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Corticelli Salvadore – Della Toscana Eloquenza… – Venezia, per Antonio De Castro, 1753

280,00  229,60 

Rara edizione originale del “Decamerone” retorico di Salvadore Corticelli. Cento discorsi in dieci giornate sulla lingua toscana, l’eloquenza e l’arte del comporre. Esemplare marginoso, in barbe, solido e di bella presenza antiquaria.

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Corticelli Salvadore

Della Toscana Eloquenza, discorsi cento, detti in dieci giornate da dieci nobili giovani in una villereccia adunanza

Venezia, per Antonio De Castro, 1753

Volume in-4° piccolo, cm 24,5 x 18; pagine VIII, 451, (1). Edizione originale, rara, della celebre opera retorico-letteraria di Salvadore Corticelli, padre barnabita bolognese, professore di eloquenza, grammatico e accademico della Crusca. L’opera è dedicata ad Antonio Savorgnano, senatore veneziano, come si legge nella bella dedica iniziale.

Il titolo richiama immediatamente la struttura più curiosa e fortunata del libro: cento discorsi distribuiti in dieci giornate, pronunciati da dieci nobili giovani riuniti in una “villereccia adunanza”. Per questa architettura narrativa e dialogica l’opera è spesso ricordata come una sorta di “Decamerone dell’eloquenza”, non in senso novellistico, ma per la cornice ordinata in giornate e per l’intento di trasformare la dottrina retorica in conversazione colta.

Il contenuto è ampio e articolato. Le prime giornate trattano della purezza della lingua toscana, della chiarezza, naturalezza, brevità, amplificazione, descrizione e narrazione. Seguono sezioni dedicate ai diversi generi oratori — dimostrativo, deliberativo, giudiziale — al movimento degli affetti, al costume, alla disposizione del discorso, all’esordio, alla narrazione, alla proposizione, alle prove, alla confermazione, alla confutazione, all’epilogo e alla perorazione. La parte finale si apre alla lirica toscana, con discorsi sulla canzone, sul sonetto, sui madrigali, sulle elegie, sugli epigrammi, sui versi sciolti, sui versi sdruccioli e con componimenti in lode di Cicerone, Virgilio, Orazio, Dante, Petrarca, Boccaccio e Casa.

Particolarmente interessante è la ricchezza della tavola delle materie, documentata dalle immagini dell’esemplare: essa permette di cogliere la natura quasi enciclopedica dell’opera, che non è soltanto un manuale di retorica, ma un vero repertorio settecentesco sull’arte del parlare e dello scrivere con proprietà, decoro, grazia e forza persuasiva. Corticelli vi fonde tradizione classica, culto della lingua toscana, precettistica accademica e gusto letterario del Settecento.

Esemplare in legatura successiva in cartone simil pelle marrone, con titoli in oro al dorso e piatti rivestiti in carta marmorizzata. Il volume si presenta ben saldo, con carte a pieni margini e in belle barbe, caratteristica assai apprezzabile perché conserva l’ampiezza originaria del foglio. Naturali fioriture e segni del tempo alle carte, più evidenti in alcune pagine iniziali e nella tavola, ma nel complesso copia genuina, marginosa e di piacevole conservazione.

Struttura e contenuti delle dieci giornate

Questo approfondimento mostra chiaramente che il Corticelli non insegna soltanto come parlare bene, ma costruisce un intero percorso formativo che conduce dalla purezza della lingua fino alla poesia, passando per tutte le tecniche dell’oratoria classica. È uno degli aspetti che giustificano la fama dell’opera come autentico “Decamerone dell’eloquenza italiana”.

La vasta Tavola delle materie, conservata completa nell’esemplare presente, permette di apprezzare la raffinata architettura didattica concepita da Corticelli. I cento discorsi risultano distribuiti in dieci giornate, ciascuna affidata simbolicamente a un personaggio e dedicata a un aspetto fondamentale dell’arte del parlare e dello scrivere.

La prima giornata, sotto il reggimento di Eugenio, è dedicata ai fondamenti della lingua toscana e dell’elocuzione: purezza, chiarezza, naturalezza, proprietà, brevità e varietà degli stili, dal semplice al sublime.

La seconda giornata, affidata ad Aristobolo, affronta l’arte dell’amplificazione, esaminando definizioni, enumerazioni, similitudini, esempi, aggiunti e altre tecniche atte ad accrescere l’efficacia del discorso.

La terza giornata, sotto la guida di Cinonio, tratta della descrizione, insegnando come rappresentare luoghi, persone, tempi, opere della natura e dell’arte, con particolare attenzione all’efficacia delle immagini verbali.

La quarta giornata, governata da Filalete, è consacrata alla narrazione, illustrandone chiarezza, brevità, verosimiglianza, vivacità e capacità persuasiva.

La quinta giornata, sotto Antimaco, affronta l’invenzione retorica, cioè la ricerca degli argomenti, dei luoghi comuni, delle prove, degli esempi e delle sentenze che costituiscono la materia dell’orazione.

La sesta giornata, retta da Cosimo, analizza il movimento degli affetti, illustrando amore, odio, ira, vergogna, timore, misericordia, allegrezza, ammirazione e gli altri sentimenti che l’oratore deve conoscere e suscitare.

La settima giornata, guidata da Panfilo, è dedicata al costume, ovvero alla caratterizzazione morale e sociale degli individui secondo età, sesso, condizione, ricchezza, professione e rango.

L’ottava giornata, sotto il reggimento di Filostrato, affronta la disposizione del discorso, esaminando esordio, narrazione, proposizione, prove, confermazione, confutazione, epilogo e perorazione, cioè l’architettura stessa dell’orazione classica.

La nona giornata, governata da Eusebio, è dedicata ai diversi generi oratori: dimostrativo, deliberativo e giudiziale, con particolare attenzione alle orazioni sacre, alle invettive, alle apologie e ai panegirici.

La decima giornata, sotto il reggimento di Emilio, amplia il discorso all’ambito della poesia toscana, trattando sonetti, canzoni petrarchesche, canzoni pindariche e anacreontiche, madrigali, elegie, epigrammi, versi sciolti e componimenti encomiastici dedicati ai grandi autori della tradizione italiana e latina.

L’insieme costituisce una vera enciclopedia settecentesca dell’arte della parola, nella quale confluiscono grammatica, retorica, poetica, critica letteraria e pedagogia linguistica, rendendo l’opera uno dei più completi trattati italiani di eloquenza del XVIII secolo.

Perché è interessante oggi

È un’opera importante per chi studia la storia della lingua italiana, la retorica, l’eloquenza e la cultura accademica settecentesca. La struttura in dieci giornate la rende molto più affascinante di un semplice trattato scolastico: Corticelli costruisce un percorso ordinato, quasi narrativo, dentro l’arte del dire.

Perché è un acquisto consapevole

L’esemplare offre dati chiari: edizione originale veneziana del 1753, testo completo, ampi margini, barbe conservate, legatura solida e stato complessivamente buono. Le fioriture sono coerenti con l’età e non compromettono la leggibilità né il valore bibliografico dell’opera.

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