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Nicolas de Larmessin – Ritratto di Jean de Bernières-Louvigny

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Nicolas de Larmessin, ritratto del mistico laico Jean de Bernières-Louvigny, Parigi, 1688. Bulino con coloritura antica, edito alla Pomme d’Or con privilegio del re. Esemplare completo delle iscrizioni, ritagliato e applicato su carta vergata antica.

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Nicolas de Larmessin – Ritratto di Jean de Bernières-Louvigny

Nicolas de Larmessin (Parigi, 1632-1694), Ritratto di Jean de Bernières-Louvigny, Parigi, 1688; incisione su rame a bulino con interventi all’acquaforte e coloritura antica, edita dallo stesso Larmessin in rue Saint-Jacques, all’insegna della Pomme d’Or, presso Saint-Séverin, con privilegio reale; esemplare completo delle iscrizioni editoriali, ritagliato lungo il margine della composizione e anticamente applicato su un foglio di carta vergata; dimensioni complessive del supporto: mm 325 × 230 circa. Il 1659 indicato nel cartiglio non è la data di esecuzione, bensì l’anno della morte del personaggio; la stampa è precisamente datata in lastra “De Larmessin sculp. 1688”.

Titolo e iscrizioni

Nel cartiglio collocato sotto il ritratto si legge:

“Messire Jean de Bernieres Louvigny
Escuier Conseiller du Roy et
tresorier de France a Caen, mort
le 3.e may 1659, aagé de 57. ans.”

Traduzione:

“Messere Jean de Bernières-Louvigny, scudiero, consigliere del re e tesoriere di Francia a Caen, morto il 3 maggio 1659, all’età di 57 anni.”

Sotto il riquadro compare la firma e data:

“De Larmessin sculp. 1688”

In basso è conservato l’indirizzo editoriale:

“A Paris, chez N. De Larmessin, rue St Jacques, à la Pomme d’or, près St Severin, avec privilège du Roy.”

La presenza contemporanea della firma, della data, dell’indirizzo e del privilegio reale rende l’opera perfettamente catalogabile e consente di ricostruirne con precisione il contesto produttivo.

Precisazione sulla datazione

La data proposta del 1659 deve essere corretta. Il foglio venne inciso e pubblicato a Parigi nel 1688, quasi trent’anni dopo la morte di Jean de Bernières-Louvigny.

Il 1659 costituisce esclusivamente l’anno di morte del soggetto, come esplicitamente dichiarato nel cartiglio. La corretta datazione catalografica è pertanto:

Parigi, 1688.

Questa cronologia postuma appare particolarmente significativa perché coincide con la fase di maggiore diffusione europea degli scritti spirituali di Bernières e precede di appena un anno le controversie che interessarono alcune edizioni delle sue opere.

Jean de Bernières-Louvigny

Jean de Bernières, signore di Louvigny, nacque a Caen nel 1602 e vi morì il 3 maggio 1659. Appartenente a una distinta famiglia della nobiltà normanna, fu consigliere del re e ricoprì l’importante carica di tesoriere di Francia nella generalità di Caen.

Non fu sacerdote né religioso professo, ma un laico profondamente impegnato nella vita spirituale e nelle opere caritative. Entrò nel Terz’Ordine francescano e dedicò una parte considerevole delle proprie sostanze all’assistenza dei poveri, dei malati e delle persone socialmente emarginate.

Nel 1645 fondò a Caen il celebre Ermitage, una casa di raccoglimento e formazione spirituale nella quale laici ed ecclesiastici potevano trascorrere periodi dedicati alla preghiera, alla meditazione, al confronto e alle opere di misericordia. Intorno a Bernières si raccolse un importante ambiente mistico normanno, frequentato da personalità destinate a svolgere un ruolo di rilievo nella Chiesa francese e nelle missioni oltreoceano.

