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Album. 100 Ansichten der Schweiz / 100 Views of Switzerland / 100 Vues de la Suisse

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Grande album oblungo con 100 tavole incise all’acciaio, numerose a vedute multiple, tutte protette da veline. Completo nella raffinata percalina editoriale verde con ricche impressioni dorate e titolo Souvenir de la Suisse.

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[KRÜSI, Christian, editore]

Album. 100 Ansichten der Schweiz / 100 Views of Switzerland / 100 Vues de la Suisse

Basel, Verlag von Chr. Krüsi, s.d. [ca. 1880]

Album oblungo in-4°, cm 32,5 × 24; frontespizio tipografico trilingue e 100 tavole incise fuori testo, prevalentemente all’acciaio e in parte con effetti di acquatinta, numerose delle quali composte da più vedute e vignette; tavole protette da veline. Legatura editoriale in percalina verde, piatto anteriore con titolo «Souvenir de la Suisse» e indicazione dell’editore impressi in oro, ampie cornici dorate e decorazioni vegetali impresse a secco. Buona copia completa, con naturali e contenuti segni del tempo e leggere fioriture marginali, conservata nella sua elegante veste editoriale originale.

Edizione e datazione

L’album appartiene alla vasta produzione vedutistica pubblicata a Basilea da Christian Krüsi (1827-1886), specializzato nella diffusione di immagini della Svizzera destinate tanto al pubblico locale quanto al crescente mercato internazionale del viaggio. La data non compare sul frontespizio; il titolo nella presente configurazione, 100 Ansichten der Schweiz / 100 Views of Switzerland / 100 Vues de la Suisse, è registrato dal mercato bibliografico intorno al 1880, mentre le raccolte e le singole matrici utilizzate da Krüsi furono elaborate e pubblicate nell’arco circa 1860-1880.

Questa lunga gestazione spiega la presenza nell’album di fogli provenienti da nuclei editoriali precedenti, come le serie dedicate al lago di Zurigo, alla Svizzera settentrionale e orientale, alla Svizzera centrale e alle regioni alpine. Non si tratta dunque di cento immagini isolate concepite in un unico momento, ma di una vera summa iconografica della Svizzera ottocentesca, riordinata in una raccolta editoriale organica e destinata a offrire una rappresentazione complessiva del paese.

Le cento tavole

La dicitura «100 Views» indica cento tavole, non soltanto cento singoli soggetti. Molti fogli sono infatti veri e propri Souvenir-Blätter, composizioni nelle quali una veduta principale è circondata da numerose immagini secondarie. Il repertorio istituzionale RERO registra per questa famiglia editoriale tavole comprendenti da una sino a ventiquattro vedute, con un numero effettivo di località e monumenti rappresentati enormemente superiore al numero nominale delle tavole.

Le immagini allegate mostrano perfettamente questa duplice struttura. Accanto alle grandi vedute paesaggistiche autonome compaiono fogli compositi come Souvenir von Basel, con panorama urbano e numerosi monumenti cittadini; Souvenir d. Cant. Aargau, con Aarau, Baden, Habsburg, Schinznach, Königsfelden, Lenzburg e altre località; Souvenir vom Zürichsee, composto da una successione di piccoli panorami del lago; e Souvenir d. Rütli, nel quale la rappresentazione del luogo simbolico della Confederazione è inserita in una cornice di episodi e paesaggi circostanti.

Il viaggio attraverso la Svizzera

La successione delle tavole costruisce idealmente un viaggio attraverso l’intera Confederazione: Basilea e il Reno, Soletta, Argovia, Zurigo e il suo lago, Sciaffusa e le cascate del Reno, San Gallo, Appenzello, Coira e i Grigioni, il lago dei Quattro Cantoni, il Rütli, Altdorf e i luoghi telliani, il San Gottardo, l’Oberland bernese, Interlaken e Grindelwald, Berna, Friburgo e Neuchâtel, Losanna e Ginevra, il Vallese e infine il Ticino, con Lugano, Bellinzona e Locarno. Il catalogo RERO documenta precisamente questa articolazione geografica della raccolta.

Le tavole fotografate ne mostrano alcuni fra i nuclei più suggestivi: la Basilea vista dal ponte sul Reno; le cascate del Reno presso Sciaffusa; la valle dell’Oberhalbstein, con la catena alpina sul fondo; il Vierwaldstättersee, immerso in una grandiosa quinta montuosa; Seelisberg, sospesa sopra il lago; e il Rütli, luogo fondativo della memoria nazionale svizzera.

Artisti e incisori

L’apparato figurativo nasce dalla collaborazione di numerosi specialisti del paesaggio e dell’incisione ottocentesca. Tra gli artisti e disegnatori documentati nelle raccolte di Krüsi figurano Ludwig Rohbock (1824-1893), Anton Winterlin (1805-1894), Johann Rudolf Ringger (1841-1908) e Karl Christian Koehler (1827-1890); fra gli incisori compaiono Kaspar Ulrich Huber (1825-1882), Carl Franz Rorich, Achilles Fesca, Johann August d’Aujourd’hui, Joseph Maximilian Kolb, Georg Michael Kurz, Johann Gabriel Friedrich Poppel, Johann Falkner e altri.

Le firme visibili nelle tavole dell’esemplare confermano materialmente questa struttura collettiva: in particolare compare più volte C. Huber, responsabile di alcuni dei paesaggi alpini più atmosferici. Altre tavole recano indicazioni dell’editore e stampatore direttamente nel margine inferiore, come «Druck & Verlag v. Chr. Krüsi in Basel».

