Corio, Bernardino
Storia di Milano, riveduta e annotata dal prof. Egidio De Magri, quindi dal prof. Angelo Butti e da Luigi Ferrario
Milano, Francesco Colombo Libraio Editore, Tipografia Lombardi, 1855-1857.
Tre volumi in-8° grande, cm 22 × 14,5 circa. Vol. I, 1855: pp. (4), LXXII, 780; vol. II, 1856: pp. (2), 768; vol. III, 1857: pp. (2), 719, (1). Edizione illustrata, eseguita sull’edizione principe milanese del 1503 e ridotta a lezione moderna. Tre frontespizi figurati incisi, ritratto di Bernardino Corio all’antiporta del primo volume e 10 tavole fuori testo incise su acciaio, distribuite nei tre volumi secondo gli indici, su disegni di Barbieri e incisioni di Santamaria. Legatura uniforme coeva in mezza pelle bruna, piatti in carta marmorizzata, dorsi lisci ornati da filetti e ripetute greche impresse in oro, titoli e numerazione dei volumi dorati. Esemplare completo, genuino, in ottimo stato generale di conservazione, con le naturali leggere tracce del tempo.
L’edizione
L’edizione milanese di Francesco Colombo del 1855-1857 costituisce una delle più importanti riproposte ottocentesche della Patria historia di Bernardino Corio. L’Istituto Lombardo ne precisa la struttura cronologica: il primo volume, curato da Egidio De Magri, abbraccia gli anni 595-1316; il secondo, affidato ad Angelo Butti e Luigi Ferrario, prosegue dal 1317 al 1447; il terzo conduce la narrazione dal 1447 al 1499. La stessa fonte la definisce espressamente «edizione illustrata» ed evidenzia come fosse presentata al pubblico quale testo eseguito sull’edizione principe del 1503, aggiornato nella lingua e corredato di prefazione, vita dell’autore e note.
Non si tratta dunque di una semplice ristampa, ma di un vero progetto editoriale ottocentesco destinato a rendere nuovamente accessibile uno dei testi fondativi della storiografia milanese. De Magri modernizzò la lingua cinquecentesca di Corio e accompagnò il testo con un ampio apparato storico; il lavoro venne poi proseguito da Butti e Ferrario. Proprio questa edizione ebbe una notevole fortuna editoriale: fu scelta nel Novecento anche come base per una riproduzione anastatica del 1975.
Bernardino Corio
Bernardino Corio nacque a Milano nel 1459 in una famiglia strettamente legata alla corte sforzesca. Fu al servizio degli Sforza e venne incaricato da Ludovico il Moro di comporre una storia della città, potendo accedere anche alla documentazione degli archivi ducali. La sua Patria historia, terminata e stampata a Milano da Alessandro Minuziano nel 1503, narra la storia cittadina dalle origini sino al 1499.
Il valore storico dell’opera risiede soprattutto nella grande quantità di testimonianze e documenti utilizzati da Corio, alcuni dei quali andarono successivamente dispersi. La sua narrazione divenne presto un punto di riferimento imprescindibile per la storiografia milanese e fu utilizzata anche da autori quali Machiavelli e Guicciardini. Per i secoli più vicini all’autore, e in particolare per l’età comunale, viscontea e sforzesca, rimane una fonte fondamentale per la ricostruzione della storia politica e istituzionale della Lombardia.
La Milano del Corio
La Storia di Milano attraversa quasi un millennio di vicende cittadine, ma raggiunge la sua maggiore forza narrativa quando Corio si avvicina ai secoli di cui poteva consultare direttamente documenti, cronache e memorie. Visconti e Sforza, guerre, congiure, successioni dinastiche, alleanze, ingressi trionfali, lotte fra fazioni e trasformazioni istituzionali costituiscono l’ossatura di una narrazione che contribuì in modo determinante alla formazione della memoria storica milanese.
L’ultimo volume, che conduce sino al 1499, acquista un interesse particolare perché entra nella contemporaneità dell’autore e nella Milano di Ludovico il Moro. Corio non è soltanto cronista di quella società: ne fu partecipe, frequentò la corte e poté lavorare sulle fonti amministrative e diplomatiche del ducato. La sua opera costituisce così una cerniera fra cronaca tardomedievale e storiografia rinascimentale.
Apparato editoriale
La lunga introduzione del primo volume, che occupa LXXII pagine, comprende il lavoro storico-biografico predisposto da Egidio De Magri e colloca Corio nel quadro politico e culturale della Milano sforzesca. L’intervento dei curatori ottocenteschi consiste anche nell’adeguamento linguistico del testo cinquecentesco, scelta caratteristica della cultura editoriale del XIX secolo: l’intento era rendere Corio leggibile al pubblico contemporaneo senza rinunciare alla vastità della sua narrazione.
Questa caratteristica distingue l’edizione Colombo dalle riproduzioni moderne dell’originale cinquecentesco: essa documenta non soltanto la storiografia del Rinascimento, ma anche il modo in cui la Milano del pieno Ottocento riscopriva e costruiva la propria memoria storica.
