Jones, Owen
Grammaire de l’ornement. Illustrée d’exemples pris de divers styles d’ornement. Cent douze planches
Londres, Day and Son, Limited, 1865
Paris, chez Cagnon, Rue de l’Est 39
Grande volume in folio di cm 34,5 x 25, pubblicato a Londra da Day and Son, Limited nel 1865, con frontespizio in francese e distribuzione parigina presso Cagnon. L’opera è la celebre versione francese della Grammar of Ornament di Owen Jones, uno dei più importanti repertori ottocenteschi dedicati alla storia, alla teoria e alla pratica dell’ornamento nelle arti decorative, nell’architettura, nella decorazione murale, nella miniatura, nei tessuti, nei mosaici, nei manufatti orientali e occidentali.
L’esemplare si presenta in magnifica legatura editoriale di lusso in piena tela/pelle rossa decorata, con grande pannello dorato al piatto anteriore recante il titolo Grammaire de l’Ornement e un ricco motivo ornamentale di gusto storicista e floreale. Lo stesso impianto decorativo è ripreso al dorso, con titolo dorato, nome dell’autore, data 1865 e motivi verticali ispirati alla grammatica ornamentale dell’opera. Il piatto posteriore reca il medesimo disegno impresso a secco. Tutti i tagli sono dorati. La legatura, di forte impatto visivo, è parte integrante del fascino collezionistico del volume: non semplice contenitore, ma vera dichiarazione estetica coerente con il contenuto.
L’opera consta di 162 pagine di testo e di un eccezionale apparato iconografico composto da 112 tavole cromolitografiche a colori, tutte protette da velina, come dichiarato al frontespizio (“Cent douze planches”). Questo straordinario corpus illustrativo costituisce il vero cuore dell’opera e rappresenta uno dei più ambiziosi repertori ornamentali mai realizzati nel XIX secolo. Le tavole documentano con straordinaria precisione motivi decorativi provenienti dalle principali civiltà del mondo antico e moderno, offrendo un panorama comparativo che spazia dall’Egitto faraonico all’arte greca e romana, dall’ornamentazione islamica ai manoscritti medievali, dal Rinascimento europeo alle arti dell’India, della Persia e della Cina. La qualità della stampa cromolitografica, affidata ai celebri stabilimenti Day & Son di Londra, restituisce con eccezionale fedeltà la ricchezza dei colori originali, facendo di questo volume non soltanto un fondamentale strumento di studio, ma anche una delle più spettacolari realizzazioni dell’editoria artistica ottocentesca.
Owen Jones fu architetto, decoratore, teorico del colore e figura centrale nella cultura visiva vittoriana. La sua Grammar of Ornament, pubblicata originariamente nel 1856, ebbe un’influenza enorme sulla formazione di architetti, decoratori, disegnatori industriali, artigiani, progettisti tessili e artisti applicati. Il suo intento non era semplicemente raccogliere ornamenti antichi, ma costruire una vera grammatica visiva: individuare leggi di proporzione, ritmo, simmetria, colore, ripetizione, stilizzazione e armonia, così da offrire agli artisti moderni non un repertorio da copiare passivamente, ma un metodo per creare ornamenti nuovi fondati sullo studio dei modelli storici.
Le tavole documentano ornamenti di tribù cosiddette “primitive”, ornamenti egizi, assiri e persiani, greci, romani, bizantini, arabi, moreschi, turchi, persiani, indiani, cinesi, celtici, medievali, rinascimentali, elisabettiani, italiani, manoscritti miniati, tessuti, piastrelle, soffitti, cornici, bordure, capitelli, decorazioni architettoniche e motivi vegetali. Dalle immagini allegate emergono con forza alcune sezioni particolarmente affascinanti: la tavola degli ornamenti egizi, con fasce geometriche policrome in rosso, blu, verde, bianco e giallo; la tavola “Indian n° 2”, ricca di motivi tessili, bordure floreali, frange e campiture decorative; la tavola dei manoscritti miniati, con intrecci gotici, racemi, iniziali ornate e colori vivacissimi; la tavola rinascimentale, costruita come un grande rosone decorativo, con partiture concentriche, grottesche, arabeschi e motivi policromi.
