Ex libris “Horváth Géza könyveiből”, Ungheria, inizi XX secolo
Dimensione: mm 125 × 92. L’iscrizione ungherese significa letteralmente “Dai libri di Géza Horváth”, formula possessoria equivalente all’ex libris.
Tecnica: verosimilmente zincografia/cliché tipografico da disegno a penna, stampato in nero su carta avorio; in basso a destra compaiono le iniziali “H.A.”.
La scena sviluppa un efficace memento mori bibliofilo: la Morte, con la grande falce appoggiata alla spalla, consulta attentamente un libro sopra uno scrittoio.
Sul tavolo compaiono candela, calamaio e penna, mentre sotto siede una civetta, tradizionale emblema di sapienza, accanto a libri aperti e sovrapposti.
Il contrasto è volutamente ironico: perfino la Morte interrompe il proprio mestiere per leggere, mentre la conoscenza sembra sopravvivere alla precarietà dell’esistenza.
Il titolare potrebbe essere uno dei diversi Géza Horváth attivi nella cultura ungherese fra Otto e Novecento; senza ulteriori elementi eviterei però un’identificazione biografica definitiva.
Graficamente interessante l’incontro fra gusto macabro fin-de-siècle, caricatura e cultura bibliografica mitteleuropea.
Stato: molto buono; impressione completa e leggibile, ampi margini, leggere naturali tracce del tempo.
Interesse collezionistico: buono/alto, soprattutto per l’insolita iconografia di Morte, libri e civetta, particolarmente ricercabile nel filone memento mori.






