Manifesto della Regia Giunta sopra l’Annona di Pinerolo
Regia Giunta de’ Regi Delegati stabilita nella città e provincia di Pinerolo sopra l’Annona
Manifesto tendente a stabilire la libera circolazione delle granaglie ed il trasporto delle medesime sui mercati
Pinerolo, nella Stamperia di Giacinto Scotto, 2 agosto 1797
Manifesto ufficiale in formato prossimo al quarto, cm 31,5 × 20,5; pagine 4 non numerate, costituite da un bifoglio impresso su carta vergata settecentesca di buona consistenza, conservato sciolto e in barbe. Testo in lingua italiana, stampato con caratteri romani e corsivi e con uso della “s” lunga, secondo le convenzioni tipografiche dell’epoca.
La prima pagina presenta un’impostazione solenne, propria delle pubblicazioni amministrative destinate alla lettura pubblica e all’affissione. Il titolo è distribuito su più righe con una precisa gerarchia tipografica:
Manifesto della Regia Giunta stabilita nella città e provincia di Pinerolo sovra l’Annona, tendente a stabilire la libera circolazione delle granaglie ed il trasporto delle medesime sulli mercati.
Segue la data, 2 agosto 1797, racchiusa entro un semplice ornamento lineare. La parte inferiore è occupata da una grande e nitida incisione xilografica con le armi sabaude coronate, sostenute da due leoni e accompagnate da bandiere, cannoni, mortai, tamburi, palle d’artiglieria e altre insegne militari. In calce compare il luogo di stampa: In Pinerolo, nella Stamperia di Giacinto Scotto.
La presenza dell’imponente stemma non ha una funzione meramente decorativa: identifica immediatamente il documento come emanazione dell’autorità regia e gli conferisce quella visibilità necessaria a una pubblicazione destinata a comunicare ordini vincolanti alle amministrazioni locali e alla popolazione.
Natura e contenuto del provvedimento
Il manifesto è emanato dalla Giunta de’ Regi Delegati stabilita sopra l’Annona, ossia dall’organo incaricato di sorvegliare l’approvvigionamento alimentare della città e della provincia di Pinerolo.
Nel lessico amministrativo d’Antico Regime, l’“annona” comprendeva l’insieme delle attività pubbliche volte a garantire la disponibilità dei cereali e degli altri generi di prima necessità: controllo dei mercati, sorveglianza dei prezzi, contrasto agli accaparramenti, disciplina dei trasporti e prevenzione delle carestie e dei disordini popolari.
Il documento nasce in seguito alle segnalazioni secondo le quali, in diversi luoghi della provincia, sarebbe stata impedita la libera circolazione dei grani e ostacolato il loro trasporto verso i mercati di Pinerolo. Tale comportamento aveva arrecato un evidente pregiudizio al commercio e, soprattutto, alle popolazioni delle vallate vicine, nelle quali il raccolto risultava quasi interamente mancato.
La Giunta richiama pertanto l’osservanza di precedenti editti regi e ordina ai giudici e alle amministrazioni locali di adoperare ogni mezzo possibile affinché i possessori di granaglie siano sollecitati — e, quando necessario, formalmente ingiunti — a condurre ai mercati la quantità di cereali ritenuta necessaria.
Il provvedimento si colloca dunque al confine tra due esigenze apparentemente contrapposte: da una parte la difesa della libera circolazione delle merci, dall’altra l’intervento dell’autorità per assicurare un approvvigionamento sufficiente alle comunità maggiormente colpite dalla scarsità.
La crisi alimentare e il pericolo dei tumulti
Uno degli aspetti più significativi del testo è il riferimento esplicito al rischio di «tumultuosi attruppamenti» degli abitanti delle vallate.
La Giunta teme che la mancanza di cereali e il blocco dei trasporti possano provocare raduni popolari e azioni violente contro i territori nei quali le granaglie risultavano più abbondanti. Il manifesto non è pertanto soltanto una disposizione economica, ma anche un provvedimento di ordine pubblico.
L’allarme non era astratto. Nel Pinerolese, durante l’estate del 1797, le difficoltà annonarie e il rincaro dei generi alimentari alimentarono proteste popolari. Le fonti storiche ricordano, in particolare, un “moto della fame” segnalato l’11 luglio nella zona di Baudenasca, presso Pinerolo, con una rilevante partecipazione femminile.
