Quinto Curzio Rufo
Historiae Alexandri Magni Macedonis
Venezia, in aedibus Aldi et Andreae soceri, 1520
Volume in 8° (cm 16,5 × 10,5); carte (8), 172. Elegante legatura coeva in piena pergamena con titolo e cornice impressi in oro al dorso. Carte complessivamente sane e ben conservate, di buona qualità e con ampia marginatura; tagli spruzzati di rosso.
Esemplare con mancanze: privo del frontespizio aldino, del foglio bianco iniziale (c. 7) e delle ultime due carte (cc. 171–172) contenenti il registro e la marca tipografica aldina finale.
Contenuto e rilevanza dell’edizione
Importante edizione aldina del testo di Quinto Curzio Rufo, uno degli autori latini più letti nel Rinascimento per la narrazione della figura di Alessandro Magno, interpretata non solo come cronaca storica ma come modello morale e politico.
Le edizioni aldine di testi classici, anche quando non in formato corsivo tipico delle prime produzioni, rappresentano un punto alto della filologia umanistica veneziana, con attenzione alla correttezza del testo e alla diffusione del patrimonio classico.
Analisi delle sottolineature e dell’uso antico
Le sottolineature presenti nel volume sono coerenti, selettive e non casuali, e si concentrano su passaggi chiave del testo:
- episodi militari e strategici
- descrizioni morali della condotta di Alessandro
- passaggi relativi alla disciplina, alla virtù e alla degenerazione dei costumi
Particolarmente significativo il foglio con sottolineature multiple (libro VI), dove risultano evidenziati passi riguardanti:
- la corruzione derivante dal lusso e dai banchetti
- il rapporto tra disciplina militare e decadenza morale
- il giudizio sugli usi orientali adottati da Alessandro
Questo tipo di selezione è tipico di una lettura umanistica o proto-didattica, probabilmente orientata allo studio morale e retorico del testo, più che a una semplice lettura narrativa.
Nota manoscritta: interpretazione
La nota manoscritta in inchiostro bruno, posta al margine inferiore, appare di mano antica (probabilmente XVII secolo) e, pur non essendo integralmente leggibile in ogni sua parte, consente alcune considerazioni solide:
- si tratta di una glossa interpretativa, non di possesso
- il contenuto sembra riferirsi alla descrizione del corpo (probabilmente delle Amazzoni), con riferimento a elementi come “forma”, “natura”, “decorazione”
- il tono è esplicativo e quasi commentariale, indice di lettura attenta e riflessiva
Si tratta quindi di un intervento di lettura attiva, verosimilmente in ambito scolastico elevato o accademico.
Integrazione narrativa (versione ampliata e approfondita)
A rafforzare ulteriormente l’interesse dell’esemplare interviene la presenza di una nota manoscritta antica, posta in corrispondenza del celebre passo relativo alle Amazzoni, e soprattutto un sistema diffuso di sottolineature che attraversa più punti del testo con sorprendente coerenza tematica.
Le evidenziazioni si concentrano infatti su alcuni nuclei concettuali ben precisi: il progressivo abbandono della disciplina militare, l’irruzione del lusso e dei costumi orientali, e il cedimento morale di Alessandro e del suo esercito. Termini e passaggi relativi a voluptates, ai convivia intemperanti, alla perdita della misura e al contagio dei costumi persiani risultano marcati con attenzione, segno di una lettura che seleziona nel testo non tanto la narrazione storica quanto il suo valore etico.
In questo contesto si inserisce con particolare forza la nota manoscritta relativa alla descrizione delle Amazzoni. Il passo curziano insiste sulla rappresentazione del corpo femminile adattato alla guerra — con il seno parzialmente scoperto e la figura modellata da esigenze funzionali — e proprio su questo punto interviene il lettore antico, che sembra soffermarsi su concetti riconducibili a forma, natura e decoro.
La glossa, pur non interamente leggibile, appare chiaramente orientata a interpretare quella nudità non come elemento meramente descrittivo, ma come nodo problematico tra ordine naturale e costruzione culturale, tra funzione e rappresentazione. È verosimile che il lettore si interroghi sul carattere “legittimo” o “decoroso” di tale esposizione del corpo, inserendola implicitamente nel più ampio discorso morale che attraversa il libro VI.
Ne emerge così una lettura sorprendentemente unitaria: da un lato le sottolineature insistono sulla corruzione dei costumi attraverso il lusso, i banchetti e i piaceri, dall’altro la nota marginale si concentra su un episodio simbolicamente affine, quello delle Amazzoni, dove il tema del corpo e della sua disciplina (o deviazione dalla norma) diventa centrale.
In questa prospettiva, il testo di Curzio viene utilizzato dal lettore non solo come racconto delle imprese di Alessandro, ma come strumento di riflessione morale sul rapporto tra virtù, potere e degenerazione, secondo una modalità tipica della cultura umanistica tra XVI e XVII secolo.
L’esemplare si configura dunque non semplicemente come copia di un classico, ma come traccia concreta di una lettura attiva e consapevole, in cui il libro diventa spazio di interpretazione, selezione e giudizio.
Valore dell’esemplare: copia “di studio”
Le mancanze dichiarate (frontespizio e ultime carte) incidono sul valore bibliografico formale, ma questo esemplare presenta un elemento compensativo di grande interesse:
👉 è una copia vissuta e studiata, con tracce autentiche di lettura antica
In ambito collezionistico moderno, questo tipo di esemplare intercetta un interesse crescente per:
- la storia della lettura
- la didattica umanistica
- le pratiche di studio tra XVI e XVII secolo
Non è quindi una copia “difettosa”, ma una testimonianza d’uso culturale, con identità propria.
Legatura e stato di conservazione
Bella legatura coeva in pergamena, solida e strutturalmente integra, con tracce di usura al dorso e perdita parziale della doratura. Interni freschi, con fisiologiche fioriture e sporadiche macchie marginali, senza compromettere la leggibilità.
Nel complesso, esemplare onesto, autentico e ben conservato nella sua storicità materiale.
Perché è interessante oggi
Questo volume non è soltanto un classico aldino: è un oggetto che documenta come si leggeva e si studiava Alessandro Magno nel primo Seicento.
Le sottolineature e la nota manoscritta trasformano il libro da semplice contenitore di testo a traccia concreta di un lettore reale, probabilmente formato nella cultura umanistica, che selezionava e interpretava i passi moralmente più significativi.
Per il collezionista contemporaneo, ciò significa possedere non solo un libro del 1520, ma anche una storia di lettura stratificata nel tempo.
Grado di completezza
C (incompleto ma significativo)
Esemplare mancante di elementi strutturali importanti (frontespizio e ultime carte), ma arricchito da interventi manoscritti e segni di lettura che ne aumentano l’interesse storico-culturale.
Valutazione secondo scala standard:
- A (eccellente): esemplare completo, in condizioni superiori alla media, senza interventi
- B (buono): completo, con normali segni del tempo o restauri non invasivi
- C (discreto): completo ma con difetti evidenti o restauri importanti
- D (incompleto): mancanze strutturali o lacune nel testo
Perché è un acquisto consapevole
L’acquisto di questo esemplare è indicato per chi privilegia:
- autenticità e storia materiale
- tracce di lettura antica
- valore culturale oltre la mera integrità bibliografica
È meno adatto a chi ricerca una copia perfettamente completa, ma molto più interessante per chi colleziona libri “vissuti” e interpretati nel tempo.


















