Borghini, Vincenzo
Considerationi sopra l’allogare le donne delli Innocenti fuora del maritare o monacare. Pubblicate per la prima volta con introduzione e note da Gaetano Bruscoli. Nozze Paciarelli-Pucci, X novembre MCMIV
Firenze, Tipografia E. Ariani, Via Ghibellina 55, 1904
In-4°, cm 31 × 20,5; pp. 36 + [1] carta di ritratto, corrispondenti a 38 pagine fisiche comprendendo la carta illustrata; ritratto di Vincenzo Borghini fuori testo protetto da velina. Raffinata brossura editoriale figurata, con grande composizione ornamentale impressa a rilievo al piatto anteriore e titoli Nozze Paciarelli-Pucci; testo interamente impaginato entro eleganti cornici ornamentali stampate in rosso. Esemplare di presentazione con dedica autografa del curatore «All’egregio Sig. Prof. Pasquale Papa / omaggio / Bruscoli». Ottimo stato di conservazione. La descrizione bibliografica della raccolta di nuptialia del Comune di Firenze conferma consistenza, ritratto, destinazione nuziale e dedica a stampa di Gaetano e Lidia Bruscoli ad Albertina Pucci e Giovanni Paciarelli.
Un nuptialia di particolare qualità
Il volume appartiene alla migliore tradizione italiana dei nuptialia, le pubblicazioni erudite offerte in occasione di nozze e normalmente stampate in numero limitato per familiari, amici, studiosi e personalità vicine agli sposi. Qui la ricorrenza è precisamente indicata: 10 novembre 1904, nozze di Giovanni Paciarelli e Albertina Pucci. Non si tratta tuttavia di un semplice ricordo celebrativo: Gaetano Bruscoli utilizza l’occasione per dare per la prima volta alle stampe uno scritto inedito cinquecentesco di Vincenzo Borghini, trasformando il dono matrimoniale in una vera edizione di fonte.
Lo sposo Giovanni Paciarelli (1862-1929) è identificabile con l’architetto senese attivo a Firenze, protagonista fra neomedievalismo, eclettismo e Liberty e autore di numerosi interventi nell’architettura fiorentina del primo Novecento. Il riferimento introduttivo di Bruscoli allo sposo quale «artista valente» acquista così un significato preciso.
Vincenzo Borghini e gli Innocenti
Vincenzo Borghini (1515-1580) fu una delle personalità più complesse della Firenze medicea: benedettino, filologo, storico, erudito, uomo di fiducia di Cosimo I e interlocutore fondamentale di Giorgio Vasari nell’elaborazione di programmi iconografici e culturali. Nel 1552 assunse la direzione dello Spedale degli Innocenti, incarico che mantenne sino alla morte e che lo pose direttamente di fronte ai problemi economici, assistenziali e sociali della grande istituzione fiorentina destinata all’accoglienza dell’infanzia abbandonata. La documentazione storica attesta la sua nomina alla guida degli Innocenti il 21 ottobre 1552.
Le Considerationi sono quindi una fonte interna all’amministrazione dello Spedale, non un esercizio teorico composto da un osservatore esterno. Il problema affrontato riguarda la sistemazione delle giovani cresciute nell’istituto che non venissero avviate né al matrimonio né alla vita religiosa: questione che coinvolgeva educazione, tutela, lavoro, reputazione femminile, sostentamento e integrazione nella società fiorentina. Proprio per questo il testo continua a essere utilizzato dalla storiografia contemporanea sul rapporto fra genere, onore, assistenza e disciplina sociale nella Firenze rinascimentale.
La prima edizione del testo
Il dato bibliograficamente più rilevante compare già nel frontespizio: «pubblicate per la prima volta». Quella del 1904 è dunque la prima edizione a stampa dello scritto di Borghini, curata da Gaetano Bruscoli attraverso la documentazione dello Spedale.
Il valore dell’opuscolo supera perciò quello normalmente attribuibile a una pubblicazione nuziale: il nuptialia costituisce contemporaneamente la prima edizione di una fonte cinquecentesca. L’opera è entrata stabilmente nella bibliografia moderna su Borghini e sull’assistenza all’infanzia nel Rinascimento ed è ancora citata nella letteratura accademica internazionale.
Gaetano Bruscoli
Gaetano Bruscoli fu uno dei principali studiosi moderni dello Spedale degli Innocenti. Nel 1900 aveva pubblicato presso lo stesso Ariani Lo Spedale di Santa Maria degl’Innocenti di Firenze dalla sua fondazione ai giorni nostri e negli anni successivi continuò a lavorare sistematicamente sui fondi dell’istituto. L’Archivio storico degli Innocenti conserva ancora documentazione e appunti riconducibili alle sue ricerche, confermando il carattere archivistico, e non meramente compilativo, dei suoi studi.
La scelta del testo di Borghini per le nozze Paciarelli-Pucci appare quindi particolarmente meditata. Nella pagina introduttiva fotografata Bruscoli dichiara di voler offrire, insieme alla moglie, «un modesto ricordo» alla sposa e allo sposo e collega direttamente il dono sia agli interessi di Albertina Pucci per lo Spedale sia alla cultura artistica di Giovanni Paciarelli.