Fra coloro che subirono la sua influenza spirituale vi fu François de Montmorency-Laval, futuro primo vescovo di Québec. Bernières sostenne inoltre, materialmente e spiritualmente, l’attività missionaria in Nuova Francia, mantenendo rapporti con Maria dell’Incarnazione, Madame de La Peltrie e altri protagonisti della fondazione cattolica canadese. Un recente studio storico ne sottolinea il determinante sostegno spirituale e finanziario alle missioni. Jean de Bernières-Louvigny e l’Ermitage di Caen

L’opera spirituale

Gli scritti di Bernières furono pubblicati prevalentemente dopo la sua morte, ricavati da lettere, appunti e insegnamenti raccolti dai suoi discepoli. La sua opera più nota è Le Chrétien intérieur, testo dedicato alla vita interiore, all’abbandono alla volontà divina, al raccoglimento e al superamento dell’amor proprio.

La spiritualità di Bernières si colloca nella grande tradizione mistica francese del XVII secolo e unisce contemplazione, umiltà e servizio concreto ai poveri. Il suo insegnamento non proponeva una fuga puramente individuale dal mondo: l’interiorità doveva tradursi in carità e attenzione personale verso chi soffriva.

Alcune edizioni e traduzioni dei suoi scritti furono coinvolte, fra il 1689 e il 1690, nelle controversie sul quietismo e poste all’Indice. Il ritratto di Larmessin, datato 1688, fu dunque pubblicato alla vigilia di tale crisi, probabilmente nel momento di massima diffusione e venerazione della figura del mistico normanno.

Nicolas de Larmessin

L’incisore appartiene alla nota famiglia parigina dei Larmessin, attiva nella produzione e nel commercio delle stampe fra XVII e XVIII secolo. La nomenclatura dei membri della famiglia non è uniforme: l’autore del foglio, vissuto dal 1632 al 1694, è indicato dal British Museum come Nicolas de Larmessin I, mentre in numerosi repertori e cataloghi antiquari compare come Nicolas II de Larmessin. Per evitare equivoci, la forma più sicura è:

Nicolas de Larmessin, 1632-1694, detto l’Ancien.

Figlio di un libraio e formatosi presso Jean Mathieu, si specializzò nel ritratto inciso, spesso organizzato in ampie serie dedicate a sovrani, dignitari, ecclesiastici, letterati e personaggi storici. Dopo il 1678 rilevò il fondo dell’editore Pierre Bertrand e continuò l’attività presso la Pomme d’Or in rue Saint-Jacques, indirizzo che compare precisamente in calce all’esemplare. British Museum, Nicolas de Larmessin

Descrizione iconografica

Jean de Bernières è rappresentato a mezzo busto, di tre quarti verso destra, con le mani congiunte in preghiera. Il volto, incorniciato da una lunga capigliatura ondulata, è sereno ma raccolto; l’abito nero, semplice e privo di ornamenti, ricorda la condizione laicale del personaggio e la sua scelta di austerità.

Il ritratto è inserito entro una grande struttura architettonica e celebrativa. Sopra la figura campeggia lo stemma reale di Francia, costituito da tre gigli d’oro in campo azzurro e sormontato dalla corona. Lo scudo è sostenuto da due putti alati, le cui ali sono state evidenziate dalla coloritura rossa.

La presenza delle armi di Francia non costituisce lo stemma personale di Bernières: richiama la sua qualità ufficiale di consigliere del re e tesoriere di Francia.

Ai lati del ritratto si sviluppano ampie volute ornamentali, drappi rossi, foglie, rami e nastri azzurri. Il complesso apparato trasforma l’immagine privata di un uomo raccolto in preghiera in un ritratto pubblico e celebrativo.

La cornice allegorica

La composizione è costruita sul contrasto fra due dimensioni della vita di Bernières. Lo stemma reale, la corona, le cornucopie e i drappi ricordano dignità sociale, ricchezza e servizio allo Stato; le mani giunte, l’abito nero e l’espressione assorta richiamano invece la rinuncia, la contemplazione e l’umiltà.

Le cornucopie che affiancano lo scudo reale possono essere interpretate come simboli di abbondanza e provvidenza. Nel contesto della biografia di Bernières assumono un significato ulteriore: i beni e la posizione sociale furono da lui impiegati a favore delle opere di carità, degli ospedali e delle missioni.

I rami verdi che incorniciano superiormente la composizione introducono un’allusione alla vitalità spirituale e alla memoria duratura del personaggio.

