Regio Militare Comando della Città e Provincia di Pinerolo
Uffizio di Polizia. Circolare ai Signori Sindaci della Provincia Pinerolo, 23 novembre 1829
Tipografia Vescovile, e delle Autorità Civili e Militari di Pietro Massara-Novara
Descrizione bibliografica
- Formato: in-4° (cm 20,5 × 29).
- Pagine: 18.
- Legatura: esemplare sciolto, come d’uso per le circolari amministrative.
- Stato di Perfetto
Contenuto
Circolare inviata dal Regio Militare Comando di Pinerolo a tutti i sindaci della provincia, con disposizioni di carattere di polizia, ordine pubblico e amministrazione civile. L’atto fornisce indicazioni precise su molteplici ambiti della vita sociale e comunitaria:
| Tema | Prescrizioni principali |
| Osterie e bigliardi pubblici | Controllo sugli esercizi; prevenzione di disordini e giochi d’azzardo. |
| Corrispondenza | Vigilanza sulla circolazione delle lettere e comunicazioni; segnalazione di abusi. |
| Maniaci (Spedale de’ Pazzarelli) | Formalità necessarie per il ricovero di individui con disturbi mentali; obbligo di registrazione. |
| Certificati di buona condotta | Obbligatori per chi ha precedenti di furto; indispensabili per ottenere il passaporto all’estero. |
| Fogli di via con identità | Emissione di documenti di allontanamento con indicazioni precise sull’identità del soggetto. |
| Libretti per operai e servitori | Obbligo di libretti di lavoro; introiti fiscali derivanti dalla loro emissione. |
| Balli pubblici | Autorizzazioni e vigilanza; prevenzione di assembramenti pericolosi e disordini. |
Approfondimento: le osterie nel controllo sabaudo
Le osterie erano luoghi centrali della vita sociale ottocentesca, punto d’incontro di viaggiatori, operai e contadini. Proprio per questa funzione di aggregazione erano percepite dalle autorità come potenziali focolai di disordini, gioco d’azzardo, ubriachezza e attività clandestine.
- Obbligo di licenza, orari regolamentati, divieto di giochi non autorizzati.
- Responsabilità penale e amministrativa dei gestori in caso di disordini.
- Funzione parapoliziesca: i locandieri dovevano segnalare presenze sospette o forestieri privi di documenti.
Approfondimento comparativo: osterie e balli pubblici
Entrambi gli spazi erano considerati dalle autorità come luoghi da sorvegliare attentamente:
- Le osterie, frequentate da viaggiatori e popolani, potevano ospitare ubriacature, discussioni politiche o giochi clandestini.
- I balli pubblici, spesso legati a feste popolari, erano percepiti come rischio di risse, disordini e contatti “immorali”.
- In entrambi i casi lo Stato sabaudo subordinava la libertà di incontro e svago a esigenze di ordine e moralità, trasformando tali spazi in luoghi costantemente regolati e vigilati.
Il ruolo dei sindaci
La circolare era indirizzata ai sindaci, che agivano come veri e propri bracci esecutivi del potere sabaudo nelle comunità locali.
- Essi dovevano garantire l’applicazione puntuale delle norme, trasmettere rapporti periodici e segnalare abusi.
- Il sindaco fungeva da intermediario tra autorità militare e popolazione civile, incarnando il controllo statale a livello municipale.
- Questo ruolo, spesso gravoso, trasformava la figura del sindaco in garante dell’ordine pubblico oltre che amministratore comunale.
Contesto storico
Il documento riflette il carattere onnicomprensivo della polizia sabauda, che non solo gestiva la sicurezza e i reati, ma anche le abitudini sociali, gli spostamenti interni ed esteri, l’assistenza sanitaria e perfino lo svago popolare.
Evoluzione del controllo di polizia sabaudo
Negli anni successivi alla Restaurazione, la monarchia sabauda accentuò il proprio centralismo amministrativo. Accanto ai comandi militari e civili locali (come quello di Pinerolo), il governo di Torino consolidò progressivamente un sistema di polizia più coordinato e burocratizzato, con maggiore centralizzazione delle informazioni e con l’uso crescente di certificati, fogli di via e passaporti. Questa circolare testimonia una fase intermedia: le disposizioni partivano dal centro, ma venivano ancora applicate tramite strutture periferiche molto vicine alla vita quotidiana delle comunità.
Confronto con altri Stati italiani
- Lombardia austriaca: controllo rigido e burocratico, con schedature e permessi interni.
- Stato Pontificio: regolamenti simili ma improntati a un forte moralismo ecclesiastico.
- Granducato di Toscana: approccio più moderato, incentrato su sanità e decoro urbano.
Il caso sabaudo appare quindi come una sintesi tra efficienza amministrativa e disciplina sociale.
Approfondimento: lo Spedale de’ Pazzarelli
Istituzione destinata al ricovero dei malati di mente. In Piemonte e nel Regno di Sardegna, già dalla fine del Settecento si tentava di distinguere la cura dei folli dall’assistenza generica dei poveri, creando strutture specifiche. Le formalità di ricovero, previste in questa circolare, riflettono un’impostazione custodialistica più che medica, che poneva la follia sotto il controllo dell’ordine pubblico.
Condizione
Esemplare in buono stato, con normali segni del tempo; carte integre e leggibili.
Rarità
Documenti di questo genere, destinati a un uso pratico e amministrativo, sono sopravvissuti raramente, rendendo l’opuscolo una fonte preziosa per la storia locale, sociale e poliziesca dell’epoca.






