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Santa Gertrude di Nivelles, prima badessa — con iconografia di santa Gertrude la Grande

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Anonimo incisore francese, Santa Gertrude, vergine e prima badessa di Nivelles. Parigi, Nicolas Bonnart, circa 1680–1700; incisione su rame con coloritura coeva e dorature, mm 325 × 235. Rara raffigurazione con cuore e Bambino Gesù, attributo derivato dall’iconografia di santa Gertrude la Grande.

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Santa Gertrude di Nivelles, prima badessa — con iconografia di santa Gertrude la Grande

Nicolas Bonnart editore, anonimo incisore francese,Sainte Gertrude Vierge et première Abbesse de Nivelle, Parigi, rue Saint-Jacques, all’insegna dell’Aigle, circa 1680–1700; incisione su rame a bulino e acquaforte, con coloritura coeva e lumeggiature dorate; foglio mm 325 × 235. Esemplare completo dell’impronta, dell’indirizzo editoriale e delle iscrizioni latina e francese, con ottima marginatura.

Identificazione dell’opera

L’iscrizione identifica la religiosa come santa Gertrude di Nivelles, figlia di Pipino di Landen e di santa Itta, fondatrice e prima badessa del monastero di Nivelles, nel Brabante.

Il titolo francese recita:

Sainte Gertrude Vierge et première Abbesse de Nivelle.

“Santa Gertrude, vergine e prima badessa di Nivelles”.

La figura è rappresentata frontalmente, in abito monastico nero, con il capo circondato da una grande aureola raggiata e da una corona di teste angeliche. Nella mano destra regge il pastorale abbaziale; con la sinistra mostra sul petto un cuore contenente il Bambino Gesù, attorno al quale si sviluppa un elemento rosso sinuoso.

Sullo sfondo si estende un paesaggio alberato con una chiesa o complesso monastico, evidente riferimento all’abbazia di Nivelles.

Trascrizione e traduzione dell’iscrizione latina

Sotto la composizione compare una breve biografia in latino:

S.ta Gertrudis Pippini Majoris Austrasiae, ac beatae Ittae filia, coenobium Nivigellae a matre aedificatum prima abbatissa rexit; obiit meritis cumulata, anno salutis sexcentesimo quinquagesimo nono, aetatis suae trigesimo tertio, ut in vita virtutibus, ita post mortem miraculis claruit.

In traduzione:

“Santa Gertrude, figlia di Pipino, maggiordomo d’Austrasia, e della beata Itta, governò come prima badessa il monastero di Nivelles edificato da sua madre; morì colma di meriti nell’anno della salvezza 659, nel trentatreesimo anno della sua età e, come in vita rifulse per le virtù, così dopo la morte divenne celebre per i miracoli”.

Il testo riassume con notevole precisione la tradizione agiografica della santa: l’appartenenza alla famiglia di Pipino, la fondazione materna del monastero, il ruolo di prima badessa, la morte a trentatré anni e la fama miracolosa postuma.

L’iscrizione francese

La seconda didascalia sviluppa le medesime informazioni in lingua francese:

Sainte Gertrude Vierge et première Abbesse de Nivelle. Fondée par sa mère Yduberge surnommée Itte, femme de Pepin Maire du Palais en Austrasie sous le Roy Dagobert, elle vécut en grande Sainteté. Dieu l’honora de plusieurs miracles après sa mort. Elle vécut 33 ans et mourut le 17 Mars.

In traduzione:

“Santa Gertrude, vergine e prima badessa di Nivelles. [L’abbazia fu] fondata da sua madre Iduberga, detta Itta, moglie di Pipino, maggiordomo di palazzo in Austrasia sotto il re Dagoberto. Ella visse in grande santità. Dio la onorò con numerosi miracoli dopo la morte. Visse trentatré anni e morì il 17 marzo”.

La doppia iscrizione, latina e francese, rivela la destinazione insieme devozionale e istruttiva del foglio. Il testo latino conferisce autorità ecclesiastica alla rappresentazione, mentre quello francese rende la biografia comprensibile a un pubblico più ampio.

Santa Gertrude di Nivelles

Gertrude nacque intorno al 626 in una delle più potenti famiglie dell’aristocrazia franca. Suo padre, Pipino di Landen, fu maggiordomo di palazzo dell’Austrasia, mentre la madre Itta, rimasta vedova, fondò intorno al 640 il monastero di Nivelles.

Secondo la tradizione, Gertrude manifestò molto presto la volontà di consacrarsi alla vita religiosa. Durante un banchetto, quando aveva circa dieci anni, respinse pubblicamente la proposta di matrimonio con il figlio di un duca, dichiarando di voler avere come unico sposo Cristo.

