Torquato Tasso
La Gerusalemme Liberata
Parma, nel Regal Palazzo, co’ tipi bodoniani, 1794
Dati editoriali
Autore: Torquato Tasso – Titolo: La Gerusalemme Liberata – Luogo di stampa: Parma – Editore/Tipografo: Giambattista Bodoni, Tipografo di Camera – Anno: 1794 – Formato: 2 voll. in-folio (cm 31,5 × 24) – Pagine: Tomo I: (22), 331, (3) – Tomo II: (4), 337, (3)
Descrizione fisica
Esemplare in due volumi in elegante legatura coeva in cartone pesante marmorizzato, con splendide barbe originali perfettamente conservate. Carte sane, bianche e molto marginose, con ampi spazi che valorizzano la composizione tipografica bodoniana. Testo nitido, col carattere romano e corsivo di matrice bodoniana, su carta spessa e di grande qualità, priva di ossidazioni significative. Pagine fresche e in stato di conservazione superiore rispetto alla media delle copie coeve.
Contenuto
Edizione completa del poema tassiano, distribuita in due volumi, con struttura chiara e limpida: argomenti dei canti, testo su ampio impianto tipografico, note editoriali essenziali. Include la grandiosa dedica a Carlo IV di Borbone, Cattolico Monarca delle Spagne e Imperatore delle Indie, elemento distintivo dell’edizione del 1794.
Legatura
Legatura editoriale coeva in cartone pesante ricoperto da carte marmorizzate, tipiche delle produzioni tardo-settecentesche del laboratorio bodoniano e dell’area parmense. Conservazione ottima, cerniere solide, piatti puliti e ben conservati, dorso robusto.
Condizione
Eccellente stato di conservazione.
Carte perfettamente integre, nessuna rifilatura, margini ampi, barbe intatte, assenza di restauri invasivi. Lieve e naturale patina del tempo come atteso per un esemplare di fine Settecento.
Paragrafo storico sull’edizione bodoniana della Gerusalemme Liberata (1794)
L’edizione del 1794 della Gerusalemme Liberata rappresenta una delle prove più compiute della maturità tipografica di Giambattista Bodoni, allora all’apice del suo prestigio europeo. Pensata per celebrare il poema tassiano e insieme onorare Carlo IV di Borbone, l’opera è un manifesto della poetica tipografica bodoniana: rigore neoclassico, pagine limpide e senza pesantezze ornamentali, perfezione dell’allineamento, uso sapiente del bianco e chiarezza assoluta del segno. La dedica al sovrano spagnolo, impressa in grande corsivo, riflette il contesto politico e culturale dell’alleanza borbonica e la volontà di Bodoni di conferire alla sua edizione un carattere solenne e “regale”. Considerata tra le più belle edizioni italiane del Settecento, questa Gerusalemme Liberata è una tappa fondamentale della storia del libro moderno.
Paragrafo tecnico: impaginazione, caratteri e carta
L’impianto grafico è costruito su un equilibrio perfetto tra pieni e vuoti, con ampio margine bianco come elemento strutturale. I caratteri romani e corsivi sono tra le migliori espressioni del carattere bodoniano, definiti da linee asciutte, contrasti netti e compostezza razionale. La carta, di qualità superiore, è spessa, elastica e leggermente vergellata, prodotta su forme tradizionali di grande formato: ciò spiega le splendide barbe ancora presenti. La stampa, uniforme e nera, dimostra la maestria del laboratorio bodoniano, capace di raggiungere una nitidezza che gli studiosi hanno spesso definito “cristallina”.
Paragrafo sulla dedica a Carlo IV di Borbone
La solenne dedica “All’Augustissimo Cattolico Monarca delle Spagne Carlo IV di Borbone” non è solo un tributo formale, ma costituisce uno dei punti centrali dell’edizione. Essa colloca il libro in un contesto internazionale: la Gerusalemme Liberata diventa un dono politico e culturale destinato alla corte spagnola, rivelando il ruolo di Bodoni come tipografo diplomatico, ponte tra Parma e le grandi monarchie europee. La dedica, composta in grande corsivo elegante, è un esempio magistrale dell’uso del carattere bodoniano come strumento di magnificenza tipografica.
Importanza bibliografica
Questa edizione è regolarmente considerata una delle più belle stampe bodoniane, citata in:
- Brooks, 652
- De Lama, II, 181
- repertori critici dell’Ottocento e del Novecento dedicati alle opere monumentali di Bodoni.
















