La Bella ed il Mostro Pop-up esagonale multilivello
Barcellona, Sociedad Anónima de Ediciones.
Esclusiva per l’Italia: Antonio Vallardi, 1951
Dati editoriali
Titolo: La Bella ed il Mostro. Editore originale: Sociedad Anónima de Ediciones, Barcellona. Edizione per l’Italia: Antonio Vallardi, Milano – 1951. Copyright: Manen, 1951. Tecnica: Scenografie tridimensionali multilivello (strati multipli sagomati) con struttura a esagono apribile. Dimensioni: cm 19,5 × 24
Descrizione fisica
Magnifico volume pop-up semi-rigido che, una volta aperto completamente, si dispiega in una complessa struttura esagonale, rivelando sei scenari teatrali tridimensionali ad altissima resa cromatica. Ogni scena è formata da più livelli sovrapposti di cartoncino colorato, sagomati e inseriti in profondità prospettiche, arricchite da cornici ornamentali dorate in stile neobarocco. Le tavole illustrano i momenti fondamentali della fiaba: l’incontro del mercante con il Mostro, la vita nel castello, Orsina filatrice nella sua stanza, il porto, il bosco innevato e la trasformazione finale del Mostro in Principe. La struttura, vista dall’alto, rivela un perfetto sistema architettonico “a stella” che permette la visione continua delle sei finestre sceniche, rendendo il libro un vero oggetto da esposizione.
Contenuto
Il volume presenta una versione italiana della fiaba La Bella e la Bestia, con testo narrativo disposto lungo il bordo inferiore di ciascuna scena. La traduzione adotta un registro semplice e poetico, pensato per il pubblico infantile degli anni Cinquanta. L’impianto visivo, tuttavia, ha un carattere decisamente collezionistico: dettagli minuziosi, colori saturi, ambientazioni gotiche e una cura scenografica tipica della produzione spagnola del dopoguerra.
Apparato iconografico
L’iconografia è il vero cuore dell’opera: gli illustratori della Sociedad Anónima de Ediciones – attivi nei primi anni Cinquanta e specializzati in libri teatrino e pop-up – lavoravano con tecniche cromolitografiche di grande impatto visivo. Le scene sono caratterizzate da giochi di profondità, trasparenze interne, sovrapposizioni prospettiche e fondali pittorici ricchi di elementi architettonici, boschi innevati, sale principesche e porti animati. L’effetto scenico è decisamente marcatissimo: l’oggetto è più vicino al “teatro di carta” collezionistico che al libro per l’infanzia d’uso comune.
Storia editoriale e collocazione nel panorama dei libri animati
Questo volume appartiene alla più pregiata produzione di libri animati spagnoli del secondo dopoguerra, in particolare all’attività dello stabilimento grafico Manen, fra i maggiori produttori di pop-up d’Europa negli anni ’40–’50. Le edizioni italiane Vallardi derivavano direttamente dai modelli spagnoli, mantenendo intatta la qualità delle scenografie e la struttura meccanica a più strati. Si tratta di opere destinate più al dono e all’esposizione che all’uso scolastico, e oggi costituiscono una delle tipologie di “teatrini cartacei” più ricercate dai collezionisti internazionali di libri animati.
Provenienza
Cartiglio editoriale originale sul retro, con indicazione di esclusiva per l’Italia (Antonio Vallardi) e copyright Manen, 1951.
Nessun segno di appartenenza rilevante.
Stato di conservazione
Ottima copia: scenari completi, colori luminosi, livelli integri senza mancanze, struttura esagonale perfettamente apribile e stabile. Minime tracce d’uso ai bordi della coperta e qualche lieve segno del tempo alle giunture interne, fisiologico per questa tipologia di oggetti tridimensionali. Esemplare ben superiore alla media di quelli reperibili sul mercato.
Note sulla storia dei pop-up spagnoli della metà del ’900
I libri pop-up spagnoli della metà del ’900 rappresentano uno dei capitoli più affascinanti della produzione cartotecnica europea: tra gli anni ’40 e ’60, soprattutto a Barcellona, operarono officine altamente specializzate – come la Manen e altri laboratori collegati alla Sociedad Anónima de Ediciones – che unirono tecniche tradizionali di fustellatura e montaggio manuale a un gusto illustrativo ricco e teatrale. Questi volumi, spesso destinati sia all’esportazione sia a edizioni in esclusiva per importanti editori stranieri (in Italia soprattutto Vallardi), erano caratterizzati da complessi scenari tridimensionali multilivello, un uso intensivo del colore e un’impostazione narrativa che trasformava la fiaba in un vero “teatrino meccanico”. La tiratura limitata, la fragilità strutturale e la finezza artigianale rendono oggi questi pop-up spagnoli oggetti di grande rarità, molto ricercati dai collezionisti internazionali per il loro valore estetico e storico.






















