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Le Eliadi trasformate in pioppi e Cicno mutato in cigno da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 24, Anno 1615

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Le sorelle di Fetonte si trasformano lentamente in pioppi mentre piangono il fratello caduto dal cielo. Accanto a loro, Cicno assume le sembianze di un candido cigno simbolo del lutto eterno. Suggestiva incisione manierista attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius

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Le Eliadi trasformate in pioppi e Cicno mutato in cigno da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 24, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.

Raffinata incisione manierista appartenente alla celebre serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio, raffigurante uno degli episodi più poetici e malinconici del mito di Fetonte. Dopo la tragica caduta del giovane fulminato da Giove per aver tentato di guidare il carro del Sole, le sue sorelle — le Eliadi — vengono trasformate in pioppi mentre piangono disperatamente sulle rive del fiume Eridano; contemporaneamente l’amico Cicno si tramuta in cigno, simbolo eterno del dolore e del canto funebre.

La composizione mostra con grande efficacia teatrale le figure femminili nell’atto della metamorfosi: le braccia si allungano in rami, le dita si coprono di foglie e i corpi sembrano fondersi lentamente con la natura circostante. Sulla destra compare il grande cigno bianco, evocazione di Cicno, mentre sullo sfondo si apre un paesaggio idealizzato di gusto nordico.

L’opera riflette pienamente il linguaggio del manierismo fiammingo influenzato da Hendrick Goltzius: anatomie eleganti e tese, panneggi movimentati, forte dinamismo compositivo e un tratteggio finissimo che costruisce volume e profondità con virtuosismo tecnico straordinario. Particolarmente suggestivo il contrasto tra il dramma umano e la quiete del paesaggio, che amplifica il senso di malinconia della scena.

Iscrizione:
“Excipit Eridanus Phaetonta trementibus undis
Fulmineo excussum Iovis igne rotis.

Deflerunt tumulum Clymene, Heliadesque sorores
Quas Dryas populea fronde tegente gerunt.”

Traduzione:
“L’Eridano accolse Fetonte nelle sue acque tremanti,
scagliato giù dal fulmineo fuoco del carro di Giove.

Climene e le Eliadi piansero la sua tomba,
finché le ninfe le videro rivestirsi di fronde di pioppo.”

Incisione attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius o realizzata da un incisore anonimo su suo disegno, eseguita intorno al 1589 come parte della serie ovidiana e ristampata nei decenni successivi; il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano in lastra la data 1615.

Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Carta vergata antica con filigrana coeva a conferma dell’originalità. Esemplare in buona conservazione generale, con usuali lievi tracce del tempo.

 

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