Il manifesto del 2 agosto fu quindi emanato poche settimane dopo tali agitazioni. La sua insistenza sulla circolazione dei cereali, sul rifornimento delle vallate e sulla prevenzione degli assembramenti permette di collegarlo direttamente al clima di tensione sociale che interessava il Piemonte nell’estate del 1797.
Le disposizioni operative
Il testo prescrive che i giudici locali stabiliscano la quantità di granaglie che i proprietari dovranno condurre ai mercati, valutandola «a misura del bisogno». Le amministrazioni sono tenute a collaborare e a mantenere informata la Giunta sulle iniziative adottate.
Ai conduttori incaricati del trasporto viene riconosciuta una mercede, da determinare secondo quanto previsto da un precedente editto. Il documento cerca pertanto di evitare che l’approvvigionamento si traduca in una prestazione arbitraria o priva di compenso.
Contemporaneamente viene intimato alle autorità periferiche di segnalare immediatamente qualsiasi opposizione. Chiunque ostacoli l’esecuzione del provvedimento viene considerato responsabile di un comportamento contrario al «bene universale di tutti gli abitanti della provincia».
La formula conclusiva — «Mandiamo il presente pubblicarsi a’ luoghi e modi soliti ad esclusione d’ignoranza» — indica che il manifesto doveva essere letto, affisso o comunque reso pubblico nei luoghi consueti, affinché nessuno potesse invocare la mancata conoscenza delle disposizioni.
Le sottoscrizioni
Il provvedimento reca in calce il nome Rossi, verosimilmente il delegato o presidente incaricato della promulgazione, seguito da Storno, segretario.
Le sottoscrizioni sono tipografiche, non autografe, ma costituiscono parte integrante della validazione ufficiale del documento. La loro collocazione isolata nella pagina conclusiva riproduce visivamente la struttura di un atto amministrativo autenticato.
Il contesto politico del 1797
Il documento fu stampato in uno dei momenti più instabili della storia sabauda. Il Piemonte era formalmente ancora governato da Vittorio Amedeo III, ma si trovava sottoposto a fortissime pressioni militari, economiche e politiche conseguenti alla guerra contro la Francia rivoluzionaria.
Le campagne militari, le requisizioni, la crisi delle finanze pubbliche, i raccolti insufficienti e l’aumento dei prezzi avevano aggravato le condizioni delle popolazioni rurali. Nel 1797 si verificarono in diverse località piemontesi proteste contro privilegi feudali, imposizioni e insufficienza dei rifornimenti; nello stesso mese di luglio scoppiarono disordini anche a Racconigi.
L’appello alla «libera circolazione» non va quindi letto secondo il significato pienamente liberista assunto nel secolo successivo. Nel manifesto essa rappresenta soprattutto la necessità di impedire che singole comunità o proprietari trattengano i cereali, interrompendo un circuito commerciale indispensabile alla sopravvivenza delle vallate meno produttive.
Il documento testimonia il tentativo dell’amministrazione sabauda di mantenere l’ordine attraverso una regolazione pragmatica del mercato: incoraggiare gli scambi, imporre la collaborazione dei possessori e controllare la distribuzione quando la scarsità minacciava di trasformarsi in rivolta.
Giacinto Scotto, stampatore pinerolese
La pubblicazione uscì dai torchi di Giacinto Scotto, stampatore e libraio attivo a Pinerolo negli ultimi anni del Settecento.
La sua attività non era limitata alla stampa amministrativa. Nel 1797 pubblicò anche una nota edizione economica, ma tipograficamente accurata, delle Rime di Francesco Petrarca, ricordata nelle fonti bibliografiche e nelle raccolte storiche.
Sono inoltre documentate altre pubblicazioni pinerolesi impresse da Scotto nello stesso anno, comprese opere legate alla vita religiosa e istituzionale della città.
Il presente manifesto rivela una notevole qualità esecutiva: titolo ampio e leggibile, buon equilibrio della pagina, caratteri nitidi e grande stemma araldico ben impresso. L’apparato grafico doveva rendere il documento immediatamente riconoscibile anche durante l’esposizione pubblica.
