INVESTI in Arte, Cultura e Bellezza -> Sconto 18%
, ,

Georg Christoph Kilian – Gibraltar an der Meer-Enge gleiches Nahmens im Königreich Andalusien gelegen

250,00  205,00 

Rara veduta settecentesca di Gibilterra incisa da Georg Christoph Kilian ad Augusta, con descrizione storica bilingue. Esemplare completo con margini, filigrana a grappolo e segni d’epoca ben conservati.

Disponibilità: 1 disponibili

- +

Gibraltar an der Meer-Enge gleiches Nahmens im Königreich Andalusien gelegen
(Gibilterra presso lo stretto omonimo, nel regno di Andalusia)

Incisore: Georg Christoph Kilian – Tecnica: Rame su carta vergata con filigrana a grappolo d’uva
Luogo e data: Augusta (Augsburg), ca. 1740-1760 Dimensioni: Foglio: cm 21,8 × 33 Battuta: cm 16,5 × 26

Descrizione:
Veduta prospettica di Gibilterra incisa all’acquaforte e bulino, con ampio contorno tipografico contenente una dettagliata descrizione storica in lingua tedesca disposta su due colonne. La scena raffigura il promontorio roccioso della Rocca di Gibilterra, sormontato dalla fortezza (“Die Vestung”), la città (“Die Statt”), le fortificazioni costiere, il porto (“Der Haven”) e due navi che solcano lo stretto. La stampa riporta in basso la firma dell’incisore: Georg Christoph Kilian excudit A.V. (Augsburgi Vindelicorum).

Contenuto testuale:
Le due colonne laterali descrivono la storia politica e militare di Gibilterra dalle sue origini leggendarie come “Heraclea” e la conquista musulmana del 711, fino agli eventi più recenti: la conquista da parte dell’ammiraglio olandese Jacob van Heemskerck, la perdita e riconquista sotto il re di Castiglia Sancho nel 1302, e infine la presa inglese del 1704 durante la Guerra di Successione Spagnola da parte delle forze alleate anglo-olandesi a favore di Carlo d’Asburgo contro Filippo V di Borbone.

Filigrana:
Presente e ben visibile, raffigurante un grappolo d’uva composto da nove acini disposti in cerchio. Si tratta di una tipologia diffusa nella carta di fabbricazione tedesca e svizzera del XVIII secolo, compatibile con le officine di stampa di Augusta.

Stato di conservazione:
Buono. Tracce lievi del tempo ai margini, piega centrale da piegatura editoriale, un piccolo foro di tarlo restaurato senza perdita di supporto o immagine. Ottima leggibilità del testo e nitidezza dell’impressione.

Nota iconografica e storica:
Questa veduta non solo documenta lo stato topografico di Gibilterra nella prima metà del Settecento, ma riflette anche il forte interesse tedesco per i teatri della Guerra di Successione Spagnola e per i luoghi strategici del mondo atlantico-mediterraneo. Le opere di Kilian erano spesso destinate a pubblicazioni enciclopediche illustrate o atlanti storici a stampa popolare e colta.

Traduzione dal Tedesco delle 2 colonne di testo

Colonna sinistra:

GIBRALTAR
è una città situata all’ingresso del mare nello stretto omonimo.
Il nome deriva secondo alcuni da Heraclea, e secondo altri dal termine arabo Gebel-Tariff, che significherebbe “Monte di Tariff”. La città sorge su un promontorio roccioso sporgente nel mare, ed è fortificata sia dalla parte della terraferma sia da quella del mare.

Sul punto più alto vi è un castello molto robusto.
La città possiede due bastioni che circondano un porto interno dove possono stare ormeggiate le navi, ma il mare in quel punto è considerato insicuro per via dei banchi di roccia sommersi. Per questa ragione fu costruito, 300 passi più in là, un ponte di legno in mare, per potervi ricorrere in caso di necessità.

Si dice che il mastro costruttore fosse un italiano.

In tempi antichi si chiamava Heraclea.
Nel 711 fu conquistata dai Mori, che le diedero il nome di Gebel-Tariff.
Nel 1302 fu conquistata dal re Sancho di Castiglia, ma dopo 31 anni la città fu di nuovo perduta, quando passò in mano a…

Colonna destra:

…un principe del re di Marocco, che, con un esercito di Mori, la riconquistò.
Egli si proclamò quindi re di Gibilterra e di Algeziras.

Nel 1562, fu nuovamente presa dal re Enrico II, e incorporata nel suo regno.

Nel 1704, le truppe inglesi e olandesi, che sostenevano l’arciduca Carlo d’Austria come legittimo erede della monarchia spagnola, mossero con grande potenza di mezzi via mare e via terra per conquistare questa fortezza.

La città fu presa e occupata, causando una grande perdita per i Borbone.

Maggiori dettagli si possono leggere nelle Relationes (relazioni di guerra).

Torna in alto