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Tommaso Grossi – Ulrico e Lidia. Novella – Milano, coi Tipi Borroni e Scotti, 1844 

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Esemplare interessante sia per la legatura coeva sia per la conservazione delle brossure editoriali, fatto non comune nelle edizioni borroniane. Testimonianza significativa della letteratura sentimentale romantica lombarda, rappresenta un tassello importante nella produzione di Grossi e nella narrativa preunitaria.

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Tommaso Grossi

Ulrico e Lidia. Novella 

Milano, coi Tipi Borroni e Scotti, 1844

Dati editoriali

Milano, coi Tipi Borroni e Scotti, 1844. Seconda edizione milanese della celebre novella romantica di Tommaso Grossi, pubblicata con antiporta figurata e frontespizio inciso, entrambi di gusto pienamente romantico.

Descrizione fisica

Volume in 8° piccolo (cm 18 × 13), pagine 102, (2). Legatura coeva in mezza pelle marrone con piatti in carta marmorizzata, dorso liscio con fregi e titoli dorati. All’interno sono conservate le brossure editoriali originali, elemento raro e di pregio bibliografico. Lievi aloni di umidità su qualche carta, ma esemplare complessivamente fresco e genuino: buona copia.

Contenuto

Ulrico e Lidia, pubblicata per la prima volta nel 1837, è una delle prove narrative più note di Tommaso Grossi, autore vicino al cenacolo romantico lombardo e legato a figure come Manzoni e Porta. La novella racconta una storia d’amore ostacolato, immersa in un’atmosfera sentimentale e malinconica tipica del romanticismo italiano. La scrittura di Grossi alterna descrizioni paesaggistiche patetiche, dialoghi intensi e situazioni drammatiche, componendo una trama breve ma ricca di pathos e delicatezza emotiva.

Apparato iconografico

  • Antiporta incisa, raffigurante scena pastorale-romantica con figure femminili e infantili.
  • Frontespizio illustrato, con cornice ornamentale e scena bucolica con cascata.
    Incisioni di ottima qualità, tipiche della produzione milanese degli anni Quaranta dell’Ottocento.

Tommaso Grossi

Tommaso Grossi (1791–1853) fu uno dei principali rappresentanti del romanticismo lombardo. Nato a Bellano sul Lago di Como, giunse a Milano giovanissimo, dove si inserì rapidamente nell’ambiente culturale animato da Alessandro Manzoni, Carlo Porta e Giovanni Berchet. Amico fraterno di Manzoni, collaborò attivamente al clima letterario del tempo, contribuendo a definire i tratti sentimentali e popolari del romanticismo italiano.

La sua opera poetica e narrativa si distingue per un linguaggio semplice, musicale e diretto, capace di coniugare patetismo, introspezione e gusto popolare. Tra i suoi lavori più celebri si ricordano il poemetto La Fuggitiva, il romanzo storico Marco Visconti – uno dei più grandi successi letterari dell’Ottocento italiano – e numerose novelle, fra cui Ulrico e Lidia, che godettero di ampia fortuna editoriale.

Oltre all’attività letteraria, Grossi ricoprì il ruolo di notaio e svolse funzioni amministrative a Milano. La sua produzione, profondamente intrecciata con l’ambiente romantico milanese, rappresenta un ponte tra la stagione manzoniana e la narrativa sentimentale e storica della prima metà dell’Ottocento.

Il contesto romantico lombardo

Il romanticismo lombardo rappresentò uno dei nuclei più vitali e innovativi della cultura italiana tra gli anni Venti e Quaranta dell’Ottocento. Milano, città dinamica e aperta agli influssi europei, costituì l’ambiente ideale per l’affermazione del nuovo movimento, che univa sensibilità patriottica, rinnovamento letterario e riflessione civile. Il gruppo riunito attorno ad Alessandro Manzoni – comprendente figure come Giovanni Berchet, Carlo Porta, Ermes Visconti, Domenico Balestrieri e, più tardi, Tommaso Grossi – contribuì in modo decisivo a introdurre in Italia l’estetica romantica, improntata a maggiore immediatezza espressiva, attenzione al vero storico e psicologico, rifiuto dell’accademismo classico.

La stagione romantica lombarda si sviluppò in un clima di fermento politico e culturale, in coincidenza con la diffusione degli ideali risorgimentali. In letteratura, questo si tradusse nella preferenza per la narrativa storica, la poesia sentimentale, la valorizzazione del dialetto, l’interesse per i temi morali ed esistenziali, oltre che nella forte attenzione per il popolo e le classi subalterne. Le opere di Grossi – tra cui Marco Visconti, La Fuggitiva, Ildegonda e le sue novelle – rispecchiano pienamente questi orientamenti: storie intense, spesso malinconiche, intrise di sentimento e immersi in paesaggi simbolici e affettivi.

Determinante fu anche la dimensione della sociabilità letteraria: salotti, circoli culturali, tipografie innovative e una crescente rete editoriale (come la stessa Borroni e Scotti) favorirono la circolazione delle idee e dei nuovi modelli estetici. Il romanticismo lombardo, benché diversificato e articolato, pose le basi per il definitivo superamento della tradizione neoclassica e aprì la strada alla narrativa storica e sentimentale che avrebbe dominato per decenni la scena italiana.

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