L’incisione su acciaio

La tecnica prevalente è quella dello Stahlstich, l’incisione su acciaio che nel corso dell’Ottocento divenne particolarmente adatta alla produzione di vedute topografiche: consentiva un segno estremamente minuto, tirature relativamente elevate e una resa molto precisa tanto delle architetture quanto delle masse vegetali e montuose. Alcuni fogli incorporano effetti tonali vicini all’acquatinta, destinati soprattutto ad ampliare la profondità atmosferica di cieli, laghi e montagne. Un esemplare dello stesso titolo catalogato da Ketterer Kunst è descritto precisamente come composto da cento tavole incise all’acciaio, alcune con acquatinta.

La qualità emerge particolarmente nelle grandi tavole paesaggistiche: la minuzia del tratteggio nelle rocce e negli alberi convive con larghe gradazioni atmosferiche, mentre piccoli viaggiatori, carrozze, imbarcazioni e architetture trasformano la veduta geografica in una scena vissuta.

Turismo, paesaggio e identità nazionale

L’album nasce nel momento in cui la Svizzera sta diventando una delle mete privilegiate del turismo europeo moderno. Le ferrovie, gli alberghi alpini, le nuove vie di comunicazione e l’affermarsi del viaggio borghese trasformano il paesaggio svizzero da territorio del Grand Tour aristocratico in destinazione accessibile a una più larga classe internazionale di viaggiatori.

La stessa scelta di un frontespizio contemporaneamente in tedesco, inglese e francese rivela con chiarezza il pubblico al quale l’opera era destinata. L’album poteva essere acquistato come memoria di viaggio, ma anche come repertorio domestico di immagini di un paese già assurto nell’immaginario europeo a simbolo di montagne, laghi, libertà politica e natura grandiosa.

Al tempo stesso le tavole documentano una Svizzera in trasformazione. Accanto ai paesaggi alpini compaiono stazioni termali, alberghi, ponti, ferrovie e infrastrutture moderne: natura e modernizzazione convivono così all’interno dello stesso racconto figurativo.

Krüsi e l’editoria vedutistica

Christian Krüsi fu uno degli editori basilesi più attivi nel campo delle vedute svizzere nella seconda metà dell’Ottocento. Le raccolte conservate nelle biblioteche svizzere testimoniano una produzione articolata in album territoriali e fogli sciolti, spesso riutilizzati in edizioni più vaste. La Zentralbibliothek Zürich conserva, per esempio, l’Album der Nord- und Ostschweiz, con cento incisioni su acciaio, e l’Album vom Zürich-See, entrambi riconducibili alla stessa attività editoriale.

Il presente volume rappresenta l’esito più ambizioso di questo sistema: non un singolo itinerario regionale, ma un panorama nazionale in cento tavole, costruito selezionando alcune delle immagini migliori prodotte o distribuite dalla casa editrice.

La legatura

Di notevole efficacia decorativa è la legatura editoriale originale in percalina verde. Il piatto anteriore presenta una ricca bordura dorata a motivi vegetali, doppi e tripli filetti concentrici e grandi ornati floreali impressi a secco agli angoli. Al centro campeggia in oro il titolo arcuato «SOUVENIR DE LA SUISSE», con una grande iniziale ornamentale nella parola Suisse e piccolo fregio sottostante; al piede compare la dicitura «Verlag von CHR. KRÜSI Basel».

È una tipica legatura da gift book o album di viaggio della seconda metà dell’Ottocento, concepita per trasformare la raccolta di vedute in un vero oggetto da esposizione domestica. La conservazione della veste editoriale accresce sensibilmente l’interesse collezionistico dell’esemplare.

L’esemplare

Elemento decisivo è la completezza delle cento tavole, ciascuna conservata con la propria velina protettiva. Gli album vedutistici ottocenteschi sono frequentemente reperibili incompleti, poiché le singole stampe, particolarmente decorative, venivano spesso estratte per essere incorniciate o commercializzate separatamente.

In questo esemplare l’integrità della raccolta consente invece di leggere l’opera nella struttura concepita dall’editore. Le immagini mostrano una buona qualità delle impressioni, con passaggi tonali ancora ben leggibili e ampi margini; le fisiologiche leggere fioriture e tracce del tempo non compromettono la godibilità complessiva. La presenza congiunta di 100 tavole, veline e legatura editoriale originale costituisce il principale valore specifico della copia.

Perché è interessante oggi

L’album è contemporaneamente documento topografico, testimonianza della nascita del turismo alpino e grande repertorio dell’immaginario svizzero ottocentesco. Permette di confrontare città, laghi, montagne, infrastrutture e località turistiche con il paesaggio contemporaneo e conserva vedute spesso anteriori alle profonde trasformazioni urbanistiche del Novecento. È inoltre un esempio particolarmente rappresentativo di come l’editoria illustrata dell’Ottocento abbia contribuito alla costruzione visiva dell’identità nazionale e alla diffusione internazionale dell’immagine della Svizzera.

Perché è un acquisto consapevole

La differenza sostanziale rispetto a una raccolta di stampe sciolte risiede nella completezza editoriale. Qui le vedute conservano il proprio ordine, il rapporto reciproco, le veline e soprattutto la legatura originale voluta dall’editore. Un esemplare completo permette non soltanto di possedere cento belle incisioni, ma di conservare intatto uno dei più vasti repertori vedutistici svizzeri pubblicati da Krüsi nella seconda metà dell’Ottocento. Proprio la frequente dispersione delle tavole rende le copie complete nettamente più desiderabili sul mercato antiquario.

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