M. Henry De Riancey – K. Kellerhoven
La Vie des Saints illustrée en chromolithographie d’après les anciens manuscrits de tous les siècles
Paris, Librairie Bachelin-Deflorenne, 1873
Dati editoriali
Autori: K. Kellerhoven (direzione iconografica), M. Henry De Riancey (testo).
Titolo completo: La Vie des Saints illustrée en chromolithographie d’après les anciens manuscrits de tous les siècles. Publiée par K. Kellerhoven. Texte par M. Henry de Riancey, ancien député. Planches et texte inédits. Luogo di stampa: Parigi. Editore: Librairie Bachelin-Deflorenne. Data: 1873 Formato: in-4 (cm 20,5 × 29). Edizione originale.
Descrizione fisica
Volume in-4 composto da (4), VII, (1), 412, (4) pagine, completo del frontespizio cromolitografico e di tutte le 50 splendide tavole cromolitografiche a piena pagina, tratte da miniature medievali e rinascimentali — completezza eccezionalmente rara nella tradizione libraria di quest’opera.
Legatura coeva in piena pelle marrone scuro, dorso a nervi con titoli in oro, ricchissima cornice dorata alle unghie, guardie in velluto rosso di grande effetto, tagli dorati e segnalibro in seta multicolore originale.
L’opera conserva inoltre il suo lussuoso astuccio cartonato con sagomatura frontale che lascia a vista il dorso del libro: particolarità molto rara e ricercata dai collezionisti.
Esemplare solido, freschissimo nelle cromie, carta spessa e perfettamente conservata.
Contenuto
L’opera costituisce una delle più raffinate sintesi figurative del culto dei santi realizzate nell’Ottocento. Il testo di De Riancey, solido e divulgativo, riunisce le principali vite agiografiche della tradizione cristiana, mentre Kellerhoven cura un apparato iconografico di altissimo livello, scegliendo modelli tratti da manoscritti miniati francesi, fiamminghi, italiani e spagnoli dal XII al XVI secolo.
Le figure dei santi sono rappresentate secondo un gusto storico e filologico, ma con una resa cromatica brillante, tipica della cromolitografia di alta qualità prodotta a Parigi nella seconda metà del XIX secolo.
Apparato iconografico
Il volume presenta 50 magnifiche tavole cromolitografiche, tutte presenti nel tuo esemplare, tratte da miniature antiche:
- tavole a piena pagina, con ampie cornici ornamentali ispirate all’arte gotica, romanica e rinascimentale;
- brillantezza conservata eccezionalmente, senza ossidazioni;
- presenza di ori stampati e sovratoni che imitano la miniatura a foglia;
- resa dei volti e dei panneggi di qualità superiore alla media degli album cromolitografici coevi.
Compaiono santi legati alla tradizione francese, italiana, spagnola e tedesca, oltre a figure dei primi secoli cristiani. Tra le tavole si segnalano in particolare: San Vincenzo de’ Paoli, Santa Oda, San Pietro, Sant’Ignazio di Loyola, San Ludovico, San Ferdinando di Castiglia.
Stato di conservazione
Esemplare in stato eccellente:
- cromolitografie perfettamente fresche, senza ingiallimenti né abrasioni;
- carta spessa e croccante;
- legatura coeva integra, minima patina al dorso;
- velluto delle guardie straordinariamente ben conservato;
- astuccio cartonato perfettamente saldo, solo minima usura agli spigoli.
Opera in condizioni nettamente superiori alla media degli esemplari reperibili sul mercato.
Provenienza
Collezione privata italiana.
Nessun ex-libris o timbro.
La cromolitografia parigina nella seconda metà dell’Ottocento
La Parigi della seconda metà del XIX secolo divenne il centro più raffinato della cromolitografia europea, grazie alla combinazione tra la perfezione tecnica raggiunta dai laboratori litografici e il gusto per un’arte decorativa che recuperava lo splendore delle miniature medievali. Dopo il 1840 la cromolitografia si impose come il medium ideale per imitare l’intensità degli antichi codici miniati, grazie alla possibilità di sovrapporre decine di matrici litografiche a colori e di riprodurre effetti di oro, trasparenze, smalti e modulazioni cromatiche prima irraggiungibili. Gli stampatori parigini, influenzati dalle esposizioni universali e dal revival neogotico, svilupparono lavori di altissima precisione, destinati a un pubblico aristocratico e borghese desideroso di possedere libri illustrati che evocassero la solennità della decorazione sacra medievale. In questo contesto di eccellenza tecnica e ricercatezza estetica si inserisce la Vie des Saints, che rappresenta uno dei risultati più compiuti della cromolitografia d’arte: tavole a molti colori, grande fedeltà ai modelli miniati, perfetta stesura degli ori stampati e una luminosità che ancora oggi rende queste opere tra le più seducenti del collezionismo librario ottocentesco.