Apparato illustrativo e veste tipografica
L’esemplare conserva una veste editoriale insolitamente elegante. Il piatto anteriore presenta una grande decorazione a rilievo di gusto Liberty, costruita su linee vegetali fortemente stilizzate, tulipani, motivi curvilinei e un medaglione di profilo; entro il campo centrale figurano la data romana X NOVEMBRE MCMIV e la dicitura Nozze Paciarelli-Pucci. Non emerge dalle parti fotografate il nome del progettista grafico e la decorazione resta pertanto correttamente anonima.
All’interno, l’intera composizione è governata da sottili cornici rosse con piccoli motivi vegetali, riprese tanto nella pagina nuziale quanto nel frontespizio e nelle pagine di testo. Fregi tipografici, iniziali ornate e ampi margini conferiscono alla stampa quel carattere di edizione privata di rappresentanza tipico dei migliori nuptialia fiorentini. Il catalogo del Comune di Firenze segnala espressamente che ogni pagina di testo è racchiusa entro una cornice rossa.
Particolarmente significativa è la tavola con il ritratto di Vincenzo Borghini, riprodotto dall’effigie conservata nella Galleria dello Spedale degli Innocenti di Firenze e protetto nell’esemplare dalla velina originale. L’immagine non svolge quindi una semplice funzione ornamentale, ma lega visivamente l’edizione al luogo e alla documentazione storica da cui il testo deriva.
Provenienza Pasquale Papa
L’elemento che qualifica ulteriormente questo specifico esemplare è la dedica manoscritta di Gaetano Bruscoli: «All’egregio Sig. Prof. Pasquale Papa / omaggio / Bruscoli». Si tratta di una vera dedica di presentazione del curatore, distinta dalla dedica a stampa agli sposi.
Pasquale Papa (1860-1939) fu letterato, docente e studioso di letteratura italiana, legato anche all’ambiente carducciano e successivamente attivo come provveditore agli studi. È documentata la sua attività istituzionale ad Arezzo e la sua raccolta libraria ebbe una consistenza tale che fonti archivistiche moderne parlano espressamente di un «Fondo Pasquale Papa», dal quale provenivano anche numerosi opuscoli.
La dedica non rappresenta quindi un semplice nome aggiunto sull’esemplare: ricostruisce un passaggio diretto Bruscoli → Pasquale Papa, perfettamente coerente con il circuito erudito nel quale i nuptialia venivano prodotti, donati e conservati. È proprio questa provenienza a rendere l’esemplare sensibilmente più interessante di una copia anonima dello stesso titolo.
Rarità e interesse collezionistico
La rarità va distinta su due piani. Il testo di Borghini è bibliograficamente noto ed è presente in importanti raccolte istituzionali; non deve quindi essere presentato come opera sconosciuta. Diversa è la reperibilità della prima edizione originale del 1904 nella veste nuziale, nata per una circolazione privata e limitata.
Il titolo figura nella raccolta specializzata di nuptialia censita dal Comune di Firenze, dove è catalogato specificamente sotto le nozze Paciarelli-Pucci. Il presente esemplare aggiunge alla già raffinata veste editoriale la conservazione del ritratto con velina e, soprattutto, la provenienza autografa Bruscoli-Papa, elemento non ripetibile e proprio di questa copia.
Stato
Esemplare in ottimo stato di conservazione, completo della brossura editoriale figurata a rilievo e della tavola di ritratto protetta da velina. La qualità della carta, gli ampi margini e la freschezza complessiva consentono di apprezzare pienamente la raffinata composizione tipografica in nero e rosso e la particolare veste editoriale concepita per l’occasione nuziale.
Perché è interessante oggi
Il volume riunisce ambiti oggi particolarmente studiati: storia delle donne, assistenza all’infanzia, educazione femminile, istituzioni caritative della Firenze rinascimentale, storia sociale e cultura medicea. Lo scritto di Borghini conserva valore di fonte primaria proprio perché affronta concretamente il destino delle giovani degli Innocenti fuori dalle due tradizionali soluzioni del matrimonio e del monastero. Non è casuale che l’edizione continui a essere citata nella moderna storiografia internazionale sulla condizione femminile nella Firenze del Cinquecento.
Perché è un acquisto consapevole
Non si acquista soltanto un elegante opuscolo per nozze del 1904. Si acquista la prima edizione di uno scritto cinquecentesco di Vincenzo Borghini, curata da uno dei maggiori storici dello Spedale degli Innocenti, nella raffinata veste editoriale originaria e con ritratto. A ciò si aggiunge, in questo specifico esemplare, una provenienza culturalmente coerente e documentabile: la dedica autografa di Gaetano Bruscoli a Pasquale Papa, studioso e raccoglitore di opuscoli. Sono elementi che distinguono nettamente questa copia dalle normali pubblicazioni nuziali coeve.















