Lodovico Adimari
Satire del Marchese Lodovico Adimari, con illustrazioni
Londra [ma Livorno], 1786
Si vende in Livorno, presso Tommaso Masi e Comp.
Volume in 16° (cm 16,5 x 9,5); pagine: XXIII, (1), 311. Elegante legatura coeva in piena pergamena rigida, con tassello in marocchino marrone al dorso, titoli in oro entro filettature e piccoli fregi a secco, tagli spruzzati, carte azzurrine. Ritratto dell’autore inciso da Pompeo Lapi su disegno di Domenico Maria Fratta, frontespizio inciso in rame figurato, carta di dedica a Milord Hervey. Esemplare in condizioni eccezionali, ben conservato e completo.
Cenni sull’opera e sull’autore:
Lodovico Adimari (1681-1742), marchese fiorentino, fu apprezzato poeta e membro dell’Accademia degli Apatisti. Le sue satire si inseriscono nella tradizione morale e letteraria del Settecento italiano, influenzata tanto dal classicismo quanto dall’ironia barocca. In questa raccolta, composta da testi di vena sarcastica e riflessiva, Adimari esplora le ipocrisie sociali, i vezzi della nobiltà e i costumi corrotti, mantenendo una forma elevata e talvolta arguta. L’edizione è particolarmente interessante per la dedica a Lord Hervey, figura di rilievo alla corte britannica, che testimonia le relazioni tra letteratura italiana e circoli intellettuali europei.
Il frontespizio reca l’indicazione editoriale di Londra, ma come noto e come spesso accadeva all’epoca, si tratta di una tipica contraffazione destinata a eludere censure o a nobilitare la pubblicazione, che avvenne con ogni probabilità a Livorno presso Tommaso Masi e Compagni.
Collezione delle Satire italiane. Livorno mascherata da Londra (1780–1790 ca.)
Nel cuore dell’Illuminismo italiano, tra il fermento letterario e la crescente sensibilità politica del secondo Settecento, si colloca una singolare serie editoriale che raccoglie le principali voci della satira italiana classica e moderna, da Petrarca a Lodovico Sergardi, da Soldani a Salvator Rosa. Queste opere furono stampate a Livorno dalla tipografia Tommaso Masi e Comp., ma spesso recano in frontespizio la falsa indicazione tipografica “Londra” – un espediente tanto diffuso quanto strategico, volto a eludere la censura e conferire prestigio internazionale a edizioni altrimenti “provinciali”.
Questa “collana apocrifa” si distingue non solo per il contenuto di forte impegno morale e satirico, ma anche per l’eleganza dell’apparato editoriale: le edizioni presentano ritratti d’autore, frontespizi allegorici finemente incisi, dediche a nobili protettori italiani ed europei (fra cui il Duca di Curlandia, Lord Hervey e altri esponenti del patriziato illuminato), nonché formati maneggevoli e legature in pergamena con tasselli e titoli dorati, pensate per collezionisti e lettori colti.
L’iniziativa editoriale di Masi fu ispirata dal desiderio di rendere accessibili i classici della satira e della poesia morale in una forma sobria e raffinata, ispirata alle più moderne edizioni francesi. Il successo della collana – oggi ricercatissima sul mercato antiquario – sta nel suo equilibrio tra tradizione letteraria, eleganza tipografica e sottile anticonformismo.

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