Nota biografica su K. Kellerhoven
Karl Kellerhoven, artista e disegnatore attivo a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, fu uno dei più importanti divulgatori della miniatura medievale in età moderna. Poco si conosce della sua formazione, ma è documentata la sua collaborazione con diversi editori francesi specializzati in opere di lusso illustrate. Kellerhoven si dedicò con rigore allo studio dei manoscritti miniati conservati nelle grandi biblioteche europee, dai codici carolingi ai Libri d’Ore fiamminghi, ricavando da essi modelli fedeli e al tempo stesso reinterpretati alla luce della sensibilità ottocentesca. Nell’opera La Vie des Saints si riconosce chiaramente il suo talento nel combinare la precisione filologica dell’ornato gotico con un gusto narrativo moderno, particolarmente efficace nel rendere volti, abiti liturgici e splendori dorati. Kellerhoven non fu solo un copista di miniature, ma un vero mediatore culturale tra Medioevo e Ottocento, e la sua firma è oggi valorizzata dai collezionisti di cromolitografie d’arte e dai bibliografi delle edizioni religiose di pregio.
Nota biografica su Henry de Riancey
Henry de Riancey (1806–1880), giornalista, critico e politico francese, fu una figura significativa del cattolicesimo letterario della metà del XIX secolo. Deputato e autore prolifico, collaborò con giornali influenti come L’Univers di Louis Veuillot, sostenendo una visione dell’arte e della cultura profondamente legata alla tradizione religiosa. La sua prosa elevata, limpida e fortemente divulgativa si presta perfettamente all’impianto morale e narrativo di opere come La Vie des Saints, dove Riancey rielabora le vite agiografiche con equilibrio tra rigore storico, spirito devozionale e leggibilità moderna. La sua opera rappresenta un esempio tipico del revival spirituale che percorse la Francia nella seconda metà dell’Ottocento, in parallelo con il rinnovato interesse per il Medioevo cristiano. Pur essendo meno noto come autore autonomo, Riancey riveste un ruolo di grande importanza nel contesto della letteratura religiosa ottocentesca, soprattutto per la capacità di tradurre la tradizione agiografica in una forma accessibile al vasto pubblico cattolico.
Le fonti medievali utilizzate per l’apparato illustrativo
L’apparato iconografico della Vie des Saints deriva da un’ampia selezione di manoscritti miniati appartenenti a epoche e scuole diverse, scelti con l’intento di offrire una sintesi visiva della storia della santità cristiana. Kellerhoven attinge a codici francesi del XIII e XIV secolo, Libri d’Ore fiamminghi del Quattrocento, manoscritti italiani di area fiorentina e bolognese, nonché a fonti iberiche tardo-medievali ricche di motivi araldici e ornamentali. L’uso dei fondi dorati, delle cornici architettoniche, delle bordure a fogliami intrecciati e delle decorazioni a racemi deriva direttamente dai modelli gotici e tardogotici conservati nelle biblioteche di Parigi, Bruxelles, Londra e Vienna. Pur non copiando mai un singolo manoscritto per intero, Kellerhoven rielabora con grande abilità gli elementi decorativi più riconoscibili — capitelli, miniature a piena pagina, lacunari ornamentali — e li ricompone in tavole dense, armoniose e filologicamente coerenti. Il risultato è un corpus iconografico che, pur appartenendo pienamente al gusto ottocentesco, mantiene un profondo radicamento nelle fonti originali e restituisce al lettore una vera esperienza visiva da “libro d’ore” moderno.
La letteratura agiografica illustrata nell’Ottocento
Nel corso dell’Ottocento la letteratura agiografica conobbe una straordinaria diffusione, alimentata sia dal risveglio religioso successivo alla stagione rivoluzionaria sia dal più generale interesse per il Medioevo, percepito come età di fede e di splendore artistico. Accanto alle tradizionali Vite dei Santi di ascendenza seicentesca, gli editori europei — soprattutto francesi, tedeschi e belgi — inaugurarono un nuovo modello di libro devozionale riccamente illustrato, pensato per un pubblico colto ma anche borghese, desideroso di possedere volumi lussuosi che unissero edificazione spirituale, erudizione storica e magnificenza figurativa. Il perfezionamento della cromolitografia e la possibilità di imitare fedelmente i codici miniati medievali trasformarono questi testi in veri oggetti d’arte, nei quali il racconto sacro si intrecciava a un apparato iconografico accuratamente filologico: santi presentati in ambientazioni gotiche, bordure mutuate dai Libri d’Ore, fondi dorati e motivi araldici. Opere come la Vie des Saints si collocano all’apice di questa tradizione, proponendo una sintesi tra erudizione agiografica, revival storico e arte decorativa ottocentesca, e divenendo oggi testimonianze preziose del gusto religioso e collezionistico del secolo.






















