Grazio Gianfreda
Otranto nella storia
Nuova edizione aggiornata
Galatina, Editrice Salentina, 1988
Dati editoriali
Galatina, Editrice Salentina, 1988.
Un volume in-8° (cm 17 × 24).
Pagine: 406, (2).
Brossura editoriale figurata con riproduzione di antica veduta topografica di Otranto.
Descrizione fisica e stato di conservazione
Esemplare completo e genuino, con lievi segni del tempo, piegature e piccole abrasioni alla copertina; interno pulito e ben conservato, con qualche traccia d’uso ai margini.
Carta bianca, buona qualità di stampa, numerose illustrazioni fotografiche e riproduzioni di documenti nel testo.
Contenuto principale
Edizione aggiornata e ampliata della fondamentale monografia di Grazio Gianfreda, dedicata alla storia, all’arte e all’archeologia di Otranto, la più orientale delle città italiane e crocevia di civiltà mediterranee.
L’opera copre l’intera parabola storica della città — dalla preistoria alle epoche greca e messapica, dall’età romana e bizantina fino al dominio normanno e aragonese — per poi affrontare la vicenda del martirio del 1480, episodio simbolico dell’identità otrantina.
Ampio spazio è riservato al patrimonio architettonico e monumentale, con particolare attenzione al Castello aragonese, alla Cattedrale con il mosaico di Pantaleone, ai santuari rupestri e ipogei della costa adriatica e al porto antico di Badisco, i cui graffiti paleolitici sono riprodotti e commentati.
Il volume è corredato da una ricca documentazione fotografica e topografica, che accompagna il testo lungo un percorso storico e artistico completo, concepito come guida colta e scientifica insieme.
Apparato iconografico
- Oltre 100 illustrazioni fotografiche in bianco e nero, in gran parte a piena pagina;
- Tavole fuori testo dedicate ai principali monumenti (Castello, Cattedrale, mura, Porto Badisco, ecc.);
- Riproduzioni di mappe e incisioni d’epoca.
Riferimenti e autore
Grazio Gianfreda (Otranto, 1918 – 2009) fu storico, docente e saggista salentino.
Autore di numerose ricerche su Otranto, Castro, Giurdignano e il territorio bizantino dell’Adriatico, unì rigore archivistico e sensibilità umanistica, contribuendo in modo determinante alla riscoperta del patrimonio storico-artistico del Salento.














