Vita di S. Filippo Neri fiorentino, fondatore della Congregazione dell’Oratorio di Roma
Titolo: Vita di S. Filippo Neri fiorentino. Fondatore della Congregazione dell’Oratorio di Roma, dove morì nell’anno 1595 dell’età sua ottanta; luogo e data: s.n.t. [Roma, circa 1630, secondo la bibliografia]; formato: in-4° grande, cm 31 × 23 circa; composizione: 2 fogli bianchi iniziali, frontespizio calcografico e 44 tavole numerate, 2 fogli bianchi finali; apparato figurativo: complessivamente 45 incisioni in rame, frontespizio compreso; artisti: Jacques Stella, Christian Sas e Luca Ciamberlano; legatura: antica piena pelle chiara decorata a secco con ampie cornici concentriche; condizione: buona copia, completa dell’intero ciclo figurativo.
Identificazione bibliografica e completezza
L’opera costituisce uno dei più importanti cicli figurativi seicenteschi dedicati a San Filippo Neri, fondatore della Congregazione dell’Oratorio e una delle figure centrali della spiritualità romana della seconda metà del XVI secolo.
La consistenza dell’esemplare è precisa: 45 incisioni complessive, comprendenti il grande frontespizio figurato con ritratto del Santo e 44 tavole numerate da 1 a 44.
Questa composizione corrisponde esattamente alla descrizione fornita da Leopoldo Cicognara, Catalogo ragionato, n. 2137:
“Tav. 45 compreso il frontespizio, ove è il ritratto del Santo.”
Cicognara aggiunge un giudizio particolarmente significativo sulla qualità e sulla rarità dell’opera, definendo le tavole assai ben incise e composte e sottolineando la difficoltà di incontrare il libro in bella freschezza e conservazione.
Non siamo pertanto davanti a una raccolta assemblata successivamente, né a una selezione di stampe: l’esemplare conserva il ciclo completo nella sua successione bibliografica originaria.
Natura dell’opera: una biografia interamente costruita attraverso le immagini
Una peculiarità fondamentale di questo esemplare è la sua natura di libro figurato autonomo. La narrazione della vita di Filippo Neri è affidata direttamente alle immagini e alle brevi didascalie collocate nella parte inferiore delle tavole.
Ogni incisione costituisce un episodio autosufficiente e contemporaneamente una parte del racconto generale: infanzia, vocazione religiosa, attività caritativa, miracoli, visioni, guarigioni, incontri con penitenti e fedeli, episodi della vita romana e miracoli successivi alla morte.
La struttura assume quindi il carattere di una vera Vita per immagini, appartenente a quella grande tradizione controriformata nella quale la calcografia diventa strumento di narrazione, educazione religiosa e costruzione della memoria del Santo.
La serie conservata nella Biblioteca Vallicelliana è identificata nella letteratura specialistica come Iconibus Expressa Vita S. Philippi Nerii; gli studi attribuiscono il nucleo principale delle quarantaquattro scene a Luca Ciamberlano.
Il frontespizio figurato
Il frontespizio rappresenta una delle incisioni più importanti dell’intero complesso.
Al centro campeggia il ritratto di Filippo Neri inserito entro un grande medaglione ovale con l’iscrizione:
“Vera effigie di S. Filippo Neri Fiorentino”.
La figura del Santo è circondata da un ricco apparato allegorico composto da putti, drappi, festoni, frutti, elementi vegetali e ornamenti che trasformano il ritratto in una vera immagine celebrativa.
Nella parte inferiore sono chiaramente leggibili le responsabilità artistiche.
J. Stella inventor
Christianus Sas sculpsit
Jacques Stella è quindi l’inventore della composizione del frontespizio, mentre Christian Sas ne è l’incisore.
Il ciclo è registrato anche nelle collezioni museali internazionali e la sua paternità artistica viene riferita a Jacques Stella, Luca Ciamberlano e Christian Sas.
Jacques Stella
Jacques Stella (1596-1657) fu pittore, disegnatore e incisore francese, appartenente a quella generazione di artisti transalpini profondamente formati dall’esperienza italiana.
La sua presenza nel progetto conferisce al ciclo una dimensione che supera l’ambito strettamente romano. La cultura figurativa francese, l’ambiente artistico dell’Oratorio e la grande tradizione dell’incisione italiana si incontrano nel frontespizio, concepito come solenne introduzione all’intera biografia visiva.
