Approfitta del 18% di sconto su tutti gli articoli!
, , , , ,

MAJORA – Editorial Infantil. N.6 Albi portoghesi per l’infanzia, collane Pica-Pau e Pinto Calçudo

90,00 € 73,80 €

Sei piccoli albi portoghesi Majora, Porto, 1954-1955 circa, delle collane Pica-Pau e Pinto Calçudo.
Fiabe e racconti popolari adattati da Costa Barreto e Fernando de Castro Pires de Lima, illustrati da César Abbott e Laura Costa. Vivaci copertine originali a colori e numerose figure in nero: un caratteristico nucleo dell’editoria infantile popolare portoghese del dopoguerra.

Disponibilità: 1 disponibili

- +

MAJORA – Editorial Infantil. Lotto di sei piccoli albi portoghesi per l’infanzia delle collane Pica-Pau e Pinto Calçudo

Porto, Editorial Infantil “Majora”, s.d. [1954-1955 ca.]

Cinque volumetti della Colecção Pica-Pau, cm 15,5 × 11 circa, con adattamenti di Costa Barreto e illustrazioni di César Abbott: A Pombinha dos Três Laços, n. 7; A Menina da Trança de Oiro, n. 11; Os Três Conselhos, n. 16; A Candeia, a Porta e a Mula, n. 23; Os Quatro Ofícios, n. 26. Un volumetto della Colecção Pinto Calçudo, cm 17,5 × 12 circa: Nem Oito, Nem Oitenta e Os Três Fantasmas, n. 15, adattamento di racconti popolari di Fernando de Castro Pires de Lima, disegni di Laura Costa. Fascicoli in brossura editoriale leggera, con vivaci copertine figurate a colori e numerose illustrazioni in nero nel testo; paginazioni brevi proprie delle due serie, con Nem Oito, Nem Oitenta di 27 pagine. Qualche naturale traccia d’uso, lievi fioriture e sporadiche annotazioni di possesso; complessivamente buone copie, integre e molto gradevoli nell’insieme.

Datazione

La cronologia delle collane consente di precisare sensibilmente la datazione. La Pinto Calçudo fu avviata da Majora nel 1954, con testi della tradizione popolare adattati dall’etnografo Fernando de Castro Pires de Lima e illustrazioni di Laura Costa; Nem Oito, Nem Oitenta ne costituisce il n. 15 ed è registrato bibliograficamente come pubblicazione Majora di quell’anno. La Pica-Pau appartiene invece al 1955, con adattamenti di Costa Barreto e disegni di César Abbott.

La documentazione editoriale conservata all’interno degli stessi esemplari è particolarmente interessante. Nei diversi fascicoli della Pica-Pau gli elenchi pubblicitari registrano progressivamente la collana prima fino al n. 20, poi al n. 25 e infine al n. 30. Il lotto documenta dunque non soltanto cinque numeri diversi, ma anche differenti momenti della crescita commerciale della serie. I repertori moderni descrivono generalmente Pica-Pau come collana avviata nel 1955 con almeno ventisei titoli, mentre gli annunci presenti in questi esemplari dimostrano materialmente che la numerazione editoriale proseguì almeno fino al n. 30.

Majora

La Editorial Infantil Majora fu fondata a Porto nel 1939 da Mário José António Oliveira, dopo un viaggio in Germania nel quale l’imprenditore aveva osservato giochi e prodotti educativi allora poco diffusi in Portogallo. Il nome “Majora” deriva dallo stesso nome del fondatore. Fin dall’inizio l’azienda affiancò ai giochi una produzione editoriale specificamente destinata ai bambini, con particolare attenzione ai lettori delle classi popolari e a libri economici, colorati e facilmente maneggiabili.

