Franceschinis, Francesco Maria – L’Atenaide – Padova, Tipografia della Minerva, 1822-1823
Due volumi in 8°, mm 230 × 150. Vol. I: 4 cc. n.n., 302 pp., 1 c. n.n.; vol. II: 307 pp. e una pagina finale non numerata. Edizione originale. Magnifico esemplare in legature coeve uniformi di pieno marocchino verde a larga grana, riccamente decorate in oro: ai piatti tre ampie cornici concentriche a motivi vegetali e floreali, fregi angolari e piccoli elementi fitomorfi nel campo centrale; dorsi lisci fittamente ornati in oro, con titolo, nome dell’autore e numerazione dei volumi; tagli dorati; dentelle interne impresse in oro. Esemplare da amatore, in ottimo stato complessivo, con interni genuini e solo naturali, leggere fioriture sparse.
L’edizione originale
L’edizione del 1822-1823 costituisce la prima forma editoriale dell’Atenaide, pubblicata in due volumi dalla Tipografia della Minerva di Padova. Una successiva edizione, profondamente riorganizzata, apparve nel 1837 in quattro volumi; un esemplare di tale seconda edizione, ancora in brossura editoriale, è oggi offerto sul mercato antiquario a una cifra modesta, elemento che permette di distinguere chiaramente il valore bibliografico del testo da quello eccezionalmente superiore assunto dal presente esemplare grazie alla sua veste materiale.
L’opera appartiene alla fase matura della produzione di Franceschinis e si colloca fra poesia narrativa, meditazione filosofico-religiosa e ricostruzione storico-letteraria. Il personaggio centrale è Atenaide, la colta giovane ateniese destinata, dopo la conversione al cristianesimo, a divenire l’imperatrice d’Oriente Elia Eudocia, moglie di Teodosio II. La figura storica di Eudocia, nata con il nome di Atenaide e figlia del filosofo Leonzio, fu effettivamente una donna di notevole cultura e una personalità significativa della corte costantinopolitana del V secolo.
Francesco Maria Franceschinis
Francesco Maria Giacomo Franceschinis, nato a Udine nel 1756 e morto nel 1840, fu figura singolare dell’ambiente culturale italiano fra Sette e Ottocento: religioso barnabita, matematico, filosofo, letterato e docente universitario. Fu professore di matematica e ricoprì più volte incarichi di primo piano nell’Università di Padova, della quale fu rettore nel 1808-1809 e nuovamente dal 1814 al 1816. Fu inoltre socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino dal 1790.
Il lungo frontespizio dell’esemplare riassume bene il prestigio accademico raggiunto dall’autore: «nobile udinese», cavaliere di terza classe dell’Imperiale Ordine della Corona di Ferro, professore di matematica applicata nell’Imperiale Regia Università di Padova, socio emerito della Società Italiana e membro di numerose accademie. Franceschinis rappresenta efficacemente quella generazione di eruditi ancora capace di muoversi senza soluzione di continuità fra scienze matematiche, metafisica, storia, poesia e riflessione politica. L’Università di Padova conserva tuttora uno specifico studio biografico dedicato al suo profilo accademico.
La dedica a Pyrker
Particolarmente significativa è la dedica a Giovanni Ladislao Pyrker di Felső-Eőr, indicato nell’opera come patriarca di Venezia, primate di Dalmazia e dignitario della Corona del Regno Lombardo-Veneto. Pyrker resse effettivamente il Patriarcato veneziano dal 1821 al 1827, esattamente negli anni di pubblicazione dell’Atenaide.
La dedica colloca immediatamente il libro nell’ambiente culturale e politico della Restaurazione lombardo-veneta. Non è una semplice formula encomiastica: Franceschinis e Pyrker appartenevano a quel mondo di ecclesiastici colti, funzionari imperiali, accademici e uomini di lettere nel quale autorità religiosa, cultura classica e lealtà istituzionale si intrecciavano strettamente. L’esemplare assume così anche il valore di documento della cultura ufficiale dell’Italia nordorientale nel primo Ottocento.
