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André Ferré – Contes légendes et paysages du Val d’Aoste – Aosta, Imprimerie Valdôtaine, 1953

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Raccolta di racconti, leggende locali e descrizioni paesaggistiche che restituiscono la memoria culturale della Valle d’Aosta attraverso la narrazione letteraria e la documentazione visiva. L’impostazione editoriale unisce vocazione divulgativa e forte radicamento territoriale, rendendo l’opera un significativo testimone della cultura alpina del dopoguerra.

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André Ferré

Contes légendes et paysages du Val d’Aoste 
Aosta, Imprimerie Valdôtaine, 1953

Descrizione

Volume in-4° piccolo (cm 25 × 18), pp. 165, (3). Prima edizione. Opera ornata da 12 illustrazioni originali di E. Péaquin e da 19 fotografie di O. Bérard, molte delle quali dedicate a scorci naturalistici, cascate e paesaggi tipici della Valle d’Aosta. Brossura editoriale in cartoncino a effetto pergamenaceo, con titoli in rosso e nero al piatto anteriore e al dorso. Buona copia, con lievi segni del tempo alla coperta e carte uniformi.

Apparato iconografico

Le illustrazioni di Péaquin, realizzate prevalentemente a tratto fine e di gusto paesaggistico, si alternano alle fotografie di Bérard, che documentano con sensibilità documentaria i luoghi, le architetture e gli ambienti naturali descritti nel volume. Composizione grafica sobria ma elegante, tipica della produzione valdostana della metà del Novecento.

Contesto culturale

L’opera si inserisce nella tradizione valdostana di recupero delle leggende locali, particolarmente viva negli anni Cinquanta, e nella più ampia corrente europea che valorizzava il folklore montano come espressione identitaria. La scelta di accompagnare il testo con fotografie e disegni accentua il carattere narrativo-documentario dell’edizione.

Interesse collezionistico

Le prime edizioni aostane illustrate, specialmente quelle su temi folkloristici, risultano oggi ricercate da collezionisti e studiosi di culture alpine. La presenza dell’apparato iconografico completo e la buona conservazione della caratteristica coperta pergamenacea aumentano l’interesse dell’esemplare.

Stato di conservazione

Copia ben conservata: leggere mende alla coperta, minimi bruni alla carta, ma struttura integra e illustrazioni nitide. Il dorso non restaurato e le cuciture originali costituiscono un ulteriore punto a favore della genuinità dell’opera.

Profili biografici

André Ferré (autore)

André Ferré, attivo nel secondo dopoguerra, fu scrittore e divulgatore legato all’ambiente culturale valdostano. La sua produzione si concentra sulla raccolta e rielaborazione di fiabe, leggende popolari e tradizioni orali della Valle d’Aosta, un ambito che negli anni Cinquanta stava conoscendo una forte valorizzazione grazie all’interesse per il patrimonio folklorico alpino. Ferré unisce alla ricerca sul campo una scrittura limpida e narrativa, spesso accompagnata da apparati iconografici che sottolineano il rapporto profondo tra racconto, paesaggio e identità locale. La sua opera rimane un punto di riferimento per gli studi sulla tradizione orale valdostana.

E. Péaquin (illustratore)

Péaquin fu illustratore e artista attivo in ambito regionale valdostano nella prima metà del Novecento, specializzato nella rappresentazione di paesaggi alpini, architetture tradizionali e scene rurali. Il suo tratto, fine e atmosferico, ricorre spesso a chiaroscuri e a una linea essenziale che mira a evocare la dimensione quieta e contemplativa della montagna. Le sue collaborazioni editoriali, non numerose ma molto caratterizzate, sono oggi apprezzate per la capacità di restituire un’identità visiva autentica della Valle d’Aosta, in equilibrio tra sensibilità artistica e documentazione del territorio.

O. Bérard (fotografo)

Bérard, fotografo attivo nel settore del paesaggio alpino e della documentazione territoriale valdostana, realizzò una vasta produzione di immagini dedicate a cascate, vallate, borghi e architetture montane. Le sue fotografie, spesso utilizzate in pubblicazioni regionali e promozionali, riflettono una particolare attenzione per la composizione naturale e per i giochi di luce tipici dell’ambiente alpino. Nel contesto editoriale, le sue immagini assumono un valore doppio: estetico e testimoniale, contribuendo a fissare un’immagine storica della Valle d’Aosta negli anni Cinquanta.

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