Roald Amundsen
Il mio volo polare fino a 88° lat. nord
Con relazioni di H. Riiser-Larsen, L. Dietrichson, F. Ramm, J. Bjerknes.
132 illustrazioni fuori testo e 9 cartine. Traduzione dal norvegese di Ada Vangensten-Mazzega.
Milano, A. Mondadori, s. d. [ma 1926]. Seconda edizione.
Descrizione fisica:
In 8° (cm 24,5 x 17,5); pp. 244, (4). Con 132 illustrazioni fotografiche fuori testo e 9 cartine nel testo. Legatura coeva in piena tela editoriale bicolore (azzurra e bianca), con motivi stilizzati art déco impressi al piatto anteriore e titoli bianchi al dorso. Tagli bianchi. Ottima copia, freschissima e ben conservata, con minimi segni del tempo.
Contenuto:
Opera fondamentale dedicata alla celebre spedizione aerea artica compiuta da Roald Amundsen nel 1925 con due idrovolanti Dornier Wal (“N-24” e “N-25”), che raggiunse la latitudine record di 88° Nord. Il volume raccoglie:
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il dettagliato diario del viaggio steso da Amundsen;
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le relazioni ufficiali dei membri dell’equipaggio: Riiser-Larsen (pilota), Dietrichson (secondo pilota), Ramm (ufficiale) e Bjerknes (meteorologo);
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un vastissimo corredo iconografico che documenta ogni fase della spedizione: preparativi, equipaggiamento, condizioni estreme, riprese aeree, momenti drammatici della permanenza sul pack artico;
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un ricco apparato cartografico illustrante la rotta e le tappe della missione.
Apparato iconografico:
132 fotografie originali fuori testo (fra ritratti, panorami, momenti di volo, scene di campo sul ghiaccio) e 9 carte geografiche, alcune con tracciato della rotta. Il tutto con forte potere narrativo e documentario.
Nota storico-editoriale:
Pubblicato per la prima volta in Norvegia nel 1925 col titolo 88° Nord, l’opera conobbe grande diffusione internazionale. La traduzione italiana fu affidata ad Ada Vangensten-Mazzega, norvegese naturalizzata italiana, che curò una resa fedele e coinvolgente del testo originale.
La seconda edizione Mondadori del 1926 mantiene le caratteristiche tipografiche della prima, compresa l’elegante legatura illustrata in tela, segno della cura editoriale destinata a un pubblico colto e appassionato di imprese esplorative. Il successo dell’opera va collocato all’interno del contesto di forte attenzione verso le grandi imprese polari, di cui Amundsen fu il massimo rappresentante, anche come figura mediatica e simbolica del coraggio moderno.

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