L’EROICA. Rassegna Italiana di Ettore Cozzani
Quaderno 194 – Ottobre 1934
Direzione: Ettore Cozzani Luogo di pubblicazione: Milano Anno: XXII–XXIII
Dati editoriali e descrizione fisica
Pubblicazione in formato cm 34 × 25, pagine 32.
Brossura originale con copertina xilografica a colori firmata da Remo Branca, titolo Bellezza sarda; la stessa immagine è riprodotta in bianco e nero alla prima pagina interna. Numero singolo 194, stampato su carta di buona qualità, completo e non rifilato. Stato di conservazione: ottimo, con minimi e fisiologici segni del tempo ai margini.
Contenuto e apparato iconografico
Il fascicolo prosegue la forte attenzione de L’Eroica verso la grafica originale e il dialogo tra arti figurative, letteratura e architettura contemporanea.
Xilografie originali:
- Remo Branca – Bellezza sarda (copertina)
- Aldo Patocchi – Tulipani rossi
- Nino Finamore – Ragazzo, Vecchia
Inserto fotografico fuori testo:
Sezione dedicata al Concorso Nazionale per il Palazzo Littorio in Roma, con immagini architettoniche e progettuali, tra cui proposte di Adalberto Libera e vedute attribuite agli architetti Petrucci e Muratori, documento di grande interesse per la storia dell’architettura razionalista italiana.
Brevi profili degli artisti
Remo Branca (Tempio Pausania, 1897 – Roma, 1988)
Figura centrale dell’arte sarda del Novecento, incisore e pittore di forte impronta espressionista. Le sue xilografie uniscono sintesi formale e profonda adesione al mondo popolare e arcaico della Sardegna. Collaboratore assiduo de L’Eroica, ne incarna pienamente l’ideale grafico e identitario.
Aldo Patocchi (Riva del Garda, 1907 – 1986)
Tra i più raffinati xilografi italiani del XX secolo. Il suo segno, nitido ed elegante, fonde tradizione incisoria nordica e sensibilità moderna. In Tulipani rossi emerge la sua capacità di trasfigurare il dato naturale in costruzione ritmica e decorativa.
Nino Finamore (attivo anni Trenta)
Artista legato alla grafica d’autore e alla xilografia narrativa. Le sue immagini, spesso di carattere intimista o popolare, mostrano un segno saldo e una particolare attenzione al volto umano e alla quotidianità.
















