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L’Eroica. Rassegna Italiana di Ettore Cozzani – Quaderno doppio 149–150, Gennaio–Febbraio 1931

180,00  147,60 

Numero doppio di grande rilievo iconografico, interamente dedicato alla pittura di Pietro Gaudenzi. Le ventitré tavole fotografiche fuori testo costituiscono un corpus organico e raro all’interno della serie de L’Eroica. Fascicolo particolarmente apprezzato da collezionisti e studiosi dell’arte italiana del primo Novecento.

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L’Eroica. Rassegna Italiana di Ettore Cozzani  

Quaderno doppio 149–150, Gennaio–Febbraio 1931

Milano, Casella Postale 1155, 1931.

Descrizione fisica

Pubblicazione in grande formato (cm 34 × 25), pagine 78.
Brossura editoriale originale con copertina illustrata a colori di Vittorio Di Colbertaldo, raffigurante S. Zeno di Verona.
Numero doppio 149–150, completo di una tavola fuori testo riproducente la copertina e di ventitré tavole fotografiche fuori testo, dedicate a opere di Pietro Gaudenzi.
Piccolo strappo marginale alla copertina, restaurato; per il resto esemplare in stato di nuovo non rifilato.

Contenuto

Il quaderno si configura come un numero di forte coerenza iconografica, concepito come ampia presentazione dell’opera pittorica di Pietro Gaudenzi, cui è riservato l’intero apparato figurativo fuori testo. Le ventitré tavole fotografiche riproducono dipinti appartenenti in larga parte al ciclo de Lo Sposalizio, con soggetti quali Gli sposi, La vergine serena, Una giovane madre, insieme ad altre composizioni improntate a una severa e raccolta spiritualità.

I testi che accompagnano il fascicolo si inseriscono nel consueto impianto de L’Eroica, dove riflessione letteraria, attenzione al sacro e valorizzazione dell’arte contemporanea italiana concorrono a costruire un percorso unitario, volto a esaltare una figurazione essenziale, silenziosa e moralmente impegnata.

La rivista “L’Eroica”

Fondata nel 1911, L’Eroica rappresenta una delle esperienze editoriali più significative del primo Novecento italiano. Sotto la direzione di Ettore Cozzani, la rivista si distingue per la qualità tipografica e per l’uso sistematico di immagini originali o di riproduzioni di alta qualità, considerate parte integrante del progetto culturale.
All’inizio degli anni Trenta, periodo cui appartiene il presente quaderno, L’Eroica consolida una linea orientata verso l’arte sacra, la tradizione figurativa italiana e una visione etica dell’espressione artistica, privilegiando numeri doppi di forte unità tematica.

Ettore Cozzani

Scrittore, poeta e animatore culturale, Ettore Cozzani fu il principale artefice dell’identità de L’Eroica. Attraverso la rivista promosse un’idea dell’arte come veicolo di valori spirituali e civili, opponendosi alle derive puramente decorative o sperimentali. La sua attenzione verso artisti come Pietro Gaudenzi risponde alla volontà di sostenere una pittura solida, raccolta e profondamente radicata nella tradizione italiana.

Pietro Gaudenzi

Pietro Gaudenzi (1880–1955) trova in questo quaderno una delle più ampie e coerenti presentazioni all’interno de L’Eroica. La sua pittura, caratterizzata da volumi compatti, cromie attenuate e un’intensa concentrazione espressiva, si concentra sui temi della maternità, del matrimonio e della sacralità della vita quotidiana.

Il ciclo de Lo Sposalizio, ampiamente documentato dalle tavole qui riprodotte, rappresenta uno dei vertici della sua ricerca: le figure, isolate in spazi essenziali, sono caricate di un valore simbolico e spirituale che trascende l’episodio narrativo. La centralità accordata a Gaudenzi in questo numero conferma il ruolo di primo piano che l’artista rivestì nel progetto estetico e morale promosso da Cozzani.

Vittorio Di Colbertaldo

Forlì, 14/03/1902 – Verona, 02/07/1979

Nasce a Forlì il 14 marzo 1902 da una nobile famiglia di Bassano trasferita a Verona, città dove trascorre la propria giovinezza e compie gli studi con la maturità classica ottenuta al liceo Maffei, e presso l’Accademia di belle arti Cignaroli. Ottiene le prime committenze con monumenti funebri visibili al cimitero Monumentale di Verona ed altri nella provincia della città scaligera. Nel 1927 vince il concorso per realizzare il monumento ai Caduti di Arcole (Vr), inaugurato nell’ottobre dell’anno successivo.

Nel 1935 si trasferisce a Roma, per aver vinto la cattedra di scultura del locale Liceo Artistico Statale, dopo aver avuto esperienze di insegnamento anche presso la Scuola d’Arte di Guidizzolo, in provincia di Mantova.

A partire dagli anni ’50 in poi ottiene una grande notorietà, anche internazionale, con numerose committenze pubbliche e realizza monumenti in tutta Italia (Gorizia, Roma, Viterbo, Taranto, senza mai dimenticare i lavori che continuano a venirgli commissionati a Verona) e all’estero, dagli Stati Uniti alla Germania, dalla Libia all’Indonesia. La sua opera monumentale è in gran parte illustrata nel volume fotografico, da lui concepito e realizzato “I monumenti e l’uomo” pubblicato dall’editore Del Duca nel 1967.

Nel frattempo continua a produrre lavori di piccole dimensioni (che caratterizzeranno soprattutto gli ultimi anni della sua produzione), esposti in diverse mostre in Italia e all’estero. La sua arte viene espressa, oltre che con la scultura, anche in altre tecniche quali la xilografia, il carboncino, la sanguigna e, l’acquarello, oltre che con la fotografia, per la quale ha una grande passione e con la quale documenta le varie fasi del suo lavoro.

A partire dal 1975 allestisce una mostra permanente nel suo studio di Fondi, in provincia di Latina, a tutt’oggi usato per il medesimo scopo.

L’ultima mostra antologica personale, viene inaugurata a Roma nel gennaio 1979, pochi mesi prima della sua morte, avvenuta il 2 luglio dello stesso anno.

La sua opera viene ricordata, promossa e valorizzata dalla Fondazione a lui dedicata, nata nel 1984.

Stato di conservazione

Esemplare ottimo, completo; lieve restauro alla copertina, interno in condizioni eccellenti.

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