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Erasmus Frölich – Notitia elementaris numismatum antiquorum -Viennae, Pragae et Tergesti, typis et sumptibus Ioannis Thomae Trattner, 1758.

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Esemplare in barbe della Notitia elementaris numismatum antiquorum di Frölich (1758), con 21 tavole di monete e due rari opuscoli antiquari italiani (Pesaro 1771, Venezia 1785) illustrati da grandi incisioni epigrafiche. Perfetta conservazione, legatura coeva.

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Erasmus Frölich (Soc. Iesu)

Notitia elementaris numismatum antiquorum illorum quae urbium liberarum, regum et principum ac personarum illustrium appellantur.
Viennae, Pragae et Tergesti, typis et sumptibus Ioannis Thomae Trattner, 1758.
Unità di legatura con:

  1. Spiegazione di una delle due antiche basi di marmo scoperte il 22 novembre 1770… Pesaro, in casa Gavelli, 1771.
  2. Dissertazione epistolare sopra un’antica ara marmorea esistente nel Veneto Museo Nani, Venezia, Giuseppe Rosa, 1785.

Descrizione fisica

In-4° (cm 30 × 22); pagine (2), 6, 243.
Legatura in cartonato coevo settecentesco, a pieno piatto, in barbe, carta spessa di ottima qualità.
Nel corpo principale (Frölich) sono presenti:

  • 1 tavola ripiegata con tabella comparativa di alfabeti e numeri (greco, latino, arabo);
  • 21 tavole ripiegate con calchi di monete antiche romane, greche e regali, incise con grande precisione.

Seguono, rilegati in coda:

  1. Domenico Bonamini – Annibale degli Abati Olivieri, Spiegazione di una delle due antiche basi di marmo, Pesaro, 1771: pp. XXIV, con 2 grandi tavole ripiegate incise (una con iscrizione completa su base marmorea e una di grandissimo formato).
  2. Dissertazione epistolare sopra un’antica Ara Marmorea, Venezia, Rosa, 1785: pp. LX, 5 carte bianche, 2 grandi tavole ripiegate con iscrizioni epigrafiche.

Carta forte e croccante, margini ampi, barbe intatte; leggero alone marginale a due carte della seconda opera, per il resto esemplare freschissimo e perfettamente conservato.

Contenuto e importanz

Opera capitale per lo studio settecentesco della numismatica antica, la Notitia elementaris di Frölich — gesuita viennese e illustre antiquario — rappresenta uno dei primi tentativi sistematici di classificazione dei numi e simboli monetali delle città e dei regni del mondo greco-romano.
Frölich vi introduce un metodo comparativo basato su criteri alfabetici e geografici, volto a ordinare i reperti in base alle iscrizioni e alla cronologia, anticipando l’impostazione enciclopedica delle grandi raccolte ottocentesche.

Le tavole calcografiche offrono un panorama iconografico di eccezionale finezza, utile non solo agli studiosi di numismatica ma anche a epigrafisti e storici dell’arte antica.

Le due opere rilegati in coda — di Bonamini, Olivieri e Rosa — ne ampliano il respiro antiquario:

  • la Spiegazione delle basi di marmo illustra due importanti reperti epigrafici scoperti a Pesaro nel 1770, presentati all’Accademia Pesarese sotto la presidenza di mons. Acquaviva d’Aragona;
  • la Dissertazione epistolare sull’Ara marmorea (Venezia, 1785) documenta un raro carteggio tra eruditi veneti sul Museo Nani, uno dei primi nuclei museali privati della Serenissima, celebre per le sue collezioni epigrafiche e numismatiche.

Il volume costituisce dunque un unicum bibliografico che riunisce in una stessa legatura tre testi fondamentali per la storia dell’archeologia epigrafica e numismatica settecentesca.

Rilievo storico e scientifico

La Notitia elementaris ebbe un ruolo essenziale nel diffondere il metodo descrittivo e tipologico delle monete antiche, ponendo le basi per il successivo sviluppo della numismatica come scienza autonoma.
L’autore, membro della Compagnia di Gesù, univa l’approccio erudito al rigore documentario, evidenziando l’importanza delle iscrizioni e dei simboli come fonti storiche.
I due opuscoli italiani allegati documentano invece il fervore antiquario e accademico del tardo Settecento, con un gusto che univa l’indagine filologica alla celebrazione estetica dell’antico.

Esemplare

Esemplare in condizioni eccezionali, con carta spessa, barbe intatte, impressioni nitide e tavole perfettamente conservate.
La legatura coeva è integra, senza danni strutturali; le tavole di grande formato presentano piegature originali ma nessuna mancanza o lacerazione.

Rarità

Opera rara e di grande interesse antiquario e museologico, soprattutto in esemplari completi e con le tavole perfettamente conservate.
La presenza dei due opuscoli aggiunti, entrambi non comuni, aumenta sensibilmente il valore bibliografico e collezionistico del volume.

Il Museo Nani e il collezionismo erudito veneziano nel Settecento

La Dissertazione epistolare sopra un’antica ara marmorea esistente nel Veneto Museo Nani (Venezia, 1785) è un documento di grande valore non solo antiquario, ma anche storico-culturale, poiché testimonia la vitalità del collezionismo erudito veneziano negli ultimi decenni della Repubblica.

Il Museo Nani, fondato dal patrizio Giovanni Nani (1720-1790) nel suo palazzo di San Trovaso, costituì uno dei primi esempi di raccolta privata concepita con intenti scientifici. Ospitava statue, rilievi, epigrafi, vasi e monete antiche provenienti da scavi e donazioni, ordinati con criteri filologici e accompagnati da un accurato apparato descrittivo.

Questo gusto enciclopedico, erede dell’erudizione umanistica e del metodo gesuitico, fece del Museo Nani un luogo di riferimento per studiosi e viaggiatori del Grand Tour, da cui trassero ispirazione anche il Museo Grimani e le prime raccolte pubbliche veneziane.

La Dissertazione edita da Giuseppe Rosa nel 1785 — impostata in forma epistolare e arricchita da due tavole incise con iscrizioni marmoree — riproduce il dialogo fra studiosi e accademici che discutevano sul significato, la provenienza e la datazione delle epigrafi romane conservate nel museo.
L’opera riflette così la transizione dal collezionismo antiquario al metodo archeologico moderno, che nella seconda metà del Settecento si affermava in Italia grazie alla collaborazione tra nobiltà erudita, accademie e tipografi illuminati.

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