Francisci Petrarcae (Francesco Petrarca)
Epistolae de rebus familiaribus et variae. Tum quae adhuc tum quae nondum editae, familiarum scilicet libri XXIIII, variarum liber unicus nunc primum ad fidem codicum optimorum vulgati. Studio et cura Iosephi Fracassetti
Florentiae, Typis Felicis Le Monnier, 1859 – 62 – 63
Descrizione bibliografica
- Formato: in-8° (cm 14,5 x 21,5).
- Legatura: 3 volumi in brossura editoriale originale, con titoli ai dorsi ed entro cornice tipografica alle coperte superiori.
- Pagine: CLVI, 457, (3) – 575, (1) – 547, (1).
- Edizione: Firenze, Le Monnier, 1859–62–63.
Contenuto
Edizione critica monumentale delle Epistole familiari (24 libri) e delle Epistole varie (1 libro) di Francesco Petrarca, curata da Giuseppe Fracassetti.
È la prima edizione scientifica completa in latino del corpus epistolare petrarchesco, basata sul confronto con i migliori codici disponibili. L’opera è corredata da un ricco apparato di introduzioni, note critiche e osservazioni filologiche.
Le lettere familiari e varie rivelano la dimensione intima e intellettuale del Petrarca: riflessioni morali, religiose e politiche, corrispondenze con umanisti e potenti del tempo, meditazioni sull’esilio e sulla condizione umana. Questa edizione ebbe il merito di rendere il Petrarca epistolografo accessibile al mondo degli studiosi moderni e di porre le basi per la successiva tradizione critica.
Importanza dell’opera
L’edizione Fracassetti segna una svolta nella filologia petrarchesca:
- offre per la prima volta un testo critico fedele ai manoscritti;
- ordina sistematicamente l’immenso epistolario;
- testimonia l’impegno della tipografia Le Monnier nel diffondere i classici italiani con rigore scientifico.
Rarissima a trovarsi in brossura editoriale originale intonsa, poiché la maggior parte degli esemplari venne rilegata in legature di biblioteca o private.
Approfondimento critico: la ricezione ottocentesca delle epistole petrarchesche
Per gran parte della tradizione letteraria, Francesco Petrarca è stato soprattutto identificato con i Rerum vulgarium fragmenta (Il Canzoniere), la cui influenza sulla poesia europea è stata immensa. Le epistole latine, pur fondamentali per comprendere la sua figura umanistica, rimasero per secoli meno conosciute, appannaggio di ristretti circoli eruditi e di studiosi di filologia classica.
Nell’Ottocento, tuttavia, si registra una riscoperta e rivalutazione dell’epistolario:
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da un lato, il clima romantico e risorgimentale portava a ricercare nel Petrarca non solo il poeta d’amore, ma anche l’intellettuale civile e politico, capace di riflettere sull’Italia, sull’esilio, sulla religione e sulla condizione dell’uomo moderno;
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dall’altro, la nascita della filologia scientifica (con l’esempio tedesco e italiano) spinse gli editori e i curatori a ristudiare i testi su base critica, confrontando sistematicamente i manoscritti.
In questo contesto si colloca l’opera di Giuseppe Fracassetti: la sua edizione delle Epistolae de rebus familiaribus et variae (1859–63) rappresenta il primo tentativo organico di offrire un testo critico affidabile. Non solo: attraverso le ampie introduzioni e le note, Fracassetti aprì la strada a una nuova immagine del Petrarca, non solo poeta lirico ma anche pensatore, uomo politico, intellettuale europeo.
Questa riscoperta influenzò profondamente la critica successiva: l’epistolario fu letto come documento dell’umanesimo nascente, banco di prova delle tensioni tra vita privata e impegno pubblico, e come testimonianza del “doppio volto” del Petrarca (tra classicismo e modernità).
Eredità
La ricezione ottocentesca delle epistole petrarchesche, avviata con Fracassetti, aprì la strada agli studi moderni e alla consapevolezza che le lettere costituiscono il cuore della sua identità di umanista universale.
Nota comparativa: edizione latina (1859–63) vs edizione volgare (1863)
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Edizione latina (1859–63, 3 voll.)
Pubblicata da Felice Le Monnier, è la prima edizione critica completa delle Epistolae familiares e variae in lingua originale. Basata sul confronto con i migliori codici, ha valore strettamente filologico e si rivolgeva a un pubblico di studiosi e umanisti. È una pietra miliare della filologia petrarchesca ottocentesca. -
Edizione volgare (1863, 5 voll.)
Sempre curata da Fracassetti e pubblicata da Le Monnier, è la prima traduzione sistematica in italiano delle epistole, accompagnata da un ricco apparato di note esplicative. Rivolta a un pubblico più ampio, rese accessibili i testi anche a chi non aveva dimestichezza con il latino, contribuendo alla diffusione dell’immagine di Petrarca come uomo civile e pensatore moderno.
Integrazione dei due progetti
Le due edizioni non si escludono, ma si completano: la latina costituiva lo strumento critico di riferimento, la volgare lo strumento divulgativo e culturale. Insieme, rappresentano il tentativo più organico dell’Ottocento di restituire il Petrarca epistolografo sia alla comunità accademica, sia al pubblico colto nazionale, in linea con il progetto risorgimentale di Le Monnier di formare una coscienza letteraria e civile condivisa.
Stato di conservazione
Esemplari in condizioni perfette, freschi e genuini, rarissimi nella veste originale.
Nota
Opera fondamentale per la storia degli studi petrarcheschi e per la tradizione filologica italiana.










