Giuseppe Alberigo, Agostino Borromeo, Enrico Cattaneo, Filippo Maria Ferro, Davide Maria Turoldo
Il grande Borromeo tra storia e fede
Milano, Cariplo – Federico Motta Editore, 1984.
Descrizione fisica
- Formato: in-folio (cm 27 x 30).
- Pagine: 336.
- Legatura: cartone editoriale telato rosso, con impressione stilizzata del Borromeo al piatto superiore; titolo in oro al piatto e al dorso; sovraccoperta illustrata a colori.
- Cofanetto: originale, presente.
- Illustrazioni: ricchissimo apparato iconografico a colori e in bianco e nero; fogli di guardia illustrati in bianco e marrone.
- Edizione: prima edizione, 1984.
- Condizioni: esemplare in stato di perfetto.
Contenuto
Volume collettaneo di grande respiro dedicato a San Carlo Borromeo (1538–1584), cardinale e arcivescovo di Milano, figura cardine della Controriforma e protagonista della vita religiosa e politica europea del Cinquecento.
- Saggi critici di Alberigo, Borromeo, Cattaneo, Ferro, Turoldo:
- La dimensione spirituale e pastorale del santo.
- Il governo della diocesi di Milano e l’opera riformatrice.
- Il contributo al Concilio di Trento.
- La ricezione della sua figura tra devozione popolare, agiografia e storiografia.
- Sezione iconografica: documenti, ritratti, manoscritti e opere d’arte legate alla memoria borromaica.
Nota critica
Il volume si inserisce nella collana di monografie storico-artistiche curate da Cariplo e pubblicate da Motta negli anni Ottanta, contraddistinte da apparati iconografici sontuosi e alta qualità editoriale. Rimane un testo di riferimento per lo studio di San Carlo Borromeo, presentato in una prospettiva che intreccia storia, fede e arte.
Nota storica su San Carlo Borromeo
San Carlo Borromeo (1538–1584), nipote di papa Pio IV, divenne cardinale giovanissimo e nel 1564 arcivescovo di Milano, una delle diocesi più vaste e prestigiose della cristianità. La sua figura si lega indissolubilmente al Concilio di Trento, di cui fu protagonista nell’attuazione delle riforme.
- Riforma pastorale e disciplinare: introdusse visite pastorali capillari, sinodi diocesani e provinciali, fondazione di seminari per la formazione del clero.
- Attività caritativa e sociale: si distinse durante la carestia del 1570 e la peste del 1576–77, assistendo personalmente i malati e diventando simbolo di dedizione e sacrificio.
- Rinnovamento religioso e artistico: promosse un’arte sacra sobria e didascalica, al servizio della catechesi, contribuendo a definire lo stile della Milano post-tridentina.
- Eredità storica: canonizzato nel 1610, fu assunto a modello di vescovo riformatore in tutta Europa; la sua figura rimane tra le più emblematiche del cattolicesimo moderno.
Il suo nome è strettamente legato alla storia di Milano, di cui è patrono, e alla costruzione di una nuova identità religiosa e civile della città. La sua azione ha lasciato una traccia profonda nell’organizzazione ecclesiastica, nella pietà popolare e nell’arte sacra del tardo Rinascimento.