La sottoscrizione “J. Stella inventor” documenta direttamente il suo ruolo nell’ideazione della composizione.
Luca Ciamberlano
La parte dominante del ciclo è opera di Luca Ciamberlano, incisore e disegnatore urbinate attivo a Roma fra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento.
L’esame diretto dell’esemplare permette di registrare le firme con notevole precisione.
Sono sottoscritte o contrassegnate da Luca Ciamberlano le tavole:
2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, 21, 22, 23, 25, 26, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 35, 36, 37, 38, 39 e 42.
Si tratta quindi di 33 tavole nelle quali la responsabilità dell’incisore è direttamente documentata nell’esemplare.
Cicognara identifica espressamente le lettere L.C. con Lucas Ciamberlan e segnala in particolare la tavola 20, nella quale compare la sottoscrizione estesa dell’artista.
Il dato è importante perché consente di valorizzare il volume non soltanto come documento religioso, ma come ampio corpus dell’opera grafica di uno dei principali incisori urbinati attivi nella Roma del primo Seicento.
Christian Sas
Christian Sas interviene direttamente nel frontespizio e nelle tavole numerate 17, 27 e 44.
La corrispondenza con Cicognara è esatta: il bibliografo registra Christianus Sas al frontespizio e specificamente alle tavole 17, 27 e 44.
Considerando quindi anche il frontespizio, la sua presenza è documentata in quattro incisioni complessive.
Le tavole prive di sottoscrizione
Nell’esemplare risultano prive di firma visibile le tavole:
1, 5, 19, 24, 34, 40, 41 e 43.
La loro presenza è perfettamente coerente con la successione del ciclo e non incide in alcun modo sulla completezza dell’opera.
La bibliografia artistica attribuisce infatti il nucleo largamente prevalente della serie a Luca Ciamberlano, mentre distingue il ristretto gruppo direttamente connesso a Stella e Sas.
Un eccezionale racconto della Roma filippina
Il pregio maggiore delle incisioni è la capacità di trasformare la biografia spirituale del Santo in una successione di scene estremamente concrete.
Roma non è uno sfondo generico: strade, mura, conventi, botteghe, chiese, case, ospedali, catacombe e paesaggi urbani entrano continuamente nella narrazione.
La tavola 1 rappresenta Filippo ancora fanciullo che precipita con il giumento in una cantina e viene miracolosamente preservato.
La tavola 2 mostra il Santo nell’incontro con tre demoni lungo il percorso verso le catacombe di San Sebastiano.
La tavola 3, particolarmente suggestiva per un collezionista di libri, mostra Filippo Neri mentre:
“Vende i libri, e dà il prezzo a’ poveri.”
Il Santo compare all’interno di una bottega libraria, circondato da volumi, mentre distribuisce ai bisognosi quanto ottenuto dalla loro vendita.
È un’immagine di straordinario interesse per la storia del libro: il libro stesso diventa protagonista dell’atto di carità.
Miracoli, carità e vita quotidiana
Altre tavole mostrano episodi nei quali il soprannaturale entra direttamente nella vita quotidiana.
In una scena un uomo che porta pane a una persona indigente durante la notte cade in una profonda fossa e viene salvato da un angelo.
In un’altra Filippo soccorre un giovane che sta annegando: sul fondo compaiono navi agitate dalle onde e il Santo è rappresentato nel momento preciso dell’intervento.
L’interesse iconografico è notevole perché questi episodi non sono trattati mediante simboli astratti, ma attraverso una narrazione teatrale e immediatamente comprensibile.
Visioni e apparizioni
Il registro cambia nelle incisioni dedicate alla vita mistica del Santo.
Nella tavola 15 Filippo contempla le anime dei suoi penitenti salire verso il Paradiso. La scena terrena si apre letteralmente sopra la figura inginocchiata del Santo, attraverso una grandiosa massa di nubi popolata da angeli e anime.
Nella tavola 37 la Vergine appare a Filippo infermo e gli restituisce la salute.
La forza di queste immagini nasce dal rapporto tra realtà e visione: gli ambienti terrestri rimangono rigorosamente descritti mentre lo spazio superiore viene invaso dalla dimensione celeste.
La tavola 44
La tavola 44, incisa da Christian Sas, rappresenta uno dei miracoli successivi alla canonizzazione.
