Santorio Santorio
De Statica Medicina aphorismorum
Patavii, Typis Jo. Baptistae Conzatti, 1728
Volume in 12° (cm 14,5 × 8), collazione (16), 264 pp., completo di antiporta incisa in rame firmata Z. P. (1), raffigurante il celebre apparato di misurazione corporea.
Testo corredato dai commentari di Martin Lister e Giorgio Baglivi.
Genuina legatura coeva in piena pergamena rigida, titoli manoscritti al dorso.
Ottima copia, fresca e ben conservata.
Testo di base (integralmente mantenuto)
Santorio fu uno dei fondatori della medicina sperimentale (Iatromeccanica), basata sul principio che le teorie e le scoperte mediche sono valide solo se indubbiamente constatate dalla prova. Tra gli strumenti in parte da lui inventati, in parte felicemente applicati alla medicina, ricordiamo la bilancia per la misurazione delle variazioni del peso corporeo, il termometro per la misurazione della temperatura del corpo, l’igrometro, un pulsilogio per registrare le variazioni del polso e un letto ad acqua, oltre a numerosi strumenti chirurgici, descritti da A. Castiglioni in una sua monografia sull’A.
Santorio Santorio e la nascita della medicina sperimentale
Santorio Santorio (Capodistria, 1561 – Venezia, 1636) è unanimemente considerato uno dei padri fondatori della medicina sperimentale moderna. Professore all’Università di Padova, egli introdusse per primo il metodo quantitativo sistematico nello studio dei fenomeni fisiologici, ponendo le basi di quella corrente detta iatromeccanica, che interpreta il corpo umano secondo leggi fisiche e matematiche.
Il De Statica Medicina rappresenta l’esito più celebre e duraturo delle sue ricerche: un’opera rivoluzionaria in cui per oltre trent’anni l’autore registrò, con misurazioni quotidiane, le variazioni del peso corporeo in relazione a cibo, bevande, escrezioni e traspirazione.
Il contenuto dell’opera: la “perspiratio insensibilis”
Il cuore teorico dell’opera è il concetto di perspiratio insensibilis, ovvero la perdita di materia corporea non percepibile dai sensi, ma misurabile tramite strumenti.
Santorio dimostra che la maggior parte della perdita di peso non avviene attraverso escrezioni visibili, bensì attraverso una continua evaporazione corporea, anticipando concetti fondamentali della fisiologia moderna.
L’opera è strutturata in aforismi, secondo una forma chiara, didattica e facilmente consultabile, che ne ha favorito l’uso accademico e clinico per oltre un secolo.
Gli strumenti scientifici e l’apparato iconografico
L’antiporta incisa, presente in questo esemplare, raffigura la celebre bilancia-statua ideata da Santorio: un dispositivo che consentiva al medico di pesarsi prima e dopo ogni atto fisiologico.
Accanto a questo strumento, Santorio introdusse o perfezionò:
- il pulsilogio per la misurazione del battito cardiaco;
- il termometro clinico primitivo;
- l’igrometro;
- il letto-bilancia;
- numerosi strumenti chirurgici sperimentali.
L’apparato illustrativo non è decorativo, ma parte integrante del metodo scientifico, rendendo quest’opera uno dei primi esempi di medicina basata su dati misurabili.
I commentari di Martin Lister e Giorgio Baglivi
L’edizione del 1728 si arricchisce dei commentari di due figure centrali della medicina europea:
- Martin Lister, medico inglese e naturalista, che contribuì a diffondere il pensiero santoriano nel mondo anglosassone;
- Giorgio Baglivi, medico italiano di fama internazionale, che interpretò e aggiornò l’opera alla luce della medicina clinica tra Sei e Settecento.
La presenza di questi commentari accresce notevolmente il valore scientifico e storico dell’edizione, trasformandola in un vero compendio della medicina sperimentale europea.
Il tipografo e il contesto editoriale
La stampa è opera di Giovanni Battista Conzatti, attivo a Padova nel primo Settecento, noto per edizioni accurate di testi scientifici e universitari.
L’esecuzione tipografica è sobria ma elegante, coerente con la destinazione accademica del volume.
Rilevanza storica e collezionistica
Il De Statica Medicina è considerato uno dei testi fondativi della fisiologia moderna.
Presente nelle biblioteche scientifiche europee per oltre due secoli, fu ristampato numerose volte, ma resta particolarmente apprezzato nelle edizioni complete di antiporta e commentari, come questo esemplare.
L’opera è di grande interesse per:
- collezionisti di medicina antica;
- studiosi di storia della scienza;
- biblioteche accademiche;
- raccolte dedicate a Padova e alla scuola medico-universitaria veneta.