Questa vocazione spiega perfettamente la struttura dei sei fascicoli: formato ridotto, copertina cromaticamente forte, testo di lettura immediata, numerose figure e costo originariamente contenuto. Majora contribuì così alla formazione di un vasto pubblico infantile portoghese, offrendo libri che fossero insieme oggetti ludici e strumenti di prima lettura. La storiografia della letteratura infantile portoghese riconosce proprio in questa capacità di raggiungere bambini appartenenti a famiglie di modeste possibilità economiche uno degli aspetti culturalmente più significativi dell’editore.

Pica-Pau

I cinque fascicoli della Colecção Pica-Pau costituiscono il nucleo principale del lotto. La serie nasce nel 1955 dall’incontro fra Costa Barreto (1914-1973), autore e adattatore di racconti tradizionali, e César Abbott (1910-1977), responsabile del disegno. La struttura grafica è costante: copertine a colori, spesso dominate da una scena unica di forte immediatezza narrativa, e interno illustrato al tratto in bianco e nero.

A Pombinha dos Três Laços, n. 7, presenta una copertina particolarmente decorativa, dominata dalla colomba in volo e da una figura maschile circondata da rose; il frontespizio interno conferma l’“adaptação do tradicional por Costa Barreto” e le “ilustrações de César Abbott”. A Menina da Trança de Oiro, n. 11, costruisce invece l’immagine intorno alla figura femminile dalla lunghissima treccia dorata, riprendendo un motivo fiabesco di immediata riconoscibilità.

Os Três Conselhos, n. 16, sviluppa il tema sapienziale del giovane che riceve consigli destinati a guidarne la condotta; l’esemplare reca una piccola nota manoscritta di antico possesso. A Candeia, a Porta e a Mula, n. 23, è illustrato con scene di vita popolare e rurale, mentre Os Quatro Ofícios, n. 26, dichiara espressamente al frontespizio la derivazione dai fratelli Grimm, adattati da Costa Barreto. Anche in quest’ultimo fascicolo l’apparato illustrativo di Abbott accompagna il racconto con una figurazione narrativa chiara e fortemente leggibile.

Pinto Calçudo

Diversa, benché strettamente affine per destinazione editoriale, è la Colecção Pinto Calçudo. Avviata nel 1954, essa affidava l’adattamento dei racconti tradizionali a Fernando de Castro Pires de Lima (1908-1973), importante studioso portoghese di folklore ed etnografia, e la veste figurativa a Laura Costa (1910-1993), una delle illustratrici più attive nell’editoria infantile portoghese del Novecento.

Il presente n. 15, Nem Oito, Nem Oitenta e Os Três Fantasmas, conserva al frontespizio la precisa attribuzione “adaptados do conto popular por Fernando de Castro Pires de Lima – desenhos de Laura Costa”. La registrazione bibliografica istituzionale del titolo indica 27 pagine e identifica anch’essa il fascicolo come n. 15 della collana.

Il titolo portoghese Nem oito, nem oitenta, letteralmente “né otto né ottanta”, corrisponde a un modo proverbiale che invita a evitare gli estremi: né troppo poco né troppo. Il racconto e le immagini attingono quindi direttamente a quella cultura narrativa orale che Pires de Lima studiò scientificamente e contemporaneamente rese accessibile al pubblico infantile.

Illustrazione

Il confronto fra César Abbott e Laura Costa è uno degli aspetti più interessanti del lotto. Abbott adotta nella Pica-Pau un segno rapido, narrativo e cinematografico: figure in movimento, scene concentrate su un momento dell’azione, espressioni facilmente leggibili. Le copertine accentuano questo carattere mediante colori netti, titoli manoscritti o fortemente disegnati e composizioni che ricordano l’illustrazione popolare e il fumetto.

Laura Costa mostra invece una linea più delicata e sintetica, con figure alleggerite e una maggiore attenzione al valore decorativo della pagina. Entrambi appartengono alla generazione di illustratori che contribuì in maniera determinante alla riconoscibilità visiva delle collane Majora. La loro attività si lega alla strategia dell’editore di affidare al disegno una funzione non accessoria ma essenziale nel rapporto fra il bambino e il racconto.