Il monastero di Nivelles fu originariamente una comunità doppia, formata da religiose e religiosi sottoposti all’autorità della badessa. Gertrude ne assunse la guida dopo la madre e promosse lo studio delle Scritture, la copiatura dei testi, l’assistenza ai poveri e l’accoglienza di religiosi provenienti dall’Irlanda e dalle regioni anglosassoni.

Morì il 17 marzo 659, tradizionalmente a trentatré anni. Il culto si diffuse rapidamente nei Paesi Bassi, in Belgio, nella Germania renana e nella Francia settentrionale. Nivelles divenne un importante centro di pellegrinaggio e la sua collegiata conserva ancora oggi una forte memoria della santa.

Nicolas Bonnart e l’indirizzo editoriale

Sul margine inferiore della parte figurata si legge:

Chez N. Bonnart rue St. Jacques, à l’Aigle, avec privil.

L’indirizzo identifica Nicolas Bonnart, incisore, editore e mercante di stampe attivo a Parigi tra il XVII e il principio del XVIII secolo. La sua bottega si trovava nella rue Saint-Jacques, all’insegna dell’Aigle, in uno dei principali quartieri dell’editoria e del commercio delle immagini parigine.

La famiglia Bonnart fu particolarmente nota per le eleganti stampe di costume e per i ritratti della società del regno di Luigi XIV, ma produsse anche immagini religiose, vite di santi e rappresentazioni destinate alla devozione privata.

La formula avec privilège indica che la pubblicazione era protetta da un privilegio reale, che garantiva all’editore il diritto di stampa e vendita della matrice. L’indirizzo permette di accogliere la datazione proposta all’ultimo quarto del Seicento, indicativamente circa 1680–1700.

L’assenza di una firma distinta non permette di stabilire se Nicolas Bonnart abbia inciso personalmente la lastra o se abbia agito soltanto come editore. La formula più rigorosa è dunque “anonimo incisore francese, edito da Nicolas Bonnart”.

Una sorprendente contaminazione iconografica

Il particolare più interessante della composizione è il cuore contenente il Bambino Gesù mostrato sul petto della santa. Questo attributo non appartiene normalmente a Gertrude di Nivelles, ma a un’altra religiosa omonima: santa Gertrude la Grande di Helfta, mistica benedettina vissuta nel XIII secolo.

Gertrude la Grande viene infatti spesso raffigurata con un cuore aperto o luminoso entro il quale appare il Bambino Gesù, immagine derivata dalla sua intensa spiritualità cristocentrica e dalle rivelazioni raccolte negli scritti mistici a lei associati.

L’incisione produce quindi una significativa sovrapposizione fra le due sante:

Gertrude di Nivelles è inequivocabilmente identificata dalle iscrizioni, dal pastorale abbaziale, dalla biografia merovingia e dal monastero sullo sfondo; il cuore con il Bambino deriva invece dall’iconografia di Gertrude la Grande.

Non è necessariamente un errore occasionale. Nell’editoria religiosa popolare del Sei e Settecento, sante omonime potevano essere confuse o volutamente associate, trasferendo attributi capaci di rendere l’immagine più intensa e riconoscibile. Il cuore con Cristo enfatizzava inoltre l’amore mistico e la consacrazione verginale, qualità compatibili con la biografia di Gertrude di Nivelles anche se non specificamente legate alla sua tradizione più antica.

Questa contaminazione iconografica accresce sensibilmente l’interesse storico dell’opera, trasformandola in una testimonianza delle modalità con cui il culto dei santi veniva rielaborato e diffuso attraverso le stampe.

Il pastorale e la dignità abbaziale

Il lungo pastorale tenuto nella mano destra costituisce il principale segno dell’autorità di Gertrude. La voluta riccamente ornata, evidenziata dalle dorature, richiama quella episcopale, ma identifica qui la funzione di badessa e il governo spirituale della comunità di Nivelles.

La figura non appare rinchiusa all’interno di una cella monastica. È rappresentata all’aperto, davanti al monastero, quasi a indicare che la sua autorità si estende sull’istituzione, sul territorio e sulle persone affidate alle sue cure.

L’impostazione frontale, la monumentalità della veste e l’aureola raggiata avvicinano il foglio alle immagini di culto destinate a essere esposte e contemplate, più che alle semplici illustrazioni librarie.

Gli attributi tradizionali non rappresentati

Gertrude di Nivelles è frequentemente raffigurata con topi o ratti che si arrampicano sul pastorale o sulla veste. Questo attributo deriva dalla sua invocazione contro le infestazioni dei roditori e, probabilmente, da una più antica interpretazione delle anime dei defunti sotto forma di piccoli animali.

Nella presente incisione i roditori non risultano chiaramente visibili. L’autore ha preferito concentrare la composizione sul pastorale, sul cuore con il Bambino e sul monastero.

