Il mito di Nettuno e Coronide da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 33, Anno 1615
Tavola 33 dalla serie delle Metamorfosi di Ovidio
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.
Suggestiva incisione manierista tratta dalla celebre serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio, raffigurante il drammatico episodio della ninfa Coronide inseguita da Nettuno lungo la riva del mare. Nel momento culminante della scena, la giovane invoca soccorso divino per sfuggire alla violenza del dio e viene trasformata in un uccello marino, identificato tradizionalmente con il corvo o con una creatura affine alle acque costiere.
La composizione è dominata dalla poderosa figura di Nettuno, riconoscibile dal tridente e dall’imponente mantello agitato dal vento, mentre emerge con forza titanica dalla battigia. Coronide appare invece già nel pieno della metamorfosi: il corpo femminile conserva ancora grazia umana, ma una grande ala scura sostituisce il braccio, annunciando la definitiva trasformazione. Sullo sfondo si apre un paesaggio marino animato da navi in tempesta e onde increspate, elemento che amplifica la tensione narrativa e la presenza del dio del mare.
L’opera mostra pienamente la cultura figurativa della cerchia di Hendrick Goltzius: anatomie scolpite, movimento vorticoso dei panneggi, raffinati contrasti luministici e un tratteggio fittissimo che conferisce profondità atmosferica e drammaticità teatrale. Particolarmente efficace il contrasto simbolico tra la brutalità del dio e l’elevazione aerea della ninfa che fugge verso una nuova natura.
Iscrizione:
“Virgo Tridentifero placuit sub littore visa,
Basia et amplexus sed fugit illa Dei.
Implorans Superos sublimis in aëra fertur,
Moxque recens cornix nubila summa petit.”
Traduzione:
“La vergine piacque al dio dal tridente, vista sulla riva del mare,
ma ella sfuggì ai baci e agli abbracci del dio.
Invocando gli dèi superiori fu innalzata nell’aria,
e subito, divenuta corvo, cercò le più alte nubi.”
Incisione attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius o realizzata da un incisore anonimo su suo disegno, eseguita intorno al 1589 come parte della serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio e ristampata nei decenni successivi; il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano impressa in lastra la data 1615.
Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Carta vergata antica con filigrana coeva a conferma dell’originalità. Esemplare in buona conservazione generale con fisiologici segni del tempo e leggere ondulazioni della carta.








