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L’Arpa d’un Italo- Albanese

150,00

La fortuna letteraria non è stata favorevole a P. Leonardo de Martino Da Greci, che pure fu maestro di poeti. E sarebbe il caso di dare il giusto merito a questo autore, che ha trovato il motivo ispiratore del suo canto nella fede cristiana e nell’amore per le sue antiche origini albanesi. E’ difficile reperire i libri scritti da Leonardo de Martino. Il catalogo unico delle biblioteche italiane riporta solo 17 opere, e per la maggior parte custodite nella biblioteca di Casa Carducci a Bologna.

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P. Leonardo De Martino Da Greci
L’Arpa d’un Italo- Albanese

Venezia, Tipografia dell’Ancora, 1881

Volume in 16° (cm. 13,5 x 20), pagine 440, (2), finalini e numerose testatine tra le quali molto belle quelle che impreziosiscono la Via Crucis, trattasi di rarissima per non dire introvabile prima edizione per questo poeta arbëresh. Legatura moderna in mezza tela e carte marmorizzate ai piatti, all’interno conservate le brossure editoriali originali, pagine interne esenti da fioriture; si segnala solo che alle ultime pagine sono presenti alcuni minuscoli tarli che non pregiudicano il testo, resta buona copia.

Le comunità arbëreshe (ossia gli albanesi d’Italia, detti anche italo-albanesi sono la minoranza etno-linguistica albanese storicamente stanziata in Italia meridionale e insulare), mostrano un’antica coscienza della loro identità linguistica e culturale, che trova espressione nell’operosità di molti intellettuali fin dal XVI secolo. Il Collegio Corsini di S. Benedetto Ullano (1732), poi trasferito al Collegio S.Adriano a S.Demetrio Corone (1794), e il seminario greco-albanese di Palermo (1734) ebbero un ruolo fondamentale nella formazione non solo del clero ma anche degli intellettuali arbëreshë. Raccogliendo le sollecitazioni della cultura europea del XVIII secolo, filtrate dall’ambiente napoletano, l’impegno culturale dei Collegi crea i presupposti per la militanza degli intellettuali arbëreshë all’interno del movimento risorgimentale italiano, come Pasquale Scura e Luigi Giura, ministri del governo di Garibaldi, Agesilao Milano, Attanasio Dramis, Francesco Crispi. L’autore più rappresentativo di questa coscienza nazionale riscoperta e ritrovata è Girolamo De Rada, nato a Macchia Albanese, frazione di San Demetrio Corone nel 1814 ed ivi morto nel 1903. Nella nutrita schiera di intellettuali italo-albanesi, che nei secoli XIX e XX   si sono impegnati per la conservazione dell’entità linguista e culturale della loro terra di origine nella, va annoverato un illustre poeta e scrittore nato a Greci in provincia di Avellino, Leonardo De Martino ” Poeta italo-albanese di origine italiana, trascorse quarant’anni della sua vita (1865-1903) a Shkoder (Scutari) e nella Malcija. Padre francescano, fondò a Shkoder, con l’appoggio di Francesco Crispi che lo teneva in grande considerazione, la scuola delle suore stimmatine e quella delle francescane. Fu inoltre segretario di Prenk Pascià e maestro del figlio di quest’ultimo. Il nome di Leonardo de Martino è legato all’opera L’Arpa d’un Italo-Albanese (1881), raccolta di poesie composte parte in italiano, parte in albanese, di diretta ispirazione manzoniana. Il volume comprende inni sacri, parafrasi del Pater noster, del Salve regina, un commento del decalogo, poesie d’occasione e un dramma sacro, primo del genere scritto in albanese. Poeta di non grande estro ma abile costruttore di versi forbiti, fu maestro di Ndre Mjedia (1866- 1937) e di Gjergj Fishta (1871-1940)”; il primo, un padre gesuita, fu poeta e scrittore modello di prosa della letteratura albanese, il secondo, francescano, poeta scrittore e uomo politico, autore, tra l’altro, del poema epico-lirico Lahuta e Macis (Il liuto della montagna) del 1937.

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