Mayvogel, Jacob Coenraeds [anche Meyvogel]
Gulden-Spiegel, ofte Opwekkinge tot Christelijke Deugden, afgedeelt in twee Deelen: waar in vertoond werd de schadelijkheyd der Zonden, mitsgaders de goedigheyd en weldaaden Godts over den Boetveerdigen. Tot leeringe en stigtinge aller Christenen toe-gepast. Nog is hier by gevoegt Thamars Ontschaking, of de Verdoolde Liefde van Amnon; als mede De vermaakelijke Bruylofts-Kroon… Gerymt door Jacob Coenraeds Mayvogel. Versierd met aardige Konst-plaaten.
Amsterdam, Joannes Kannewet, 1748
In-8° piccolo, mm 165 × 105 circa. Un volume composto da più parti editorialmente coordinate: antiporta figurata; frontespizio generale datato 1748 e prima parte, pp. 1-142; frontespizio autonomo della seconda parte, anch’esso datato 1748, con numerazione continuata pp. 143-246; Thamars Ontschaking, of De verdoolde Liefde van Amnon, con proprio frontespizio senza data, pp. [4], 52; Vermaakelyke Bruylofts-Kroon, con proprio frontespizio senza data, pp. 206.
Ventidue vignette xilografiche distribuite nelle diverse sezioni, oltre all’antiporta figurata e alle xilografie ornamentali dei frontespizi. Legatura coeva in piena pergamena rigida, titolo manoscritto «Mayvogel» al dorso. Esemplare ben legato, carte sane e marginose, complessivamente ben conservate.
L’edizione del 1748
La presente è una delle numerose, ma oggi non comuni, ristampe settecentesche dell’opera più fortunata di Jacob Coenraeds Mayvogel, poeta di Hoorn attivo nella prima metà del XVII secolo. Il Gulden-Spiegel apparve originariamente nel 1646 e conobbe una straordinaria fortuna editoriale: Landwehr censì numerose edizioni e la critica moderna ha ricordato come il titolo continuasse a essere ristampato sino alla fine del Settecento, segno di una lunga permanenza nel circuito della letteratura edificante e popolare dei Paesi Bassi.
L’edizione di Joannes Kannewet del 1748 appartiene a una fase particolarmente interessante di questa tradizione. Un esemplare della medesima edizione è stato descritto da Bubb Kuyper con la medesima articolazione in tre nuclei principali, paginazione fino a 246, quindi 52 e 206 pagine, e con xilografie emblematiche; lo stesso catalogo la segnala come edizione non registrata nei repertori Waller e Scheurleer. La copia qui descritta presenta inoltre l’antiporta, assente nell’esemplare passato sul mercato citato dal catalogo.
Jacob Coenraeds Mayvogel
Di Mayvogel — il cognome compare anche nella forma Meyvogel — sappiamo relativamente poco sul piano biografico. Fu poeta attivo a Hoorn nella prima metà del Seicento e adottò il motto «Godt boven al». Pubblicò la Schatkist der liefde già nel 1632, quindi il Gulden-Spiegel, Thamars Ontschaking e la Vermakelyke Bruylofts-kroon. La fortuna delle sue opere fu molto più duratura della notorietà dell’autore: vennero ristampate ripetutamente fino al tardo Settecento.
La sua poesia appartiene a quella vasta zona della letteratura olandese popolare e devozionale che univa insegnamento religioso, moralità quotidiana, esempi biblici, poesia narrativa e canto. L’influenza di Jacob Cats è evidente tanto nella struttura didattica quanto nell’uso dell’immagine quale complemento diretto della parola.
Il Gulden-Spiegel
Il titolo, traducibile come “Specchio d’oro, ossia esortazione alle virtù cristiane”, dichiara immediatamente la funzione del libro. La prima parte mostra la dannosità del peccato, mentre la seconda — come recita il frontespizio autonomo fotografato — è dedicata alla “Goedheyd ende Weldaden Godts over den Boetveerdigen”, la bontà e i benefici di Dio verso il penitente.