Paolo de Bernardis, aggredito da un bandito e ferito alla gola, si raccomanda a San Filippo Neri e il mattino successivo viene trovato guarito.
La scena notturna possiede una forte intensità drammatica: l’aggressore, la vittima e l’apparizione celeste del Santo sono riuniti in un’unica composizione, costruita secondo un efficace linguaggio teatrale.
La tavola conclude quasi simbolicamente la serie mostrando che la forza taumaturgica attribuita a Filippo Neri prosegue anche dopo la sua morte e canonizzazione.
Un documento fondamentale dell’iconografia filippina
Filippo Neri morì nel 1595 e venne canonizzato nel 1622.
Il ciclo appartiene quindi alla fase decisiva nella quale si stabilisce e si diffonde la sua iconografia ufficiale.
Le incisioni non rappresentano soltanto una successione di miracoli. Costruiscono l’immagine pubblica del Santo: caritatevole, vicino ai poveri, protettore dei giovani, taumaturgo, confessore, uomo profondamente inserito nella realtà romana ma contemporaneamente partecipe della dimensione mistica.
La serie assume quindi valore documentario per la storia della Congregazione dell’Oratorio, della Controriforma, della devozione seicentesca e della circolazione dell’immagine sacra.
Qualità artistica delle incisioni
Le fotografie dell’esemplare mostrano impressioni molto leggibili, con un’ampia gamma di segni.
Ciamberlano utilizza fitte trame incrociate per costruire le zone d’ombra, linee sottilissime per gli sfondi architettonici e un’incisione più larga nei panneggi e nelle masse delle nubi.
La nitidezza delle architetture, la definizione delle espressioni e la complessità dei paesaggi confermano la qualità tecnica del ciclo.
Il giudizio di Cicognara è inequivocabile: le tavole sono definite “assai bene incise, e benissimo composte”, e l’opera viene indicata come difficile da trovare in bella conservazione.
La legatura
L’esemplare conserva una legatura antica in piena pelle chiara probabilmente restaurata, decorata a secco mediante una successione di grandi cornici concentriche.
I piatti presentano un’elaborata organizzazione ornamentale costituita da filetti multipli e fasce vegetali ripetute, culminanti in un ampio specchio centrale.
La legatura conferisce al volume una presenza materica importante e, soprattutto, mantiene raccolto l’intero ciclo in forma libraria.
Questo elemento non è secondario nella valutazione economica: una suite completa ancora conservata come libro possiede un interesse collezionistico nettamente superiore alla semplice somma delle singole stampe.
Stato dell’opera
Buona copia.
Formato cm 31 × 23 circa. Due fogli bianchi iniziali, 45 incisioni complessive – frontespizio figurato e tavole numerate 1-44 – e due fogli bianchi finali.
Carte di buon corpo, ampi margini e impressioni generalmente nette e leggibili. Antica legatura in piena pelle chiara con ricca decorazione a secco ai piatti.
Il ciclo figurativo è completo e corrisponde integralmente alla consistenza registrata da Cicognara al n. 2137.
Perché è interessante oggi
Perché riunisce in un unico oggetto almeno quattro importanti aree del collezionismo: grafica italiana del Seicento, libro figurato, storia della Roma barocca e iconografia di San Filippo Neri.
Le 45 incisioni costituiscono inoltre un documento di primaria importanza sulla trasformazione della biografia religiosa in racconto visuale. Episodi di vita quotidiana, paesaggio urbano, costume, architettura, carità e visioni soprannaturali compongono un repertorio figurativo straordinariamente ricco.
La presenza congiunta di Luca Ciamberlano, Jacques Stella e Christian Sas aggiunge al volume un interesse specificamente storico-artistico.
Perché è un acquisto consapevole
Perché l’esemplare è verificabile in ogni suo elemento essenziale.
Non viene genericamente proposto come “volume illustrato del Seicento”: possiede una precisa corrispondenza con una bibliografia storica fondamentale.
Cicognara 2137: 45 tavole compreso il frontespizio.
Esemplare: 45 incisioni compreso il frontespizio.
La completezza, la presenza delle tavole numerate 1-44, le firme degli incisori e la conservazione dell’insieme in legatura antica permettono quindi all’acquirente di conoscere esattamente ciò che entra nella propria collezione.
























