Deucalione e Pirra ripopolano la Terra dopo il Diluvio, da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 12, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.
Suggestiva incisione manierista tratta dalla celebre serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio, raffigurante uno degli episodi più simbolici e visionari del poema: Deucalione e Pirra che, dopo il diluvio inviato da Giove per punire l’umanità corrotta, ricreano il genere umano gettando pietre dietro le proprie spalle.
La scena rappresenta il momento esatto della rigenerazione del mondo. I due superstiti avanzano in un paesaggio ancora segnato dalla catastrofe, mentre dalle pietre lanciate nascono nuove figure umane. Sullo sfondo si intravedono acque ritirate, montagne e piccoli gruppi di uomini che emergono dalla desolazione. L’immagine possiede una forte carica allegorica: la rinascita dell’umanità nasce dalla “durezza della pietra”, simbolo di forza, perseveranza e continuità della specie.
L’impianto compositivo, tipicamente nordico e manierista, alterna anatomie monumentali, eleganti panneggi e un raffinato paesaggio inciso a sottili tratteggi paralleli. La scena è resa con notevole equilibrio tra dramma e speranza, qualità che rende questa tavola una delle più poetiche dell’intera serie.
Iscrizione:
“Diluvio cessante, et subsidientibus undis
Exaxis hominum gens reparata fuit.
Pyrrha nurus, post terga iacit, post terga maritos
Deucalion, durum nos genus inde sumus.”
Traduzione:
“Cessato il diluvio e ritiratesi le acque,
fu ricreata la stirpe degli uomini distrutta.
Pirra getta pietre dietro le spalle, così pure Deucalione;
da quella dura pietra discendiamo noi uomini.”
Incisione attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius o eseguita da un incisore anonimo su suo disegno, realizzata intorno al 1589 come parte della celebre serie ovidiana e ristampata nei decenni successivi; il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano in lastra la data 1615.
Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Carta vergata antica con filigrana coeva a conferma dell’originalità. Esemplare in buona conservazione generale; presenti leggere pieghe centrali del foglio e lievi segni del tempo marginali, senza compromettere la leggibilità o la forza estetica dell’immagine.