Illustrazione
L’apparato figurativo rappresenta uno dei maggiori pregi dell’edizione. Ai tre frontespizi figurati, diversi per ciascun volume, si aggiungono il ritratto di Bernardino Corio posto all’antiporta del primo tomo e dieci tavole storiche fuori testo, tutte presenti nell’esemplare. La bibliografia antiquaria concorda nell’attribuire i disegni a Barbieri e le incisioni a Santamaria; le firme «Barbieri dis.» e «Santamaria inc.» sono chiaramente leggibili anche sulle tavole fotografate.
Fra i soggetti visibili nell’esemplare figurano la Morte di Marco Visconti, Eriprando Visconti uccide Baverio nipote di Corrado Imperatore, Il convegno di Pontida e l’Entrata di Francesco Sforza in Milano nel 1450. Sono composizioni concepite secondo il gusto della pittura storica romantica ottocentesca: episodi medievali e rinascimentali vengono trasformati in scene fortemente narrative, ricche di costumi, armature, architetture e gestualità teatrale.
I frontespizi incisi possiedono a loro volta un notevole interesse grafico. Nel primo volume il titolo è inserito entro una complessa architettura allegorica accompagnata da figure e medaglioni; il secondo presenta un impianto differente, mentre il terzo assume un carattere esplicitamente militare, con armature, armi, lance incrociate e lo stemma del biscione visconteo. L’apparato iconografico rende quindi questa edizione assai più desiderabile delle comuni edizioni esclusivamente testuali della storia del Corio.
La legatura
L’esemplare conserva una elegante legatura uniforme coeva in mezza pelle bruna, elemento importante in un’opera concepita in tre volumi. I dorsi lisci sono scanditi orizzontalmente da fasce dorate a motivo di greca, ripetute anche presso testa e piede; al centro compaiono autore e titolo «CORIO / STORIA / DI MILANO» impressi in oro e, più in basso, i numeri progressivi 1, 2 e 3.
La decorazione, severa ma armoniosa, appartiene pienamente al gusto librario della metà dell’Ottocento e conserva all’insieme una forte unità visiva. Le inevitabili leggere abrasioni della pelle sono compatibili con l’età e non compromettono la solidità né l’effetto complessivo delle legature. I piatti marmorizzati e la pelle originale completano una veste assai più collezionisticamente interessante di una successiva rilegatura moderna.
L’esemplare
La copia presenta l’apparato iconografico previsto dall’edizione: ritratto, tre frontespizi figurati e dieci tavole fuori testo. Le immagini mostrano carte generalmente fresche, con sporadiche leggere fioriture caratteristiche della carta ottocentesca, maggiormente percepibili in alcune zone marginali delle tavole, senza pregiudizio per la nitidezza delle incisioni.
Particolarmente apprezzabile è la conservazione dell’insieme nella medesima legatura coeva per tutti e tre i volumi. Completezza dell’apparato illustrativo, uniformità della veste e buone condizioni generali rendono questa copia nettamente preferibile agli esemplari sciolti, incompleti o ricomposti frequentemente incontrati per opere storiche ottocentesche in più tomi.
Importanza bibliografica
La fortuna del Corio attraversa cinque secoli. L’originale Patria historia, stampato a Milano nel 1503 in una tiratura documentata di 1.200 esemplari, rappresentò uno degli esempi più ambiziosi della storiografia volgare lombarda del Rinascimento. Dopo le edizioni cinquecentesche e seicentesche, questa edizione Colombo del 1855-1857 segnò la grande riscoperta ottocentesca dell’opera.
Il suo interesse collezionistico è pertanto duplice: contiene uno dei testi fondamentali per la storia di Milano e costituisce, contemporaneamente, un importante libro illustrato di storia locale dell’Ottocento, realizzato nel momento in cui la cultura romantica italiana attribuiva al Medioevo comunale e alle signorie un ruolo centrale nella costruzione dell’identità storica cittadina.
Perché è interessante oggi
La Storia di Milano di Corio permette di leggere quasi mille anni di vicende milanesi attraverso uno degli autori che più profondamente ne hanno determinato la memoria storica. Questa edizione aggiunge alla forza documentaria del testo la lettura ottocentesca del passato cittadino: le incisioni trasformano congiure, battaglie, assemblee e ingressi trionfali in immagini che appartengono pienamente all’immaginario romantico del Risorgimento. È quindi insieme fonte storica, monumento della storiografia milanese e testimonianza della cultura figurativa dell’Ottocento.
Perché è un acquisto consapevole
L’interesse dello specifico esemplare risiede nella combinazione di completezza, apparato illustrativo e legatura coeva uniforme. I tre volumi conservano tutti i frontespizi figurati, il ritratto e le dieci tavole previste, mentre la mezza pelle originale con decorazione dorata restituisce l’opera nella veste in cui poteva entrare in una biblioteca colta della Milano ottocentesca. Rispetto a una ristampa anastatica o a una copia sciolta e ricomposta, questo insieme conserva integralmente tanto il valore bibliografico quanto quello materiale dell’edizione.


















