Victor Hugo [Vittore Hugo]
Lucrezia Borgia. Prima versione italiana di Giacinto Battaglia. Milano, presso la Ditta Angelo Bonfanti tipografo-libraio, 1837; unito a: Ruy Blas. Prima versione italiana di Luigi Masieri. Milano, presso la Ditta Angelo Bonfanti tipografo-libraio, 1839.
Due drammi riuniti in un volume in piccolo formato, cm 14 × 9; pp. XXVIII, 150; 180. Lucrezia Borgia con antiporta calcografica figurata, disegnata da Roberto Focosi e incisa da G. Bonatti, con scena tratta dal dramma e relativa didascalia. Legatura coeva in piena percallina verde impressa a secco con fitto motivo ornamentale e cornice geometrica ai piatti; dorso decorato in oro con fregio e titoli “HUGO / LUCREZIA / BORGIA / E / RUY BLAS”. Minimi segni del tempo, rare e lievi fioriture; esemplare genuino, solido e ben legato.
Due prime versioni italiane
L’interesse bibliografico del volume è determinato innanzitutto dalla presenza congiunta di due prime versioni italiane del teatro di Victor Hugo. Lucrezia Borgia, tradotta da Giacinto Battaglia e pubblicata da Bonfanti nel 1837, è censita bibliograficamente come “prima versione italiana”, con consistenza XXVIII, 150 pagine e una tavola calcografica; appartiene al primo nucleo del Museo drammatico, la collana con cui Battaglia contribuì alla diffusione in Italia del nuovo teatro romantico europeo.
Il valore di Ruy Blas è ancora più evidente sotto il profilo della tempestività editoriale. Il capolavoro teatrale di Hugo apparve in Francia nel 1838 e la prima versione italiana di Luigi Masieri fu pubblicata da Bonfanti già nel 1839: praticamente immediata, dunque, la ricezione italiana di uno dei testi fondamentali del romanticismo francese. Una fonte musicologica moderna ricorda espressamente l’edizione milanese Bonfanti del 1839 come prima traduzione italiana.
Il Museo drammatico e la Milano romantica
L’ambiente editoriale nel quale nacquero queste traduzioni è particolarmente significativo. Il Museo drammatico di Angelo Bonfanti, curato da Giacinto Battaglia, fu attivo tra il 1837 e il 1840 con l’intento di presentare al pubblico italiano i maggiori autori teatrali romantici contemporanei: Hugo, Dumas, Vigny, Schiller, Goethe e Shakespeare. La collana offriva spesso versioni italiane accompagnate da prefazioni e apparati destinati a mediare una drammaturgia ancora nuova e discussa nel panorama della Restaurazione italiana.
Proprio Lucrezia Borgia ebbe un ruolo inaugurale: gli studi recenti su Giacinto Battaglia documentano come nel 1837 egli traducesse personalmente il dramma di Hugo e La marescialla d’Ancre di Vigny per avviare la nuova impresa editoriale. Battaglia fu dunque non soltanto traduttore, ma uno dei mediatori della cultura teatrale romantica francese nella Milano ottocentesca.
Lucrezia Borgia
Il dramma, apparso originariamente nel 1833, costituisce uno degli esempi più potenti del teatro romantico di Hugo: storia, passione, violenza e redenzione materna convergono nella figura di Lucrezia, trasformata da personaggio della leggenda nera rinascimentale in protagonista tragica. La versione italiana di Battaglia non è quindi una semplice ristampa ottocentesca, ma un documento della prima circolazione italiana dell’opera hugoliana.
Particolarmente significativa nell’esemplare è l’antiporta. La scena reca la didascalia “Don Alfonso — Per caso, conoscereste voi quest’uomo?”, con riferimento a Lucrezia Borgia, p. 60, ed è firmata “R. Focosi dis.” e “G. Bonatti inc.”. Roberto Focosi fu uno dei più attivi disegnatori e illustratori milanesi del periodo romantico, noto soprattutto per soggetti storici e letterari e per la sua importante attività nell’editoria illustrata lombarda.
Ruy Blas
Composto nel 1838 e rappresentato per la prima volta a Parigi nello stesso anno, Ruy Blas porta al culmine il teatro romantico di Hugo. Ambientato nella Spagna di Carlo II, mette al centro un uomo di umili origini che, attraverso un’identità imposta e l’amore per la regina, raggiunge il vertice del potere prima della catastrofe finale. Il dramma fonde intrigo politico, passione amorosa e critica dell’aristocrazia.
L’edizione milanese del 1839 assume un valore particolare proprio perché segue di appena un anno la comparsa dell’originale francese. Nel frontespizio dell’esemplare è chiaramente dichiarato “Prima versione italiana di Luigi Masieri”, elemento che ne fa un documento precoce della ricezione italiana dell’autore, ben prima della piena consacrazione ottocentesca di Hugo nel nostro mercato editoriale.
La veste materiale
La percallina verde impressa a secco è perfettamente coerente con il gusto editoriale degli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento. La decorazione, ottenuta mediante ampie impressioni a motivi vegetali e geometrici, acquista particolare eleganza nel contrasto con il dorso dorato, dove i due titoli sono riuniti sotto il nome di Hugo.
Non si tratta dunque della semplice aggregazione moderna di due testi: la legatura coeva testimonia una precisa volontà collezionistica ottocentesca di costituire un piccolo volume teatrale hugoliano, riunendo due fra i suoi drammi maggiori nelle rispettive prime traduzioni italiane.
L’esemplare
Il volume mantiene una fisionomia pienamente ottocentesca, con legatura originale d’epoca, antiporta conservata, frontespizi autonomi per entrambe le opere e carte complessivamente ben preservate. Le rare e lievi fioriture rientrano naturalmente nella storia materiale dell’esemplare senza comprometterne l’insieme, che si presenta genuino e ben legato.
La compresenza di Battaglia, Masieri, Focosi e Bonatti rende inoltre il volume particolarmente rappresentativo dell’editoria milanese romantica: traduzione, teatro, illustrazione e produzione libraria si incontrano in un manufatto di piccolo formato ma di notevole densità culturale.
Perché è interessante oggi
Questo volume permette di osservare quasi in tempo reale la penetrazione del romanticismo francese nell’Italia preunitaria. Tra il testo originale di Ruy Blas e la versione italiana trascorre appena un anno: un dato che rende tangibile la rapidità con cui le nuove idee teatrali attraversavano l’Europa.
È inoltre testimonianza di una stagione nella quale l’editoria milanese non si limitava a tradurre gli autori stranieri, ma contribuiva attivamente alla trasformazione del gusto teatrale italiano.
Perché è un acquisto consapevole
Il valore dell’esemplare non dipende dalla sola notorietà di Victor Hugo, ma dall’insieme di caratteristiche bibliografiche concrete: due prime versioni italiane, entrambe Bonfanti, date 1837 e 1839, antiporta incisa su disegno di Roberto Focosi e legatura coeva decorata.
Rispetto alle comuni edizioni ottocentesche successive, questo volume appartiene alla primissima fase italiana della fortuna teatrale di Hugo e conserva una veste materiale particolarmente coerente con il periodo.









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