La santa fu anche protettrice dei viaggiatori e dei pellegrini. Nel Medioevo e nella prima età moderna era consuetudine bere una coppa in suo onore prima di intraprendere un viaggio, invocandone la protezione lungo il cammino.

L’abbazia di Nivelles

L’edificio visibile sullo sfondo non deve essere interpretato come un’esatta veduta architettonica. Esso funziona soprattutto come emblema del monastero governato dalla santa.

Il complesso di Nivelles divenne uno dei maggiori centri religiosi del Brabante. La sua chiesa, dedicata a santa Gertrude, venne più volte ricostruita e ampliata; l’attuale collegiata conserva un’imponente struttura romanica, benché abbia subito gravi danni durante la Seconda guerra mondiale.

La presenza dell’edificio sullo sfondo collega la santità personale di Gertrude alla sua opera istituzionale. La santa non è celebrata soltanto per la verginità e i miracoli, ma come fondatrice e guida di una comunità destinata a esercitare per secoli un’importante influenza religiosa e culturale.

Tecnica incisoria

La matrice è lavorata prevalentemente a bulino, con probabili interventi all’acquaforte nelle parti paesaggistiche e nelle campiture più estese. Il volto e le mani sono modellati mediante sottili linee curve, mentre la veste nera è costruita con un fitto reticolo grafico.

Particolarmente accurata è la resa dell’aureola, formata da numerosi raggi sottili alternati alle teste dei cherubini. Il pastorale, il cuore e le bordure della veste sono trattati con segni più netti, pensati per ricevere le successive lumeggiature dorate.

La qualità tecnica appare buona e pienamente coerente con la produzione religiosa parigina della bottega Bonnart. L’effetto complessivo privilegia la leggibilità e la forza devozionale rispetto alla raffinatezza virtuosistica.

La coloritura coeva e le dorature

La coloritura manuale impiega verde e azzurro nel paesaggio e nel cielo, rosso nel cuore, nel nastro e nelle vesti dei cherubini, nero nell’abito monastico e leggere tonalità rosa negli incarnati.

Le dorature sono applicate al pastorale, ai raggi dell’aureola, alle bordure dell’abito e ad alcuni dettagli ornamentali. Il contrasto fra il nero profondo della veste e la luminosità dell’oro conferisce alla figura una solennità quasi ieratica.

La stesura cromatica lascia leggibile la trama dell’incisione e appare coerente, sulla base delle fotografie, con una coloritura antica e verosimilmente coeva. Particolarmente preziosa è la conservazione dei sottili interventi dorati, spesso soggetti ad abrasione o ossidazione negli esemplari destinati alla devozione.

Stato dell’opera

L’incisione risulta completa della composizione, della cornice, dell’indirizzo editoriale, della formula di privilegio e delle due iscrizioni biografiche. L’impronta appare piena e il foglio conserva una marginatura ampia e regolare.

La carta presenta una naturale tonalità antica, minime ondulazioni e qualche circoscritto punto di ossidazione, senza mancanze sostanziali. Si nota una lieve abrasione o attenuazione del colore nel cielo a sinistra della santa e piccole discontinuità fisiologiche nelle campiture, compatibili con l’età e con la lavorazione manuale.

Le parti incise conservano buona nitidezza; i testi sono completi e leggibili; la coloritura mantiene una notevole freschezza e le dorature sono ancora ben evidenti. Lo stato può pertanto essere definito molto buono, completo e decorativamente assai gradevole, con impronta integra e ottima marginatura.

Perché è interessante oggi

Il foglio riunisce storia merovingia, spiritualità femminile, iconografia monastica e cultura editoriale della Parigi di Luigi XIV. Santa Gertrude fu una delle più autorevoli figure religiose dell’Europa altomedievale e il monastero di Nivelles rappresentò un importante centro di cultura e assistenza.

Particolarmente affascinante è la sovrapposizione fra Gertrude di Nivelles e Gertrude la Grande: il cuore con il Bambino Gesù documenta come l’iconografia dei santi potesse trasformarsi attraverso la devozione e la circolazione delle stampe.

Perché è un acquisto consapevole

L’identificazione è sostenuta direttamente dalle iscrizioni latina e francese, mentre l’indirizzo di Nicolas Bonnart permette di definire con sicurezza il contesto editoriale parigino. La datazione all’ultimo quarto del XVII secolo è coerente con l’attività dell’editore, con lo stile e con la tecnica.

L’assenza del nome dell’incisore è dichiarata con trasparenza, ma viene compensata dalla riconoscibilità della bottega, dalla rarità iconografica del soggetto, dalle grandi dimensioni, dalla coloritura coeva, dalle dorature e dall’eccellente completezza dell’esemplare.

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