazione continua dal quinto, antiporta acquarellata;
7° volume (2), 208, (2) pp. con antiporta acquarellata;
8° volume (2), 440, (2) pp., numerazione continua dal settimo, antiporta acquarellata;
9° volume (2), 288, (2) pp. con antiporta acquarellata.
Qualche lieve brunitura per la qualità della carta, ma esemplare completo, genuino e omogeneo. L’indicazione “Italia” come luogo di stampa allude a una pubblicazione di comodo, verosimilmente destinata a eludere la censura austriaca e a circolare nei circoli liberali filoellenici.
Il filoellenismo e la cultura italiana pre-risorgimentale
La Storia della rigenerazione della Grecia rappresenta una delle più alte testimonianze del filoellenismo europeo, redatta da François-Charles-Hugues-Laurent Pouqueville (1770–1838), medico, archeologo e diplomatico francese, console generale a Giannina e a Costantinopoli. Testimone diretto della guerra d’indipendenza greca (1821–1829), Pouqueville unì rigore storiografico e pathos narrativo, divenendo un vero mediatore culturale tra Grecia e Francia.
La traduzione italiana del 1825 ne amplificò la risonanza, diffondendo nell’Italia preunitaria un’immagine della Grecia non solo storica ma simbolica: una nazione antica che si rigenera per riscattare la libertà perduta, modello di riscatto politico e morale.
L’opera divenne così un testo-simbolo del Romanticismo politico: la “rigenerazione” greca evocava la “rigenerazione” dell’Italia, e la figura dell’eroe ellenico si sovrapponeva a quella dell’intellettuale patriota.
Analisi iconografica delle tavole acquarellate
Le nove antiporte acquarellate a mano che introducono ciascun volume costituiscono un prezioso ciclo figurativo di ispirazione patriottica e romantica. Vi sono raffigurati eroi e combattenti della Guerra d’Indipendenza — Costantino Canaris, Theodoros Colocotronis, Marco Botsaris — insieme a figure simboliche come il “Soldato Greco” o l’“Eroe del Peloponneso”.
Le coloriture coeve, dai toni morbidi e luminosi (ocra, rosso pompeiano, blu lapislazzulo), sottolineano l’eleganza delle incisioni, che si suppone derivino da modelli litografici francesi contemporanei, forse attribuibili a Langlès o Dupré, artisti attivi nel contesto del Voyage pittoresque en Grèce.
Le due carte geografiche ripiegate, raffiguranti Thesprotia e Parga e Acarnania ed Etolia, derivano da incisioni di G. Lapie, cartografo militare parigino, e combinano l’accuratezza scientifica con la finalità simbolica: la rappresentazione topografica della patria riconquistata.
Nel loro insieme, le tavole costituiscono una galleria eroica e sentimentale che unisce documento e mito, fondendo la cronaca della guerra con la visione romantica della libertà ellenica.
Ricezione critica e fortuna letteraria in Italia
L’opera ebbe una fortuna notevole nei circoli letterari italiani vicini al “Conciliatore” e al Romanticismo lombardo, che la accolsero come un testo di “storia civile”. Andrea Mustoxidi, Ugo Foscolo, Giovanni Berchet, Niccolò Tommaseo e altri intellettuali filoellenici vi riconobbero un simbolo di rigenerazione nazionale. Mustoxidi la citò nelle sue Memorie istoriche sull’Epiro e la Grecia, elogiando Pouqueville come “storico di libertà e di compassione”. Anche Foscolo possedeva un esemplare della prima edizione francese, che considerava “testimonianza di civiltà e sangue versato”. Le riviste Biblioteca Italiana e Il Conciliatore commentarono con favore l’opera, apprezzandone la fusione di rigore storico e sentimento patriottico. La Storia della rigenerazione della Grecia divenne così un punto di riferimento morale e politico, anticipando il linguaggio dell’epica risorgimentale e il modello del “popolo che si fa nazione”.
Nota bibliografica e valutazione
Edizione italiana anonima, non censita in Brunet né Graesse; un esemplare simile risulta segnalato nel catalogo Bibliothèque du philhellénisme européen, Parigi, 1996. Traduzione dalla Histoire de la régénération de la Grèce (Parigi, Firmin-Didot, 1824–1827). Opera di eccezionale rarità, soprattutto completa di tutte le antiporte acquarellate e delle due carte.
Appendice bibliografica
- Histoire de la régénération de la Grèce, Paris, Firmin-Didot, 1824–1827, 6 voll. in-8°.
- Bibliothèque du Philhellénisme Européen, Paris, 1996, n. 288.
- Pouqueville, F.-C.-H.-L., Voyage en Grèce, Paris, 1820.
- Mustoxidi, A., Memorie istoriche sull’Epiro e la Grecia, Milano, 1821.
- Brunet, V., Manuel du Libraire et de l’Amateur de Livres, Paris, 1860, non citata.
- Tommaseo, N., Scritti politici e morali, Firenze, 1848 (passim, riferimenti al filoellenismo).
- Biblioteca Italiana, fasc. marzo 1826, recensione anonima all’edizione italiana.




















