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XV–XX Mille Miglia – Biondetti e Navone, Ferrari

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Cartolina celebrativa della vittoria Biondetti–Navone su Ferrari alla XV Mille Miglia del 1948. Affrancata e annullata a Brescia il 25 aprile 1953 per la XX Mille Miglia, indirizzata al conte Aymo Maggi. Attestazione di trasporto attribuita al concorrente Valenzano; esemplare in condizioni perfette.

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XV–XX Mille Miglia – Biondetti e Navone, Ferrari

XV Mille Miglia 1948 – Biondetti–Navone, Ferrari, media km 121,227, cartolina commemorativa della vittoria illustrata con ritratto di Clemente Biondetti, stampata da A. Pollonio e C., Brescia, 1948; riutilizzata ufficialmente in occasione della XX Mille Miglia – Coppa Franco Mazzotti, Brescia, 25–26 aprile 1953. Stampa tipografica monocroma rosso-bruna su cartoncino avorio, formato cm 10,5 × 14,5 circa. Al recto affrancatura con francobollo commemorativo della XX Mille Miglia da lire 25, violetto, annullato a Brescia il 25 aprile 1953; indirizzo prestampato al conte Aymo Maggi presso l’Automobile Club di Brescia. Al verso attestazione «Cartolina trasportata dal corridore Valenzano N. 635, partito da Brescia alle ore 6,35», con spazio dell’orario d’arrivo rimasto non compilato. Esemplare originale, viaggiato nell’ambito della manifestazione, completo e conservato in condizioni perfette.

Descrizione della cartolina

Importante e inconsueta cartolina automobilistica che sovrappone due momenti fondamentali della storia della Mille Miglia. L’illustrazione celebra la vittoria di Clemente Biondetti e Giuseppe Navone nella XV edizione del 1948, mentre l’affrancatura, l’annullo, l’intestazione postale e l’attestazione al verso appartengono alla XX Mille Miglia del 1953.

Al recto, nella metà sinistra, compare un vigoroso ritratto di Clemente Biondetti con il colletto della tuta da corsa e gli occhiali da pilota abbassati sul collo. Il volto è reso frontalmente di tre quarti, con lo sguardo concentrato e severo. La fitta trama di piccoli tratti e retini restituisce l’aspetto segnato del corridore e comunica resistenza fisica, determinazione e lunga esperienza agonistica.

Al di sopra del ritratto si legge:

«XV Mille Miglia – 1948»,

mentre sotto l’immagine compare la dicitura:

«Biondetti–Navone – Ferrari – media km 121,227».

L’altra metà della cartolina è destinata all’uso postale e reca l’indirizzo prestampato al conte Maggi, Automobile Club, Brescia. La scrittura tipografica in elegante corsivo rosso conferisce al supporto il carattere di documento ufficiale, predisposto appositamente per l’organizzazione della corsa.

La vittoria Biondetti–Navone del 1948

La XV Mille Miglia si disputò il 2 maggio 1948 sul tradizionale percorso Brescia–Roma–Brescia. Clemente Biondetti, affiancato da Giuseppe Navone, vinse con una Ferrari 166 S berlinetta carrozzata Allemano, telaio 003 S, contrassegnata in gara dal numero 16.

L’equipaggio percorse il tracciato in poco più di quindici ore, mantenendo una media di circa 121,2 chilometri orari, corrispondente al valore di km 121,227 riportato sulla cartolina. Fu un risultato di particolare importanza: rappresentò la prima vittoria assoluta della Ferrari alla Mille Miglia, appena un anno dopo la nascita ufficiale della casa automobilistica di Maranello.

La Ferrari 166 S era equipaggiata con il compatto motore V12 progettato da Gioachino Colombo. La berlinetta Allemano univa leggerezza, aerodinamica e affidabilità, caratteristiche determinanti in una corsa disputata su strade ordinarie, attraverso centri abitati, passi appenninici e lunghissimi tratti ad alta velocità.

La vittoria del 1948 inaugurò uno straordinario ciclo Ferrari alla Mille Miglia e rafforzò definitivamente la reputazione sportiva della giovane casa automobilistica.

Clemente Biondetti

Clemente Biondetti nacque a Buddusò, in Sardegna, nel 1898 e morì a Firenze nel 1955. Fu uno dei maggiori specialisti italiani delle competizioni stradali di lunga durata. La sua carriera, iniziata sulle motociclette e proseguita con le automobili, si estese dagli anni Venti ai primi anni Cinquanta.

