Prandi, Carlo M.
Flora di Langa. Canti
(Illustrazioni di G. O. Della Piana)
Cuneo, S.A. Stabilimento Tipografico Editoriale, 1932
Descrizione fisica:
Un volume in 4° piccolo (cm 14,8 x 28); brossura editoriale originale in carta color mattone, con illustrazione applicata in copertina firmata da G. O. Della Piana (datata 1931). Pagine 257, (8) di indice, (2) di elenco delle opere dell’autore. Numerose illustrazioni nel testo e tavole a colori applicate alla pagina, raffiguranti paesaggi langaroli e figure popolari. Esemplare intonso, con minimi segni del tempo ai margini e alla copertina.
Contenuto e rilievo letterario:
Opera poetica di forte ispirazione locale, la Flora di Langa raccoglie una serie di canti lirici dedicati alla natura, ai borghi e alla gente delle Langhe piemontesi, con uno stile che unisce il verismo paesano alla musicalità della lingua carducciana. Prandi, scrittore e poeta di Cuneo, dà voce a una visione umanistica e sentimentale del paesaggio rurale, alternando descrizioni botaniche e impressioni liriche di vita quotidiana, lavoro contadino, feste e stagioni.
Il sottotitolo “Canti” allude alla struttura musicale del testo, scandita in componimenti brevi e ritmati che celebrano la terra come madre e identità morale. La citazione carducciana in frontespizio (“L’esultante di castella e vigne suol d’Aleramo”) rafforza il legame ideale con la tradizione patriottico-letteraria piemontese.
Apparato iconografico:
Le tavole fuori testo — tra cui i dipinti di D. M. Durante e G. O. Della Piana — conferiscono al volume un tono pittorico e luminoso, restituendo i colori e la fisicità dei paesaggi langaroli. In particolare, le vedute di Bossolasco e i ritratti femminili rientrano in una pittura di gusto tardo ottocentesco, tra naturalismo e simbolismo regionale.
Edizione:
Questa edizione, indicata come “definitiva” e “terza edizione” sul piatto, costituisce la versione completa e illustrata del testo, pubblicata a Cuneo nel 1932 e oggi di difficile reperibilità.
Rarità e valore collezionismo:
Opera ricercata dagli studiosi di letteratura piemontese e poesia dialettale del Novecento, nonché dagli appassionati di editoria illustrata regionale. La presenza delle tavole applicate e la perfetta integrità della brossura accrescono l’interesse bibliografico.