Il volume procede attraverso versi, ammonimenti, citazioni bibliche ed exempla. Una descrizione coeva della struttura ricorda l’esposizione delle virtù cristiane, dei comandamenti e degli esempi scritturali relativi alle conseguenze del peccato. Il testo svolse anche una funzione educativa concreta: esemplari del Gulden-Spiegel risultano essere stati utilizzati come libri-premio nelle scuole neerlandesi ancora negli anni Sessanta del Settecento.
Le immagini della morte
Le xilografie costituiscono una componente essenziale, non decorativa, dell’opera. Nelle immagini fotografate la Morte compare come protagonista moralizzatrice: scheletro armato, figura sovrastante la vita quotidiana, cavaliere mostruoso, messaggero che colpisce senza distinguere ricchi e poveri, giovani e vecchi. In una scena la Morte incombe con clessidra e freccia; in un’altra cavalca una creatura fantastica mostrando nuovamente l’orologio della vita.
Il rapporto fra figura e testo appartiene pienamente alla tradizione dell’emblemata: la scena visiva fornisce l’immagine memorabile, mentre versi e citazioni bibliche ne esplicitano l’insegnamento morale. Non sorprende quindi che il Gulden-Spiegel sia accolto nei repertori dell’emblematica olandese, con riferimento in particolare a Praz e Landwehr 550.
Le 22 vignette xilografiche conservate nel presente esemplare formano così un vero ciclo iconografico sulla fragilità della vita, il peccato, il pentimento, l’amore, il matrimonio e la morte.
L’antiporta figurata
Di particolare interesse è l’antiporta, che il confronto con altre copie dimostra non essere sempre conservata. L’incisione presenta al centro il grande “specchio” del titolo; ai lati figurano lo scheletro della Morte e una figura orientaleggiante, mentre nella parte superiore compaiono figure alate, clessidra e orologio. In basso si apre una veduta urbana di Amsterdam con il traffico delle imbarcazioni.
È una sorta di summa figurativa del libro: tempo, morte, vanità del mondo e contemplazione morale convergono nello “specchio” che il lettore è invitato a rivolgere verso se stesso. Il catalogo Bubb Kuyper documenta un esemplare della medesima edizione 1748 espressamente privo del frontespizio figurato, dettaglio che aumenta l’interesse della completezza della presente copia.
Thamars Ontschaking
Segue, con autonomo frontespizio, Thamars Ontschaking, of De verdoolde Liefde van Amnon, elaborazione poetico-drammatica dell’episodio biblico di Tamar e Amnon tratto dal secondo libro di Samuele. Il motto del frontespizio chiarisce brutalmente la morale dell’opera: «Waar de Liefde heftig brand, Daar is dwaasheyd in ’t Verstand», ossia dove l’amore arde violentemente, la ragione cade nella follia.
Mayvogel aveva pubblicato il testo già nel 1646; il repertorio del teatro neerlandese lo registra come dramma biblico con Amnon, Tamar, David, Assalonne e personificazioni allegoriche quali Virtù e Falsa Apparenza.
L’interesse iconografico di questa sezione è notevole. Uno studio dedicato alla tradizione dell’immagine popolare olandese ricorda precisamente l’edizione Kannewet del 1748 e osserva come la rappresentazione della violenza contro Tamar venisse più tardi riutilizzata e modificata per un pubblico infantile, testimonianza concreta della migrazione dei legni fra libri, stampe popolari e produzione educativa.
La Bruylofts-Kroon
La quarta unità materiale reca il titolo Vermaakelyke Bruylofts-Kroon, letteralmente una “piacevole corona nuziale”, e dichiara di contenere «verscheyde leerzaame Gedigten, vermaakelijke Bruylofts ende aandagtige Liedekens», componimenti istruttivi, versi matrimoniali e canti devoti. Il frontespizio organizza simbolicamente il contenuto secondo i quattro momenti della giornata: mattino alla giovane gioventù, mattinata ai fidanzati, pomeriggio agli sposati, sera alla devozione.