Tecnica incisoria

Il foglio è eseguito mediante un accurato lavoro al bulino, probabilmente integrato da interventi all’acquaforte nelle zone decorative e nei fondi. Il volto è modellato attraverso sottili tratteggi paralleli e incrociati; i capelli sono descritti mediante linee ondulate e ravvicinate; la veste nera è resa con una tessitura compatta che fa emergere il bianco del colletto e delle mani.

L’ornamentazione circostante presenta un segno più libero e decorativo. Putti, fogliami, cornucopie, drappi e stemma conservano tuttavia una notevole precisione lineare, caratteristica della produzione ritrattistica di Larmessin.

Il fondo verde del riquadro centrale, ottenuto attraverso una fitta trama incisa, accentua per contrasto la luminosità del volto.

Coloritura antica

La coloritura interessa selettivamente lo stemma reale, la corona, le ali dei putti, i fogliami, le cornucopie, i drappi e i nastri. La tavolozza comprende verde, rosso porpora, azzurro, giallo ocra e tonalità dorate.

Il ritratto vero e proprio è lasciato prevalentemente in bianco e nero, scelta che ne conserva la forza grafica e distingue la dimensione contemplativa del personaggio dall’esuberanza cromatica dell’apparato celebrativo.

La coloritura appare antica e coerente con il foglio; la sua contemporaneità all’impressione del 1688 potrà comunque essere confermata soltanto mediante esame diretto dei pigmenti e del verso.

Edizione e destinazione

La stampa fu pubblicata dallo stesso Larmessin con privilegio reale. È probabile che fosse destinata alla vendita come ritratto autonomo oppure alla formazione di raccolte dedicate a uomini illustri, ecclesiastici e figure della spiritualità francese.

La data del 1688 induce inoltre a ipotizzare un rapporto con la diffusione editoriale delle opere di Bernières. L’immagine poteva svolgere la funzione di ritratto commemorativo e, contemporaneamente, di effigie autorevole da associare alle edizioni dei suoi scritti.

Un esemplare dello stesso soggetto è registrato nelle collezioni della Société de l’histoire du protestantisme français, che trascrive la medesima legenda relativa alla morte del 3 maggio 1659. Portrait de Jean de Bernières, collezioni SHPF

Stato dell’opera

Esemplare completo della figura, della firma, della data e dell’indirizzo editoriale. L’incisione è stata ritagliata poco oltre la composizione e anticamente applicata sopra un foglio di carta vergata di maggiori dimensioni.

Il supporto presenta alcune pieghe verticali e orizzontali, ondulazioni, leggere macchie e fioriture, particolarmente visibili nella parte superiore destra. Si osservano normali tracce di manipolazione e piccole irregolarità marginali.

La parte incisa conserva tuttavia una buona impressione, una coloritura vivace e una generale completezza iconografica e testuale. Il montaggio antico, pur modificando la consistenza originaria, ha probabilmente contribuito alla conservazione del foglio.

È sconsigliabile tentare il distacco senza l’intervento di un restauratore specializzato, poiché colle e supporti antichi potrebbero reagire in modo imprevedibile.

Perché è interessante oggi

Il foglio documenta una figura di grande rilievo della spiritualità francese seicentesca, legata non soltanto alla mistica e alla carità, ma anche alla storia delle missioni in Nuova Francia e alla nascita della Chiesa canadese.

La data 1688, l’apparato celebrativo, la firma di Larmessin e il raro connubio fra ritratto devozionale e simbologia monarchica ne fanno una testimonianza significativa della cultura religiosa e politica del Grand Siècle.

Perché è un acquisto consapevole

L’opera è precisamente identificata, datata e firmata in lastra. Conserva inoltre l’indirizzo dell’editore e la menzione del privilegio reale, elementi che ne permettono una catalogazione rigorosa.

Rifilatura, applicazione su altro foglio, pieghe e macchie sono dichiarate in modo trasparente. Tali caratteristiche riducono il valore rispetto a un esemplare sciolto e marginoso, ma non compromettono la rarità del soggetto, la qualità decorativa né la leggibilità delle iscrizioni.

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