Gabriele D’Annunzio
Notturno
Milano, Fratelli Treves Editori, 1921 (14° migliaio)
Descrizione bibliografica
- Formato: in-8° (cm 13 x 19,5).
- Legatura: piena tela editoriale verde muta.
- Pagine: 505, (1), XIV, (2).
- Illustrazioni: xilografie originali di Alfonso De Carolis, che accompagnano e arricchiscono il testo con eleganza simbolista.
- Edizione:
- Edizione: prima edizione 1921, quattordicesimo migliaio.
Contenuto
Il Notturno è tra le opere più intense e intime di Gabriele D’Annunzio (1863–1938). Composto durante la convalescenza a seguito della grave ferita all’occhio destro riportata nel 1916, il libro raccoglie impressioni, ricordi e meditazioni scritte quasi “alla cieca” su strisce di carta, in una prosa lirica frammentaria e dolente.
Si tratta di una riflessione sulla fragilità della vita, sull’esperienza della guerra e sul senso della morte, che rappresenta una svolta nel percorso dannunziano, lontano dalla magniloquenza delle opere giovanili e più vicino a un tono intimistico e visionario.
Importanza dell’opera
Il Notturno viene considerato uno dei capolavori della maturità dannunziana, nonché una testimonianza di eccezionale valore umano e letterario. L’edizione Treves del 1921, illustrata da De Carolis, testimonia il connubio tra letteratura e arti figurative tipico del primo Novecento italiano, con un volume elegante e di forte impatto simbolico.
Approfondimento critico: Notturno, la svolta intimistica di D’Annunzio
Il Notturno, scritto da Gabriele D’Annunzio nel 1916 durante la lunga convalescenza a seguito della ferita all’occhio destro riportata in volo, rappresenta una delle opere più singolari e significative della sua carriera.
Composto su strisce di carta che poteva appena distinguere nella penombra, il libro raccoglie frammenti lirici e meditazioni dal carattere intimo, riflessivo e visionario. In esso, il “vate” superuomo della giovinezza, celebratore di forza e bellezza, lascia spazio a un D’Annunzio più umano e vulnerabile, che guarda alla fragilità del corpo, al dolore e alla morte.
Rispetto alle opere precedenti, segnate da magniloquenza e vitalismo, il Notturno mostra un tono essenziale e spezzato, con frasi brevi e suggestioni poetiche che anticipano tratti della prosa novecentesca. L’esperienza personale (la cecità parziale, la vicinanza della morte, il ricordo dei compagni caduti) diventa spunto per una meditazione universale sul destino umano.
Il libro segna dunque una svolta intimistica nell’opera dannunziana: non più soltanto estetismo e retorica del superuomo, ma ricerca di una voce interiore capace di dialogare con la sofferenza e la finitudine.
Eredità
Considerato da molti critici il “libro più sincero” di D’Annunzio, il Notturno è oggi visto come un’opera di transizione che testimonia il lato nascosto del poeta, contribuendo a ridefinirne la figura non solo come vate, ma come scrittore capace di introspezione e fragilità.
Stato di conservazione
Esemplare in buone condizioni: legatura solida, lieve usura ai piatti, interni ben conservati.
Nota
Opera significativa sia sul piano letterario sia su quello editoriale, particolarmente apprezzata nella versione con xilografie originali di De Carolis.










