Johannes Jonstonus
Historiae Naturalis de Avibus Libri VI
Amsterdam, Johannes Jacobi fil. Schipper, 1657
In folio (cm 24 × 35,5). Pagine: (12), 160. Legatura in mezza carta marmorizzata nel classico “cartonato d’aspetto”. Antiporta figurata incisa in rame e 62 tavole calcografiche a piena pagina finemente incise, raffiguranti un ricchissimo repertorio ornitologico. Condizione ottima: carte sane e pulite, tavole ben inchiostrate, nitide e in eccellente stato.
Contenuto e valore scientifico
Opera monumentale di Johannes Jonston (1603-1675), medico e naturalista polacco di origine scozzese, che raccolse e sistematizzò l’enorme patrimonio di fonti zoologiche antiche e rinascimentali (Aristotele, Plinio, Aldrovandi, Gesner). Il De Avibus costituisce uno dei sei volumi che compongono la Historiae Naturalis, dedicata all’intero mondo animale.
Le tavole, di grande qualità incisoria, raffigurano rapaci, pavoni, fagiani, ibis, tucani, gufo reale, ma anche specie esotiche allora appena conosciute in Europa. La resa grafica mescola rigore scientifico e gusto ornamentale tipico del barocco.
Approfondimento: pipistrelli e creature fantastiche
Jonston include nella sua classificazione anche i pipistrelli, allora considerati “aves” in quanto animali alati. Prima della sistematica moderna di Linneo, infatti, prevaleva una concezione funzionale: tutto ciò che volava veniva incluso tra gli uccelli.
Accanto alle specie reali, il volume presenta creature mitologiche e leggendarie come la fenice, il grifone e le arpie. Queste tavole non erano un mero esercizio di fantasia, ma un’eredità della tradizione naturalistica antica e medievale: la fenice come simbolo di resurrezione, le arpie come rappresentazione del male e della corruzione, il grifo come emblema di potere e vigilanza.
L’autore: Johannes Jonston (1603-1675)
Nato a Szamotuły, in Polonia, da una famiglia di origine scozzese, Jonston studiò medicina, filosofia e scienze naturali a St Andrews, Cambridge, Leida e Francoforte sull’Oder. Fu medico di corte e consigliere di magnati polacchi e tedeschi, ma soprattutto erudito enciclopedico.
La sua Historiae Naturalis (Amsterdam, 1650-1657) in sei volumi illustrati divenne uno dei più ampi compendi scientifici del Seicento, tradotto in varie lingue e ristampato più volte. Pur non essendo uno scienziato sperimentale, Jonston ebbe un ruolo fondamentale nel sistematizzare le conoscenze disponibili e nel diffonderle attraverso un’opera di grande prestigio editoriale.
Edizioni e ristampe
La Historiae Naturalis fu pubblicata per la prima volta ad Amsterdam tra il 1650 e il 1657 dall’editore Johannes Jacobi Schipper, in sei volumi tematici: quadrupedi, pesci, uccelli, insetti, anfibi e serpenti. Il De Avibus (1657) rappresenta il quinto volume della serie ed è tra i più ricercati per la ricchezza iconografica.
Le ristampe più tarde, specialmente quelle settecentesche, presentano spesso una qualità di incisione e carta inferiore. Per questo, le prime edizioni di Amsterdam sono le più pregiate.
Approfondimento artistico: gli incisori
Le splendide 62 tavole calcografiche che corredano il volume furono affidate a incisori attivi tra Amsterdam e Francoforte, molti dei quali avevano già collaborato alle grandi enciclopedie naturalistiche precedenti (Gesner, Aldrovandi).
In particolare, si riconosce l’influenza della bottega di Matthäus Merian il Giovane (1593-1650), erede della celebre officina calcografica di Basilea e Francoforte, le cui matrici e stile incisorio furono utilizzati e ripresi nelle tavole jonstoniane.
L’abilità degli incisori si esprime nella resa minuziosa del piumaggio, nella postura naturalistica degli animali e nella costruzione di tavole che uniscono scientificità descrittiva e gusto ornamentale barocco, qualità che fecero della Historiae Naturalis non solo un compendio zoologico, ma anche un’opera d’arte editoriale.
Rarità e importanza collezionistica
Esemplare completo e ben conservato di una delle più importanti sintesi enciclopediche del XVII secolo, che coniuga valore naturalistico, iconografico e artistico. La tua copia del 1657, con le incisioni nitide e integre, rappresenta una testimonianza preziosa della scienza e dell’arte editoriale barocca europea.




