Biondetti conquistò quattro vittorie assolute alla Mille Miglia: nel 1938 con Alfa Romeo e nel 1947, 1948 e 1949 con Ferrari. È tuttora il pilota con il maggior numero di successi assoluti nella storia della competizione classica.

Il ritratto scelto per la cartolina evita qualsiasi celebrazione mondana. Biondetti è rappresentato come un uomo temprato dalla fatica, con lineamenti energici e sguardo vigile. L’immagine restituisce efficacemente il carattere delle corse stradali dell’epoca, nelle quali resistenza fisica, conoscenza del percorso e capacità di preservare la meccanica erano importanti quanto la velocità.

Giuseppe Navone

Giuseppe Navone partecipò alla vittoria del 1948 come compagno di viaggio e navigatore di Biondetti. In un’epoca precedente ai moderni sistemi di comunicazione, il ruolo del secondo componente dell’equipaggio era essenziale: controllava la strada, aiutava a interpretare il percorso, segnalava pericoli e variazioni e assisteva il pilota durante le soste e gli eventuali problemi meccanici.

Il suo nome, correttamente associato a quello di Biondetti nella didascalia, ricorda come la Mille Miglia fosse un’impresa di equipaggio, anche quando la memoria pubblica tendeva a concentrarsi principalmente sul pilota.

La XX Mille Miglia del 1953

La cartolina del 1948 venne utilizzata cinque anni più tardi in occasione della XX Mille Miglia, disputata il 25 e 26 aprile 1953 e valida quale seconda prova del primo Campionato mondiale vetture sport.

L’edizione fu vinta da Giannino Marzotto e Marco Crosara su Ferrari 340 MM, con il numero di partenza 547. Juan Manuel Fangio si classificò secondo su Alfa Romeo 6C 3000 CM e Felice Bonetto terzo su Lancia D20.

Il riuso di una cartolina dedicata al vincitore del 1948 apparteneva a una più ampia iniziativa celebrativa: vennero riproposte immagini degli equipaggi e dei protagonisti delle precedenti edizioni, affrancate con il francobollo commemorativo del 1953 e affidate ai concorrenti della gara. In questo modo la memoria storica della Mille Miglia veniva materialmente trasportata lungo il percorso della nuova edizione.

La cartolina trasportata dal corridore

Al verso compare, entro una cornice tipografica, il celebre emblema della XX Mille Miglia con la dicitura «Per la Coppa Franco Mazzotti – Brescia, 25–26 aprile 1953». Seguono le parole:

«Cartolina trasportata dal corridore VALENZANO N. 635, partito da Brescia alle ore 6,35 e arrivato alle ore …».

Il numero di gara della Mille Miglia corrispondeva normalmente all’orario di partenza: il numero 635 indicava quindi una partenza prevista alle ore 6.35. Lo spazio destinato all’orario d’arrivo è rimasto vuoto, elemento che distingue l’esemplare dalle cartoline completate dopo il ritorno a Brescia.

Si segnala tuttavia un’interessante incongruenza documentaria. Le classifiche oggi disponibili attribuiscono a Gino Valenzano e “Margutti” il numero 559, su Lancia Aurelia B20, mentre il numero 635 risulta associato a Piero Taruffi e “Gobbetti” su Lancia D20. Entrambi gli equipaggi non completarono la corsa.

La dicitura stampata sulla cartolina potrebbe pertanto riflettere un abbinamento predisposto prima della definizione definitiva dei numeri di gara, una variazione organizzativa o un errore tipografico. Proprio questa difformità rende il documento particolarmente interessante per lo studio delle procedure preparatorie della manifestazione. Non appare invece prudente affermare che la cartolina abbia completato l’intero percorso, poiché l’orario d’arrivo non fu registrato.

Gino Valenzano

Gino Valenzano fu un pilota automobilistico italiano attivo soprattutto negli anni Quaranta e Cinquanta. Partecipò a numerose competizioni stradali e di durata, comprese diverse edizioni della Mille Miglia, guidando vetture Lancia e altri modelli sportivi dell’epoca.

Nell’edizione del 1953 prese parte alla corsa con una Lancia Aurelia B20 insieme al copilota indicato nelle fonti con lo pseudonimo “Margutti”. L’equipaggio fu costretto al ritiro per problemi all’accensione. La mancata compilazione dell’orario d’arrivo sulla cartolina è coerente con il mancato completamento della gara, pur non consentendo di ricostruire con certezza quando e per quale tratto il supporto sia stato effettivamente trasportato.

Il francobollo commemorativo

La cartolina è affrancata con il francobollo italiano da 25 lire, emesso nel 1953 per celebrare la XX Mille Miglia. Il valore, stampato in violetto, raffigura un’automobile da competizione lanciata ad alta velocità, con la scritta «XX 1000 Miglia – 1953 – Repubblica Italiana».