Particolarmente importante è anche l’immagine del “sommaire de l’ornement”, una sorta di manifesto grafico dell’opera, dove il titolo è inserito entro un’elaborata cornice neogotica a racemi e foglie d’acanto, con lettere ornamentali e una composizione che riassume la vocazione didattica e decorativa del volume. Questo tipo di tavola mostra bene il passaggio dall’ornamento come repertorio antiquario all’ornamento come linguaggio progettuale moderno.
La sezione “Liste des planches” visibile nelle immagini permette di apprezzare la struttura sistematica dell’opera. I capitoli iniziali sono dedicati agli ornamenti di tribù selvagge, agli ornamenti egizi, agli assiri e persiani, ai greci; seguono poi le altre grandi famiglie storiche e geografiche. Jones procede per confronto: studia il loto e il papiro egizi, le cornici, i motivi geometrici dei soffitti, i fregi, i vasi, i templi, i sepolcri, le superfici architettoniche e gli oggetti d’uso. Ogni civiltà viene letta come portatrice di un principio ornamentale specifico, non come semplice curiosità archeologica.
Il pregio dell’opera risiede anche nella qualità della stampa. Day and Son furono tra i grandi protagonisti della cromolitografia inglese dell’Ottocento. Le tavole della Grammaire de l’ornement richiedevano una resa tecnica complessa: colori piatti ma intensi, sovrapposizioni controllate, registrazione precisa, equilibrio tra linea e campitura. Il risultato, ancora oggi, ha una forza decorativa straordinaria. Le tavole non sono soltanto illustrazioni: sono strumenti di studio, modelli per l’insegnamento artistico e oggetti estetici autonomi.
Dal punto di vista storico, questa edizione francese del 1865 si colloca in un momento decisivo per la diffusione internazionale del pensiero di Jones. La cultura europea della seconda metà dell’Ottocento era attraversata dal problema del rapporto tra arte, industria e ornamento. Le esposizioni universali, le scuole di arti applicate, la produzione seriale di stoffe, carte da parati, ceramiche, mobili, ferri battuti e decorazioni architettoniche resero necessario un linguaggio ornamentale moderno ma fondato su regole solide. La Grammaire de l’ornement rispose precisamente a questa esigenza.
Lo stato di conservazione è dichiarato ottimo, da grande collezione. Le immagini confermano un esemplare di forte presenza scenica, con legatura molto ben conservata, dorature ancora vive, piatti decorati, dorso leggibile, tagli dorati e tavole fresche, brillanti e protette. Minime fioriture o tracce del tempo, fisiologiche per un volume di tale formato e natura, non ne compromettono l’elevato valore estetico e bibliografico.
Perché è interessante oggi
È un’opera fondamentale per chi studia arti decorative, architettura, design, grafica, tessili, decorazione murale, storia del colore e cultura visiva ottocentesca. La sua modernità è sorprendente: Jones non invita a copiare il passato, ma a comprenderne le regole per progettare forme nuove. Per questo resta un libro vivo, ancora oggi consultabile da designer, artisti, decoratori, architetti e collezionisti.
Perché è un acquisto consapevole
L’esemplare unisce tre elementi decisivi: importanza storica dell’opera, ricchezza cromolitografica delle tavole e legatura editoriale di lusso. È un volume di grande impatto visivo, completo nella sua funzione di repertorio ornamentale e particolarmente adatto sia a una biblioteca specialistica sia a una collezione di libri illustrati dell’Ottocento. La qualità conservativa e la presenza delle veline ne rafforzano ulteriormente l’interesse.




























