INVESTI in Arte, Cultura e Bellezza -> Sconto 18%
, , , ,

Federigo Mazzuchelli – Elementi di Cavallerizza – Milano, presso Pietro Agnelli Librajo–Stampatore in S. Margarita, 1802

1.250,00  1.025,00 

Esemplare eccellente della prima edizione di un caposaldo dell’arte equestre italiana, arricchito da tavole di grande eleganza e perfettamente conservate.

Disponibilità: 1 disponibili

- +

Federigo Mazzuchelli

Elementi di Cavallerizza  
Milano, presso Pietro Agnelli Librajo–Stampatore in S. Margarita, 1802

Dati editoriali

Volume in-4° (cm 31 × 22,5). Pagine: 174. Prima edizione, non comune e particolarmente ricercata perché completa del proprio complesso apparato iconografico originale. Testo interamente in italiano, impaginato con largo margine e carta di ottima qualità.

Descrizione fisica

Legatura coeva in mezza pelle con piatti in cartonato marmorizzato; dorso a quattro scomparti con tassello in pelle e fregi dorati. Esemplare solido e ben conservato. Antiporta figurata con il ritratto equestre dell’autore inciso finemente; 6 splendide tavole ripiegate a doppia pagina poste al fine, raffiguranti esercizi equestri, proporzioni anatomiche del cavallo, scheletro e arti, metodi di addestramento e lavoro alle redini.

Carte molto fresche, ampie, pulite: ottima copia, di livello collezionistico.

Contenuto

Trattato sistematico di equitazione e disciplina equestre suddiviso in parti didattiche:

  • Principi generali dell’addestramento del cavallo.
  • Esercizi preliminari e primi sviluppi.
  • Movimenti, trotto alle corde, gestione del puledro.
  • Figure e metodi dell’istruttore e del cavallerizzo.
  • Teoria anatomica applicata alla pratica equestre.
  • Appendice illustrata con tavole didattiche eseguite da abili incisori lombardi.

Opera fondamentale per la storia della cavalleria italiana tra XVIII e XIX secolo, ponte tra la tradizione barocca e la scuola equestre moderna.

Apparato iconografico

L’esemplare è completo dell’intero corredo, tra cui:

Antiporta incisa con ritratto di Mazzuchelli e il suo cavallo, scena ricca di dettagli (putti, architettura, paesaggio).

6 grandi tavole ripiegate a doppia pagina raffiguranti: Proporzioni e direzioni delle gambe del cavallo, confronto dei bipedi, scheletro e parti esterne numerate, esercizi da terra e da sella e uso delle redini, lavoro al trotto e alla corda.

Tavole tecniche di alto valore iconografico e storico, raramente conservate integre.

Paragrafo critico su Federigo Mazzuchelli

Federigo Mazzuchelli rappresenta una delle figure più significative della cultura equestre lombarda di inizio Ottocento, in un momento in cui l’arte della cavallerizza stava attraversando una fase di profonda trasformazione metodologica. Allievo colto e attento delle scuole equestri italiane e francesi, Mazzuchelli coniuga in modo originale la tradizione tardo-settecentesca – ancora influenzata dai modelli accademici “alla francese” – con un approccio più moderno, basato sull’osservazione diretta, sulla gradualità dell’addestramento e su un uso misurato delle redini e degli aiuti. Il suo Elementi di Cavallerizza non è un semplice manuale tecnico, ma un trattato dallo spirito illuminista, volto a razionalizzare la pratica equestre attraverso una chiara struttura didattica e l’integrazione di principi anatomici e biomeccanici. Mazzuchelli insiste sul rapporto psicologico tra cavallo e cavaliere, sulla necessità di evitare coercizioni inutili e sull’importanza dell’equilibrio emotivo dell’animale: posizioni molto avanzate per l’epoca. La grande attenzione alla morfologia, visibile nelle tavole che completano l’opera, conferma il suo approccio quasi “scientifico”, che lo colloca tra i precursori della moderna equitazione razionale italiana.

Nota storica sull’equitazione lombarda di inizio Ottocento

All’inizio del XIX secolo la Lombardia era uno dei centri più vivi della cultura equestre italiana, inserita in un clima politico e militare di continuo fermento: prima le riforme austriache, poi le trasformazioni napoleoniche modificarono assetti militari, scuole e metodi di addestramento. Milano e la sua area generarono una serie di maestri e trattatisti che contribuirono in modo decisivo alla diffusione di una nuova pratica della cavalleria, più scientifica e meno puramente aristocratica. Le scuole di equitazione milanesi, soprattutto quelle attive tra il periodo della Repubblica Cisalpina e il Regno d’Italia, divennero luoghi di sperimentazione, dove si integravano i principi dell’equitazione di Versailles, le innovazioni francesi post-rivoluzionarie e le esigenze militari contemporanee. In questo contesto si collocano le opere di Federigo Mazzuchelli, che rappresentano perfettamente la transizione tra la cavallerizza nobile del Settecento e l’equitazione razionale ottocentesca: un periodo in cui il cavallo diviene non solo strumento militare, ma oggetto di osservazione sistematica, di studio anatomico e di un nuovo approccio pedagogico. L’area lombarda contribuì così alla formazione di una tradizione equestre moderna, pragmatica, attenta alla fisiologia dell’animale e alla corretta formazione del cavaliere.

Torna in alto