Le legature
È tuttavia la legatura a trasformare radicalmente il livello collezionistico della presente copia. I due volumi sono rivestiti in pieno marocchino verde a larga grana, materiale costoso destinato alle copie di rappresentanza e alle biblioteche di particolare prestigio. I piatti presentano una complessa costruzione ornamentale a più cornici: una fascia esterna con elementi floreali ripetuti, una seconda ghirlanda vegetale continua e una cornice interna più sottile, cui si aggiungono quattro composizioni vegetali angolari rivolte verso il centro.
I dorsi, lisci e perfettamente coordinati, sono scanditi da numerosi filetti e fasce ornamentali in oro. Ricorrono piccoli fiori, ramoscelli stilizzati, ovali e fregi vegetali; titolo e nome dell’autore sono impressi direttamente in oro, mentre la numerazione dei volumi è racchiusa entro medaglioni ovali. I tagli dorati e le dentelle floreali impresse in oro lungo l’unghiatura interna completano una lavorazione di notevole qualità.
Il linguaggio decorativo, ancora debitore del gusto neoclassico ma già più libero nell’uso seriale di piccoli motivi naturalistici, è pienamente coerente con i primi decenni dell’Ottocento. La perfetta uniformità della coppia, la ricchezza della doratura e la conservazione del marocchino rendono queste legature molto più importanti della comune legatura commerciale coeva.
L’esemplare
Le immagini mostrano una coppia molto armoniosa, con marocchino ancora brillante e dorature largamente integre. Gli interni conservano margini ampi e una carta di buona qualità; sono presenti leggere fioriture, più evidenti in alcune carte preliminari, compatibili con l’epoca e prive di particolare incidenza sull’aspetto complessivo dell’esemplare.
Non risultano dalle immagini timbri moderni, ex libris, restauri invasivi o alterazioni della struttura originaria. Il pregio della copia risiede dunque nell’unità fra edizione originale, completezza in due volumi, legature coeve uniformi di lusso, tagli dorati e decorazione interna delle unghiature.
Rarità e interesse collezionistico
La rarità del titolo e quella dell’esemplare devono essere nettamente distinte. L’Atenaide è oggi poco comune nel commercio, ma non è un libro di primaria rarità bibliografica: una copia isolata del primo volume dell’edizione del 1823, in brossura deteriorata, è stata recentemente proposta a circa 20 euro. L’interesse di questa copia risiede quindi soprattutto nella straordinaria veste materiale.
Una coppia completa della prima edizione conservata in simili legature coeve costituisce invece un oggetto sensibilmente più difficile da reperire. Il valore non deriva tanto dalla richiesta letteraria per Franceschinis quanto dalla qualità della legatura italiana della Restaurazione, dalla sua perfetta uniformità sui due volumi e dal carattere ormai chiaramente “da amatore”.
Perché è interessante oggi
L’Atenaide permette di osservare il modo in cui un intellettuale italiano della Restaurazione reinterpretava il mondo tardoantico, la conversione religiosa, il rapporto fra cultura classica e cristianesimo e la figura di una donna colta destinata al trono imperiale. Accanto a questo interesse storico-letterario, la copia costituisce un documento particolarmente eloquente dell’arte della legatura italiana dei primi decenni dell’Ottocento.
Perché è un acquisto consapevole
Una normale copia dell’Atenaide interessa soprattutto lo specialista di letteratura ottocentesca o di cultura friulana e patavina. Questo esemplare possiede invece una seconda, decisiva dimensione collezionistica: due legature originali in pieno marocchino verde, riccamente dorate e perfettamente coordinate, conservate insieme all’edizione originale. È dunque un libro acquistabile tanto per il contenuto quanto come autentico manufatto artistico della Restaurazione.