Racconto popolare e cultura infantile

Questi piccoli libri sono anche documenti della trasformazione della fiaba tradizionale in prodotto editoriale di massa nel Portogallo degli anni Cinquanta. La materia narrativa proviene dal patrimonio orale europeo e portoghese, da racconti popolari anonimi e, nel caso di Os Quatro Ofícios, esplicitamente dai Grimm. Il lavoro degli adattatori consiste nel comprimere la narrazione, semplificarne la lingua e scandirla attraverso immagini frequenti, rendendola adatta ai primi lettori.

Il risultato conserva oggi un duplice interesse: letterario, perché testimonia la circolazione novecentesca della fiaba; antropologico, perché mostra il modo in cui il patrimonio tradizionale veniva selezionato e restituito all’infanzia nel Portogallo dell’Estado Novo. La cultura rurale, l’obbedienza, l’ingegno, la giustizia, il matrimonio, il lavoro e la ricompensa morale costituiscono motivi ricorrenti di questa narrativa.

Materialità degli esemplari

La natura economica di queste edizioni è parte integrante del loro interesse. Non si tratta di libri di lusso, bensì di pubblicazioni concepite per essere acquistate, lette e consumate dai bambini: cartoncino sottile, carta editoriale ordinaria, fascicolazione semplice e forte investimento visivo concentrato soprattutto sulla copertina.

Proprio per questa destinazione d’uso, la sopravvivenza di piccoli nuclei plurimi nelle brossure figurate originali è più significativa di quanto possa apparire. Nei sei fascicoli sono presenti normali segni del tempo e dell’uso infantile, ma le copertine mantengono vivaci le cromie, gli apparati illustrativi sono ben leggibili e l’insieme conserva efficacemente l’aspetto originario delle due collane. Alcuni piccoli segni manoscritti di possesso appartengono alla storia d’uso degli esemplari e ne confermano la reale destinazione infantile.

Rarità

I singoli titoli non devono essere qualificati come rarità assolute: esemplari delle collane Majora degli anni Cinquanta compaiono ancora occasionalmente nel mercato portoghese. Più interessante è la conservazione congiunta di sei fascicoli coevi appartenenti a due collane complementari, cinque dei quali formano un piccolo nucleo numericamente ben distribuito della Pica-Pau e il sesto rappresenta la precedente Pinto Calçudo.

Sul mercato corrente un singolo A Pombinha dos Três Laços della Pica-Pau è stato proposto a circa €6, mentre Nem Oito, Nem Oitenta compare singolarmente sul mercato internazionale dell’usato; le quotazioni sono quindi modeste per il singolo fascicolo, ma la raccolta acquista maggiore interesse quando viene mantenuta come insieme editoriale omogeneo.

Stato

Buono. Brossure editoriali originali illustrate conservate, con leggere abrasioni, pieghe e normali tracce d’uso; sporadiche fioriture e piccoli segni manoscritti di possesso in alcuni esemplari. Interni complessivamente solidi e ben leggibili, con illustrazioni nitide. Insieme piacevole e rappresentativo della produzione popolare Majora della metà degli anni Cinquanta.

Perché è interessante oggi

Perché documenta una pagina importante dell’editoria infantile portoghese: la trasformazione della tradizione orale in piccoli libri economici, colorati e accessibili a un pubblico molto vasto. Riunisce inoltre due delle principali coppie creative legate a Majora — Costa Barreto/César Abbott e Pires de Lima/Laura Costa — consentendo di confrontare due differenti modi di tradurre la fiaba in immagini e lettura infantile.

Perché è un acquisto consapevole

Il valore non è legato alla rarità assoluta di un singolo fascicolo, ma alla coerenza del nucleo di sei esemplari originali del 1954-1955, ancora completi delle caratteristiche copertine illustrate. Cinque numeri della stessa Pica-Pau, affiancati da un rappresentativo titolo della Pinto Calçudo, costituiscono già una piccola raccolta autonoma e bibliograficamente significativa dell’editoria Majora.

Torna in alto