Henry III, re di Francia e di Polonia – Ritratto di Enrico III di Valois
Nicolas de Larmessin, firma incisa «De Larmessin Sculp.»; Francia, verosimilmente Parigi, fine del XVII secolo. Incisione a bulino su rame con coloritura coeva e dorature. Dimensioni dell’incisione: mm 230 × 170. Esemplare rifilato, completo della didascalia biografica a stampa e anticamente incollato su foglio; ottima copia.
Il personaggio raffigurato è Enrico III di Valois (1551–1589), identificato inequivocabilmente dalla titolazione «Henry 3ᵉ Roy de France et de Pologne». Il ritratto, firmato lungo la parte inferiore dell’ovale, presenta in alto il numero 61, pertinente alla numerazione della raccolta. Un corrispondente ritratto di Enrico III è documentato nella serie Les augustes représentations de tous les rois de France, riprodotta da un esemplare della Bibliothèque nationale de France e registrata con data 1690: un riferimento coerente con la collocazione dell’opera alla fine del Seicento, pur senza determinare da solo la precisa tiratura di questo foglio. Riferimento iconografico da Gallica.
Il sovrano appare a mezzo busto, leggermente volto verso destra, con lo sguardo rivolto all’osservatore. Il volto affilato, i baffi sottili e la piccola barba appuntita sono descritti con un intaglio minuto, particolarmente efficace nella resa degli occhi e delle ombre. L’orecchino pendente, la gorgiera finemente pieghettata e il copricapo ornato da un grande gioiello restituiscono il gusto ricercato della corte francese del tardo Rinascimento.
La veste azzurra è arricchita da cordoni, ricami, bordure e da un elaborato collare cavalleresco con grande insegna cruciforme, riferibile all’Ordine dello Spirito Santo. Enrico III istituì l’ordine nel dicembre 1578, facendone uno strumento di prestigio della monarchia e di legame fra il sovrano e l’aristocrazia. Il motivo assume quindi un preciso significato politico oltre che decorativo. Musée de l’Armée, sull’istituzione dell’ordine.
L’ovale, dipinto in verde e giallo, è sormontato da un nastro rosso annodato, le cui estremità scendono lateralmente in ampie volute. In basso, un secondo nodo raccorda la cornice al medaglione araldico coronato. Lo stemma richiama la duplice dignità francese e polacca del personaggio, esplicitata anche nel titolo. L’insieme trasforma il ritratto in una piccola celebrazione dinastica, nella quale volto, insegne e araldica concorrono a definire l’identità del sovrano.
Il personaggio e la didascalia. Figlio di Enrico II e Caterina de’ Medici, Enrico III fu eletto al trono polacco nel 1573 e succedette al fratello Carlo IX sul trono di Francia nel 1574. Ultimo sovrano dei Valois, regnò durante una fase drammatica delle guerre di religione, segnata dal confronto fra monarchia, Lega cattolica e partito ugonotto. Ferito da Jacques Clément il 1° agosto 1589, morì il giorno successivo, aprendo la successione a Enrico di Navarra, futuro Enrico IV. Profilo storico di Enrico III.
Il lungo testo inciso, disposto ai lati dello stemma e lungo tutto il piede, ripercorre la nascita del re, l’elezione polacca, il ritorno in Francia, il matrimonio con Luisa di Lorena e gli scontri politici e religiosi del regno. La conclusione, «ainsy finit la maison des Valois», conferisce al foglio il carattere di una pagina di storia illustrata. Le date riportate nell’antica legenda appartengono al documento e non sempre coincidono con la cronologia oggi accolta: il testo conserva anche per questo interesse quale testimonianza della narrazione storica seicentesca.
Qualità dell’incisione e coloritura. Il bulino distingue con precisione le diverse superfici: il reticolo serrato del fondo, i passaggi delicati dell’incarnato, le pieghe della gorgiera e la minuta lavorazione dei gioielli. La coloritura coeva valorizza la composizione attraverso il contrasto fra azzurro della veste, rosso del copricapo e dei nastri, verde della cornice e fondo esterno rosato. Le dorature sottolineano soprattutto cordoni, bordure e ornamenti, conferendo ricchezza alla figura. Il volto e la gorgiera rimangono prevalentemente affidati al segno inciso, conservando una notevole chiarezza.
Stato di conservazione. Ottima copia, con impressione ben leggibile e coloritura di forte presenza decorativa. L’incisione è rifilata e anticamente applicata su un foglio di supporto, come indicato; conserva il ritratto, la firma, il numero di serie, lo stemma e la didascalia biografica. L’antico montaggio documenta la conservazione dell’opera in ambito collezionistico.
Perché è interessante oggi. Riunisce storia francese e polacca, costume rinascimentale e rappresentazione del potere. La firma di Larmessin e l’articolata legenda permettono inoltre di apprezzarla come parte di una galleria storica concepita per trasmettere, attraverso le immagini, la memoria della monarchia.
Perché è un acquisto consapevole. L’interesse dell’esemplare poggia su elementi concreti: autore firmato, soggetto identificato, testo conservato e preziosa finitura cromatica. La rifilatura e l’antica applicazione sono comprese nella valutazione; il principale valore aggiunto risiede nella qualità decorativa di questo specifico esemplare.










