Jean Baptiste Louis George Seroux d’Agincourt
Storia dell’arte col mezzo dei monumenti dalla sua decadenza nel IV secolo fino al suo risorgimento nel XVI, con aggiunte italiane
Milano, per Ranieri Fanfani, 1824
Prima edizione italiana completa, tradotta e ampliata sull’edizione francese postuma.
Descrizione fisica
Monumentale opera in 3 volumi in grande formato folio (cm 48 x 33), articolati in 6 tomi:
- Vol. I (Tomi I-II) – Architettura
XLVIII, 187, (3); 244, (2); 163, (1); 73 tavole + XXI, (1) - Vol. II (Tomi III-IV) – Scultura
195, (5); 87, (1); 48 tavole + XVI - Vol. III (Tomi V-VI) – Pittura
357, (3); 268; (1); 204 tavole + XXIV
Totale tavole: 325
Legatura coeva uniforme in mezza pelle marrone, con titoli e fregi dorati ai dorsi, decorazione a filetti e rotelle e piatti in cartonato rivestito. Esemplare in ottimo stato conservativo: carte fresche e ben marginose, tavole nitide e ben impresse, lievi segni d’uso alle legature, fisiologici per opere di tale mole
Apparato iconografico
Imponente insieme di 325 tavole incise, tra i più vasti repertori figurativi dell’Ottocento europeo:
- pittura paleocristiana e medievale
- cicli iconografici religiosi
- scultura e rilievi
- architetture e dettagli ornamentali
- alfabeti, epigrafi e sistemi simbolici
- manoscritti miniati
- mappamondi e rappresentazioni cosmografiche
Le tavole non svolgono funzione meramente illustrativa, ma costituiscono un sistema comparativo visivo, concepito per mostrare l’evoluzione storica delle forme.
Analisi critica delle tavole
L’apparato figurativo documenta con rigore la trasformazione del linguaggio artistico europeo:
- dalla tarda classicità romana
- alla stilizzazione simbolica medievale
- fino alla progressiva riemersione del naturalismo
Particolarmente significative risultano:
- le immagini paleocristiane e bizantine, caratterizzate da frontalità e astrazione
- le sequenze narrative della Passione, organizzate per lettura progressiva
- le riproduzioni di manoscritti miniati, con notevole attenzione filologica alle grafie
- i mappamondi medievali, espressione di una visione teologica dello spazio
- gli studi di dettagli ornamentali e anatomici, che anticipano l’analisi stilistica moderna
Agincourt adotta un approccio innovativo: non idealizza, ma documenta e confronta, ponendo le basi della moderna metodologia storico-artistica.
Leonardo e la riscoperta del Rinascimento
Un aspetto di particolare rilievo è il modo in cui l’opera interpreta la rinascita artistica tra XV e XVI secolo.
Le tavole mostrano chiaramente il progressivo recupero:
- della proporzione anatomica
- della costruzione prospettica
- della naturalezza espressiva
Elementi che trovano in Leonardo da Vinci una sintesi esemplare.
Pur senza una trattazione monografica, Agincourt riconosce implicitamente nel Rinascimento — e in figure come Leonardo — il momento di ricomposizione della tradizione classica dopo secoli di trasformazioni medievali.
Ne emerge una visione estremamente moderna:
il Rinascimento non come rottura, ma come esito di un processo storico continuo e stratificato.
Contenuto e rilevanza storico-artistica
Opera fondamentale nella storia degli studi:
- copre il periodo IV–XVI secolo
- analizza congiuntamente architettura, scultura e pittura
- introduce un metodo comparativo, cronologico e documentario
È uno dei primi tentativi sistematici di costruire una storia visiva dell’arte europea, anticipando gli sviluppi della disciplina nel XIX secolo.
Nota sulla rarità
Esemplare in grande formato folio (48 x 33 cm), tra le versioni più imponenti e complete dell’opera.
Rarità determinata da:
- vastità dell’apparato iconografico (325 tavole)
- costo originario molto elevato
- difficoltà di conservazione del formato
- frequente dispersione delle tavole sul mercato
Gli esemplari completi, omogenei e in legatura coeva, come il presente, risultano oggi sempre più rari.
La qualità delle incisioni ha inoltre favorito nel tempo lo smembramento commerciale, rendendo particolarmente desiderabili gli esemplari integri.
Provenienza
Esemplare con importante provenienza nobiliare:
“Le Comte Hercule de Belgioioso”, come da etichette alle controguardie.
Attribuibile con buona probabilità a:
Ercole Barbiano di Belgiojoso d’Este (1771–1847)
- nato a Milano il 24 maggio 1771
- figlio del principe Alberico Barbiano di Belgiojoso d’Este e di Anna Ricciarda d’Este
- sposò Carolina Pessina nel 1798
- morto a Milano il 27 ottobre 1847
L’attribuzione, pur non documentata in modo assoluto, risulta storicamente coerente e plausibile, e conferisce all’esemplare un significativo valore aggiunto.
Valorizzazione (lettura narrativa)
Sfogliare quest’opera significa attraversare oltre mille anni di storia dell’arte europea.
Dalle immagini solenni e simboliche dell’età paleocristiana, attraverso la raffinata astrazione medievale, fino alla progressiva riscoperta della forma naturale nel Rinascimento, ogni tavola restituisce una tappa di questo lungo percorso. Le incisioni non sono semplici illustrazioni, ma strumenti di confronto che costruiscono una narrazione visiva continua, sorprendentemente moderna.
Il lettore è guidato attraverso volti, architetture, simboli e scene che raccontano non solo l’evoluzione dello stile, ma anche il mutamento della sensibilità europea. L’opera si configura così come una vera “storia visiva”, capace di rendere tangibile il passaggio dall’antico al moderno.
Un esemplare completo in questo formato rappresenta non solo un libro, ma un oggetto culturale di grande fascino e profondità, difficilmente sostituibile.








































