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Gli Dei supplicano Helios dopo la morte di Fetonte da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 25, Anno 1615

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Gli dèi implorano Helios di riportare il Sole nel cielo dopo la tragedia di Fetonte. Una scena cosmica e teatrale dove il caos del mondo viene ricondotto all’ordine divino. Pregiata incisione manierista attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius.

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Gli Dei supplicano Helios dopo la morte di Fetonte da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 25, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.

Importante incisione manierista tratta dalla celebre serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio, raffigurante il momento successivo alla tragica caduta di Fetonte. Dopo che il giovane figlio del Sole è precipitato fulminato da Giove per aver perso il controllo del carro solare, il mondo rimane immerso nel caos e nelle tenebre. Gli Dèi si raccolgono allora attorno a Helios (Phoebus Titan), implorandolo di riprendere il suo corso celeste e riportare la luce sulla terra.

La scena è costruita come un grande teatro divino: sulla destra Helios appare isolato sopra una nube, ancora sconvolto dal lutto del figlio, avvolto in un ampio mantello mosso dal vento. Di fronte a lui Giove, riconoscibile dallo scettro e dall’aquila, guida il consesso degli Dèi nel tentativo di persuaderlo. Le figure mostrano la tipica monumentalità della scuola manierista nordica: corpi muscolosi, pose cariche di tensione e un fitto tratteggio che crea profondi contrasti luministici.

Particolarmente suggestivo il dettaglio sulla sinistra della composizione, dove compare la nube oscura e fumante evocante l’incendio cosmico provocato da Fetonte, mentre le figure divine emergono quasi come apparizioni da una dimensione sovrannaturale. L’intera tavola possiede un forte valore simbolico: il ritorno del Sole rappresenta infatti il ristabilimento dell’ordine universale dopo il disastro causato dall’ambizione umana.

Iscrizione:
“Ut Phaëthontos compescuit ignibus ignes
Ista trisulca vibrans Rexq[ue] Paterq[ue] Deûm.

Blanda minis miscens Phoebum Titana coëgit
Ut Solis solitum currus iniret iter.”

Traduzione:
“Dopo che il re e padre degli Dèi, vibrando il tridente fulmineo,
spense col fuoco gli incendi di Fetonte,

mescolando minacce e parole concilianti costrinse Febo Titano
a riprendere il consueto cammino del carro del Sole.”

Incisione attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius o realizzata da un incisore anonimo su suo disegno, eseguita intorno al 1589 come parte della serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio e ristampata nei decenni successivi; il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano impressa in lastra la data 1615.

Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Carta vergata antica con filigrana coeva a conferma dell’originalità. Esemplare in buona conservazione generale con normali tracce del tempo e leggere ondulazioni della carta.

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