Il francobollo è colpito da un nitido annullo circolare di Brescia datato 25 aprile 1953, giorno precedente l’arrivo dei principali concorrenti e corrispondente all’inizio delle partenze, che si protraevano dalla sera fino alla mattina successiva. La presenza dell’affrancatura originale e dell’annullo coerente con la manifestazione conferisce all’esemplare uno specifico interesse aeromobilistico e storico-postale.

Il conte Aymo Maggi

Il destinatario prestampato è il conte Aymo Maggi, uno dei quattro ideatori della Mille Miglia insieme a Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini. Pilota e sportivo bresciano, Maggi partecipò personalmente alla prima edizione del 1927 e rimase a lungo legato all’organizzazione e alla memoria della corsa.

L’indirizzo presso l’Automobile Club di Brescia non è dunque casuale: il recapito trasforma la cartolina in un omaggio istituzionale indirizzato direttamente a uno dei fondatori della competizione. Questo particolare aumenta il valore documentario dell’esemplare rispetto a una comune cartolina commemorativa indirizzata a un privato.

  1. Pollonio e C.

La dicitura «A. Pollonio e C.», impressa verticalmente lungo il margine del ritratto, deve essere interpretata con ogni probabilità come indicazione dello stampatore o dell’editore tipografico, non come firma dell’illustratore.

Non sono visibili altre firme o monogrammi che permettano di identificare l’autore materiale del ritratto. La corretta catalogazione è pertanto: illustrazione anonima, stampata o edita da A. Pollonio e C. Attribuire direttamente il disegno a Pollonio, in assenza di conferme documentarie, sarebbe improprio.

La resa grafica è comunque di buona qualità: il ritratto utilizza un tratteggio sintetico e vigoroso, adatto alla riproduzione monocroma e coerente con l’estetica della stampa sportiva del secondo dopoguerra.

Interesse storico e collezionistico

L’esemplare riunisce almeno cinque elementi di forte attrazione: la vittoria Biondetti–Navone del 1948, la prima affermazione Ferrari alla Mille Miglia, l’edizione iridata del 1953, il trasporto affidato a un concorrente e l’indirizzo al conte Aymo Maggi.

L’affrancatura commemorativa e l’annullo del giorno di partenza aggiungono un’autentica dimensione storico-postale. Non si tratta semplicemente di una cartolina illustrata della Mille Miglia, ma di un oggetto concepito per prendere parte materialmente al rito della corsa.

Particolarmente interessante è l’incongruenza fra il nome Valenzano e il numero 635: lungi dal costituire un difetto dell’esemplare, essa apre un problema storico relativo alla preparazione, assegnazione e distribuzione delle cartoline ai concorrenti.

Stato dell’opera

La cartolina si presenta in condizioni perfette. Il cartoncino conserva una tonalità avorio uniforme, la stampa rosso-bruna è nitida e pienamente leggibile e il ritratto mantiene una buona definizione. Margini e spigoli sono integri, senza pieghe, strappi, abrasioni, mancanze o tracce di montaggio.

Il francobollo è ben conservato e l’annullo risulta netto, leggibile e correttamente sovrapposto all’affrancatura. Anche il verso appare pulito, con il testo tipografico fresco e privo di alterazioni. Lo spazio dell’orario d’arrivo non compilato è una caratteristica storica dell’uso della cartolina e non una mancanza conservativa.

Perché è interessante oggi

L’esemplare permette di raccontare contemporaneamente la nascita del mito sportivo Ferrari, la figura di Biondetti, il ruolo dei fondatori della Mille Miglia e il complesso cerimoniale che accompagnava la competizione.

È anche una testimonianza del rapporto tra automobilismo e storia postale: la cartolina non si limitava a raffigurare la corsa, ma veniva affidata a un concorrente affinché partecipasse simbolicamente al percorso. Oggetto, gara e messaggio diventavano così parti di un’unica esperienza.

Perché è un acquisto consapevole

La presenza del francobollo ufficiale, dell’annullo di Brescia, del destinatario prestampato, del nome del concorrente e dell’attestazione di trasporto permette una catalogazione precisa e verificabile. L’esemplare conserva inoltre un collegamento diretto con Ferrari, Lancia, Biondetti, Valenzano e Aymo Maggi.

La conservazione perfetta e la complessità storica lo rendono adatto non soltanto a una raccolta di cartoline, ma anche a una collezione qualificata di automobilia, memorabilia Ferrari, storia postale sportiva o documenti della Mille Miglia.

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