Angiolini, Francesco
Vocabolario Milanese – Italiano coi segni per la pronuncia.
Preceduto da una breve grammatica del dialetto e seguito dal repertorio Italiano – Milanese.
Torino – Roma – Milano, Ditta G. B. Paravia e Comp., 1897
Descrizione fisica:
Un volume in 8° (cm 21 × 14); pp. XXXVIII, (2), 1053.
Frontespizio con timbro di possesso “Giovanni Botta, Perito Edile, Milano” e doppio ex libris xilografico applicato ai risguardi (uno raffigurante la Torre Velasca in costruzione con il motto Costruire). Legatura editoriale in tela marrone con titoli e filetti dorati al dorso e al piatto anteriore. Condizioni complessivamente buone, legatura solida, usuale brunitura della carta.
Contenuto:
Opera premiata tra le prime al Concorso dei Vocabolari dialettali bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione e lodata anche dal Municipio di Milano.
Il volume si apre con una Piccola Grammatica del dialetto milanese che espone sistematicamente alfabeto, pronuncia e regole morfologiche, seguita dal grande Vocabolario Milanese-Italiano con indicazione dei segni fonetici, e dal repertorio inverso Italiano-Milanese.
L’Angiolini, erede della tradizione linguistica lombarda di Cherubini e Porta, mirò a rendere il milanese accessibile anche agli studiosi non locali, attraverso un metodo comparativo con l’italiano e un’impostazione didattica moderna.
Nota storico-editoriale:
Pubblicato dalla Paravia, importante casa editrice scolastica e scientifica dell’Italia post-unitaria, il vocabolario dell’Angiolini rappresenta una delle prime sintesi organiche del dialetto milanese a fine Ottocento, basata su criteri filologici e fonetici. L’opera rimane una fonte di riferimento per la lessicografia lombarda e la documentazione linguistica urbana di fine secolo.
Contesto linguistico e storico
Il Vocabolario milanese-italiano di Francesco Angiolini si inserisce nella lunga e illustre tradizione lessicografica lombarda che, a partire dal Vocabolario Milanese-Italiano di Francesco Cherubini (1814-1839), aveva posto le basi per una codificazione scientifica del dialetto ambrosiano.
Il milanese — varietà centrale del gruppo lombardo occidentale — fu, tra Sette e Ottocento, una lingua letteraria viva e colta, adottata da autori come Carlo Porta, Tommaso Grossi e Giovanni Rajberti, e divenne strumento privilegiato di satira, poesia civile e teatro popolare.
L’Angiolini, con l’edizione Paravia del 1897, offre un approccio moderno e pedagogico, fondato sul rigore grammaticale e sull’uso dei segni di pronuncia, segnando un passaggio decisivo dal dialetto “artistico” al dialetto documentato, cioè studiato secondo criteri di linguistica comparata.
L’opera conserva al contempo una forte valenza culturale: testimonia la consapevolezza di un’identità locale in un’Italia ormai unificata, in cui le parlate regionali cercavano di essere preservate e comprese scientificamente.
Provenienza:
Esemplare appartenuto al perito edile Giovanni Botta di Milano, con ex libris architettonici personalizzati — interessante testimonianza di collezionismo tecnico-culturale milanese del primo Novecento.
Stato di conservazione:
Buono, completo e genuino; minime tracce d’uso al dorso, timbro leggero al frontespizio, interni puliti.














