Il mito di Fetonte nel palazzo di Helios da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 21, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.
Raffinata incisione manierista appartenente alla celebre serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio, raffigurante il drammatico momento in cui Fetonte compare nel palazzo del Sole per chiedere al padre Helios il privilegio di guidare il carro solare. La scena anticipa uno degli episodi più tragici e simbolici dell’intera mitologia classica: l’ambizione del giovane mortale destinata a provocare il disordine cosmico e infine la sua rovina.
La composizione si sviluppa all’interno di una fastosa architettura classicheggiante, popolata da figure divine e personificazioni allegoriche. Al centro Helios, riconoscibile dalla corona raggiata e dall’atteggiamento solenne, è circondato dalla corte celeste, mentre Fetonte compare inginocchiato sulla sinistra in atteggiamento supplice. La scena è costruita con una teatralità tipicamente manierista: anatomie potenti, panneggi vorticosi e un fitto tratteggio che dona volume e tensione emotiva all’insieme.
Di particolare interesse iconografico sono i numerosi dettagli simbolici disseminati nella tavola: il leone, l’aquila e le figure zodiacali alludono al dominio cosmico del Sole, mentre l’ambiente architettonico trasforma il mito antico in una sorta di corte imperiale rinascimentale. La tavola costituisce uno dei momenti narrativi centrali dell’intera serie dedicata a Fetonte, poiché rappresenta l’istante in cui il desiderio umano supera il limite imposto dagli dèi.
Iscrizione:
“Scita petit Phaëton Eois fulsta columnis,
Tecta, patris SOLIS regna beata sui.
Judiciumq[ue] rogat malesuadaq[ue] stimulantis ardor,
Nescius heu saevit quanta pericla sibi.”
Traduzione:
“Il celebre Fetonte raggiunge le dimore orientali
e il beato regno del padre Sole.
Chiede il giudizio paterno, mentre l’ardore ingannatore lo sprona,
ignaro, ahimè, di quante sciagure stia preparando a sé stesso.”
Incisione attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius oppure eseguita da un incisore anonimo su suo disegno, realizzata intorno al 1589 come parte della serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio e ristampata nei decenni successivi; il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano impressa in lastra la data 1590 o 1615.
Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Carta vergata antica con filigrana coeva a conferma dell’originalità. Esemplare in buona conservazione generale con normali tracce del tempo e leggere ondulazioni marginali.











