L’Eroica. Rassegna Italiana di Ettore Cozzani
Quaderno doppio 188–189, Aprile–Maggio 1934 – XII
Milano, Casella Postale 1155, 1934
Descrizione fisica
Pubblicazione in grande formato (cm 34 × 25), pagine 60.
Brossura editoriale originale con copertina illustrata a colori di B. M. Disertori.
Numero doppio (188–189), completo di una tavola fuori testo riproducente la copertina e di quattordici tavole fotografiche fuori testo, stampate a cura di Alfredo Canfoni (Milano).
Esemplare in stato di nuovo non rifilato.
Contenuto
Il quaderno si presenta come un fascicolo di forte coesione tematica e formale, in cui testi letterari, lirici e narrativi si affiancano a un ampio apparato iconografico di alta qualità.
La parte letteraria comprende contributi di B. M. Disertori (Vecchie città italiane, utilizzato anche per la copertina), Ettore Cozzani (Pastronchi e “I Versetti”), Luigi Ugolini (Il libriccino del diavolo), O. Talmone (Crescere – Attesa), Ferenc Herczeg (I miei vecchi, in traduzione di Ignazio Bolla), Beatrice Serra (Paese), Mario Majoli (La Vita) ed Emilio Agostini (Croce del Vallerano). È inoltre presente uno studio redazionale dedicato a La mostra d’arte sacra a Roma, che si inserisce nel costante interesse della rivista per il rinnovamento dell’arte religiosa contemporanea.
Ampio spazio è riservato alla rubrica “Il Veliero”, con brevi testi narrativi e storico-evocativi dedicati a figure ed episodi emblematici (Agenzia Abràm Levis – Tobia Spaesato; Il Falco d’oro – Cristoforo Colombo; Italo Ciampolini – Spionaggio eroico; Aquile).
Il nucleo figurativo del fascicolo è costituito da un articolato ciclo di tavole fotografiche di Pietro Gaudenzi, dedicate ai temi della maternità, dell’infanzia e del sacro (Bambino che dorme; I fratelli; Enrico; Il Battesimo; Mammina; Madre; Madonnina; La cena in Emmaus; La Visitazione, con alcuni particolari), affiancato da due significative tavole di B. M. Disertori raffiguranti Il Liutaio Leandrino Bisiach e Il Liutaio Giacomo Bisiach.
La rivista “L’Eroica”
Fondata nel 1911, L’Eroica rappresenta una delle esperienze editoriali più originali del primo Novecento italiano. Nata come rivista di poesia e arte, si distingue fin dagli esordi per l’attenzione riservata alla grafica originale, all’incisione e alla qualità materiale della stampa, opponendosi consapevolmente all’industrializzazione dell’editoria illustrata.
Nel corso degli anni Venti e Trenta la rivista assume un profilo sempre più definito, orientato verso una concezione spirituale, etica e nazionale dell’arte, privilegiando temi quali la tradizione italiana, il paesaggio, l’arte sacra e una figurazione essenziale e severa. I numeri doppi, spesso ricchi di tavole fuori testo, costituiscono oggi tra gli esemplari più ricercati dai collezionisti.
Ettore Cozzani
Scrittore, poeta e animatore culturale, Ettore Cozzani fu il vero artefice dell’identità de L’Eroica. Direttore e anima della rivista per oltre vent’anni, ne fece uno strumento di militanza estetica e morale, promuovendo una visione dell’arte come espressione di valori spirituali e civili.
Negli anni Trenta, periodo cui appartiene il presente fascicolo, Cozzani consolida una linea editoriale che privilegia artisti e scrittori lontani dalle avanguardie più radicali, ma capaci di una figurazione intensa, raccolta e meditativa. In questo contesto si inserisce perfettamente la collaborazione con Pietro Gaudenzi, uno degli interpreti più coerenti di una pittura intimista e sacrale, molto apprezzata dal direttore della rivista.
Pietro Gaudenzi
Pietro Gaudenzi (1880–1955) occupa un ruolo centrale in questo quaderno doppio de L’Eroica, che ne documenta in modo ampio e coerente una delle stagioni più mature. Pittore formatosi tra Roma e Firenze, Gaudenzi sviluppò un linguaggio figurativo saldo e riconoscibile, caratterizzato da una pittura severa, essenziale e profondamente meditativa, lontana sia dalle sperimentazioni delle avanguardie sia dal naturalismo descrittivo.
Negli anni Trenta, periodo cui appartiene il presente fascicolo, la sua opera si concentra in particolare sui temi dell’infanzia, della maternità e del sacro domestico, declinati attraverso una figurazione raccolta, fatta di volumi compatti, gesti misurati e una forte tensione interiore. Le tavole qui riprodotte (Bambino che dorme, Il Battesimo, La Visitazione, La cena in Emmaus, Madre, Mammina, Madonnina, e relativi particolari) costituiscono un corpus omogeneo e significativo, che ben riflette l’ideale estetico promosso da Ettore Cozzani: un’arte spirituale, silenziosa, intimamente legata ai valori della tradizione e della religiosità quotidiana.
La presenza così estesa di Gaudenzi in questo numero conferma il rapporto privilegiato tra l’artista e L’Eroica, che ne sostenne la fortuna critica e ne riconobbe il ruolo di interprete autorevole di una pittura italiana moralmente impegnata e formalmente rigorosa. Per questo motivo, i fascicoli della rivista che includono cicli ampi di sue opere sono oggi particolarmente ricercati, sia dai collezionisti della rivista sia dagli studiosi della pittura italiana del primo Novecento.











