L’Eroica. Rassegna Italiana di Ettore Cozzani
Quaderno 185 – Gennaio 1934
Pubblicazione in grande formato (cm 34 × 25), composta da 54 pagine, edita a Milano nel gennaio 1934 (Anno XXII–XXIII della rivista) sotto la direzione di Ettore Cozzani e stampata da Artiodoro Benedetti a Pescia (Toscana). L’esemplare è conservato nella brossura editoriale originale ed è in stato di nuovo, non rifilato, condizione di assoluta rilevanza per il collezionismo della rivista.
La copertina, impressa a colori, è opera dello scultore Publio Morbiducci e raffigura una sua scultura, riproposta anche all’interno in tavola a piena pagina. Il fascicolo assume un carattere fortemente monografico, interamente incentrato sull’opera plastica di Morbiducci, figura di primo piano della scultura italiana del Novecento, attiva tra monumentalità celebrativa e sensibilità classica rivisitata in chiave moderna.
Il nucleo iconografico del quaderno è costituito da dodici tavole fotoincise fuori testo, dedicate alle principali opere dello scultore, tra cui sculture, monumenti e medaglie, documentate con particolare attenzione alla resa plastica e volumetrica. Tra i soggetti rappresentati figurano lavori di carattere monumentale e commemorativo, come i monumenti ai Caduti e al Bersagliere, accanto a opere di più intima ispirazione, quali La fanciulla e lo spino e la Madonna, offrendo un quadro ampio e coerente della produzione dell’artista.
Il sommario è arricchito da contributi letterari e critici di rilievo, tra cui testi di Giorgio Cicogna, Ottavia Talmone, Beatrice Serra e Luigi Leoncini, oltre a un intervento critico dedicato allo stesso Morbiducci, che contribuisce a inquadrare storicamente e artisticamente l’opera illustrata. L’insieme conferma l’impostazione de L’Eroica negli anni Trenta come luogo privilegiato di dialogo tra arti visive, letteratura e riflessione critica.
Dal punto di vista editoriale, il quaderno 185 si colloca tra i numeri più solidi e rappresentativi della fase tarda della rivista, distinguendosi per l’alta qualità delle riproduzioni, la centralità di un grande protagonista della scultura italiana e l’eccellente stato di conservazione dell’esemplare.
