La xilografia fotografata a p. 149, con la coppia al centro e gruppi familiari circostanti, illustra perfettamente questa concezione del matrimonio come passaggio morale e sociale. I versi insistono sulla fedeltà, sulla concordia e sulla capacità dell’amore di unire marito e moglie: una letteratura nuziale che unisce divertimento, canto e insegnamento.
Joannes Kannewet
Joannes Kannewet fu incisore, editore e libraio attivo ad Amsterdam per gran parte del XVIII secolo. Le fonti lo documentano nella Nes, “over de Brakke Grond”, dove esercitò una lunga attività editoriale e di produzione di stampe popolari. Sul frontespizio del presente volume la sua insegna è indicata come “in de Gekroonde Jugte Bybel”, formula che ricorre anche in altre sue pubblicazioni degli anni Quaranta.
La sua officina è particolarmente importante nella storia dell’imagerie populaire olandese. Kannewet riutilizzò matrici e iconografie in libri morali, stampe a buon mercato e pubblicazioni per l’educazione, contribuendo alla lunghissima sopravvivenza di immagini nate nella cultura figurativa seicentesca.
La legatura
La piena pergamena rigida è coeva all’edizione, di impostazione semplice e funzionale. Il dorso reca ancora l’antica iscrizione manoscritta «Mayvogel», prezioso dettaglio perché mostra come il volume fosse identificato nella biblioteca originaria non attraverso il lungo titolo ma direttamente con il nome dell’autore.
La pergamena presenta la naturale tonalità avorio-dorata acquisita nel tempo, mentre il corpo del volume appare ancora solidamente legato. Le carte fotografate mostrano buona consistenza, margini conservati e impressioni nitide delle xilografie. La semplicità della veste esterna è perfettamente coerente con la natura del libro: non un volume di lusso, ma un’opera destinata a essere letta, consultata e tramandata.
Completezza e rarità
La fortuna editoriale del Gulden-Spiegel impedisce di definire raro il titolo in assoluto: il successo fu tale che Landwehr poté censire un numero molto elevato di edizioni, mentre fonti novecentesche ricordano almeno ventotto impressioni diverse.
Diverso è il discorso per la specifica edizione Kannewet del 1748 e soprattutto per la sua completezza materiale. Un esemplare della stessa edizione passato recentemente sul mercato antiquario risultava privo dell’antiporta e presentava importanti problemi materiali; il catalogatore ne sottolineava inoltre l’assenza da alcuni repertori classici.
La presente copia riunisce invece antiporta, quattro frontespizi, tutte le sezioni testuali dichiarate e 22 vignette xilografiche, conservando inoltre la legatura pergamenacea coeva.
Perché è interessante oggi
Il libro è un documento particolarmente efficace della cultura popolare protestante dei Paesi Bassi tra Sei e Settecento. Religione, paura della morte, educazione morale, amore, sessualità biblica e matrimonio convivono nello stesso volume e vengono affidati alla combinazione immediata di parola e immagine. Le xilografie consentono inoltre di studiare la lunga sopravvivenza dell’iconografia della Morte e la circolazione delle matrici fra libro devozionale, emblematica e stampa popolare. La sua fortuna fino alla fine del Settecento dimostra quanto questi temi fossero radicati ben oltre l’ambiente colto.
Perché è un acquisto consapevole
Non si acquista semplicemente una ristampa settecentesca di un testo nato un secolo prima, ma un complesso libro figurato della cultura popolare olandese, conservato nella propria legatura coeva e completo delle diverse opere che l’editore aveva riunito. L’antiporta, i quattro frontespizi, le 22 xilografie, la continuazione originaria della paginazione delle due parti del Gulden-Spiegel e le appendici autonome di Thamars Ontschaking e Bruylofts-Kroon ne fanno un esemplare sensibilmente più interessante delle copie mutile o incomplete che compaiono occasionalmente sul mercato.


