Caratteristiche materiali dell’esemplare
L’esemplare è completo delle quattro pagine. La carta conserva la struttura materica tipica della produzione settecentesca, con superficie irregolare, fibre evidenti, margini non rifilati e barbe originarie.
La prima pagina presenta una piega trasversale, presumibilmente dovuta alla conservazione storica del documento ripiegato. Sono presenti piccoli fori nella zona superiore, compatibili con un’antica cucitura, archiviazione o affissione. Lungo i margini si osservano modeste irregolarità, pieghe, piccoli strappi e minime mancanze, particolarmente agli angoli e sul bordo destro.
La pagina conclusiva mostra una marcata trasparenza o controimpressione del testo, favorita dalla pressione tipografica e dalla natura della carta; tale caratteristica non compromette la lettura e costituisce anzi una testimonianza del procedimento di stampa.
Sulla prima pagina, sotto l’indicazione tipografica, compare un’antica annotazione manoscritta in inchiostro bruno, apparentemente riferibile a Pinerolo, agosto 1797. Essa rafforza il carattere documentario e la provenienza coeva dell’esemplare.
Stato dell’opera
Copia genuina e completa, conservata sciolta nel suo bifoglio originario, con ampi margini e barbe.
Sono presenti pieghe d’epoca, piccoli fori, minute lacerazioni marginali, modeste sgualciture e una lieve usura degli angoli. Non si rilevano perdite sostanziali di testo né interventi invasivi. L’impressione tipografica è generalmente intensa e ben leggibile; particolarmente nitido risulta il grande stemma sabaudo.
Alla luce delle immagini, appare più rigoroso definire l’esemplare in buono stato di conservazione, molto buono considerando la natura effimera e l’uso pubblico originario, piuttosto che genericamente “ottimo”. I segni presenti sono coerenti con un manifesto amministrativo settecentesco che poteva essere trasportato, piegato o esposto.
Interesse storico e documentario
Il manifesto costituisce una fonte primaria per diversi ambiti di studio:
la storia economica e annonaria del Piemonte sabaudo;
la circolazione e il commercio dei cereali;
le crisi alimentari di fine Settecento;
la prevenzione dei tumulti popolari;
l’amministrazione della provincia di Pinerolo;
la tipografia pinerolese di Giacinto Scotto;
la storia materiale dei bandi, delle grida e dei manifesti ufficiali.
La sua importanza risiede soprattutto nella strettissima vicinanza cronologica agli avvenimenti. Non si tratta di una ricostruzione successiva, ma di una risposta amministrativa emanata mentre la scarsità di grano, i blocchi alla circolazione e le proteste erano ancora in corso.
Perché è interessante oggi
Il documento permette di osservare come un’amministrazione settecentesca affrontasse problemi ancora riconoscibili: scarsità delle risorse, interruzione delle catene di approvvigionamento, aumento dei prezzi, squilibri territoriali e rischio di disordini sociali.
Mostra inoltre che la libertà del commercio non era concepita come assenza dello Stato, ma come strumento da tutelare attraverso controlli, obblighi di conferimento, compensi ai trasportatori e vigilanza sulle comunità locali.
È infine una testimonianza diretta della vita quotidiana delle vallate pinerolesi, molto più vicina alle difficoltà concrete della popolazione di quanto non lo siano le grandi narrazioni politiche sulla Rivoluzione francese e sull’età napoleonica.
Perché è un acquisto consapevole
L’acquisto consente di acquisire non una semplice curiosità cartacea, ma un autentico atto ufficiale del 1797, completo, leggibile e conservato nella sua forma materiale originaria.
L’esemplare presenta segni d’uso dichiarati e coerenti con la sua funzione. Le barbe, le pieghe, l’annotazione manoscritta e le piccole irregolarità non devono essere considerate soltanto difetti: documentano il modo in cui il foglio fu materialmente prodotto, conservato e probabilmente utilizzato.
La rarità va valutata con prudenza, poiché manifesti analoghi possono sopravvivere all’interno di miscellanee archivistiche; tuttavia, gli esemplari sciolti, completi, riferiti specificamente alla crisi annonaria pinerolese del 1797 e conservati sul mercato antiquario risultano difficilmente reperibili.



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