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Palissot – Elogio del Signor di Voltaire – Berlino, 1779 – Elogio di Maria Antonietta Arciduchessa d’Austria – Italia, 1794

450,00  369,00 

Curioso volume miscellaneo che accosta due testi encomiastici emblematici della frattura ideologica dell’Europa a cavallo tra Illuminismo e Rivoluzione francese: l’elogio razionalista di Voltaire, tradotto in Italia pochi mesi dopo la sua morte, e il tributo controrivoluzionario alla regina Maria Antonietta, corredato da una Lettera a un giacobino dallo spirito marcatamente antigiacobino. L’elegante legatura coeva e il raro ritratto voltairiano in antiporta ne fanno un oggetto di grande interesse per i collezionisti di storia politica, religiosa e tipografica del XVIII secolo.

Disponibilità: 1 disponibili

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Charles Palissot de Montenoy
Elogio del Signor di Voltaire, traduzione italiana di Francesco Zacchiroli
Berlino, 1779

Anonimo
Elogio di Maria Antonietta Arciduchessa d’Austria, e Regina di Francia; Morte di Madama Elisabetta Principessa di Francia; Lettera di un cattolico italiano a un giacobino francese
In Italia, 1794

 Descrizione fisica

Due opere in un volume in 8° (cm 17,5 x 11,5); pagine complessive: (16), 123, (3) + XV, (1), 224.
Legatura coeva in piena pergamena rigida, con dorso liscio e titolo dorato entro tassello in marocchino; tagli spruzzati.
Alla prima bianca del “Elogio di Voltaire” è presente un ritratto ripiegato a piena figura, in piedi, dell’autore. Esemplare in condizione perfetta, raro nella sua completezza.

Contenuto del volume

  1. Elogio del Signor di Voltaire

Composto da Charles Palissot de Montenoy e tradotto in italiano da Francesco Zacchiroli, l’elogio costituisce un tributo alla figura del più celebre pensatore dell’Illuminismo europeo, scomparso nel 1778.
Nonostante Palissot fosse noto per le sue polemiche con gli enciclopedisti (soprattutto Diderot), quest’opera rappresenta un atto di riconciliazione e ammirazione per l’opera titanica e provocatoria di Voltaire.

Il testo è arricchito da note esplicative e documenti (tra cui componimenti poetici in francese), che offrono un quadro del prestigio di Voltaire presso le corti europee e la sua influenza sulle élites culturali del XVIII secolo.

Approfondimento: Voltaire (François-Marie Arouet, 1694–1778)

Figura chiave dell’Illuminismo europeo, fu poeta, drammaturgo, storico, saggista e polemista instancabile.
Voltaire incarnò l’ideale dell’intellettuale moderno, impegnato contro il fanatismo religioso, l’intolleranza, l’ingiustizia e l’assolutismo.
Attraverso opere come Candide, Trattato sulla tolleranza e Lettere filosofiche, influenzò profondamente la cultura dell’Europa dei Lumi.

Fautore di una ragione critica e dialogica, fu anche amico e corrispondente di monarchi come Federico II di Prussia e Caterina II di Russia, contribuendo a diffondere l’ideale del “despotismo illuminato”.

Il suo ritorno a Parigi nel 1778, accolto come un trionfo nazionale, precedette di poco la sua morte: la sua sepoltura al Pantheon fu un atto simbolico della riabilitazione repubblicana della memoria illuminista.

  1. Elogio di Maria Antonietta / Morte di Madama Elisabetta / Lettera di un cattolico italiano a un giacobino francese

Testo anonimo, pubblicato in Italia nel 1794, in pieno clima controrivoluzionario, a ridosso delle esecuzioni di Maria Antonietta (16 ottobre 1793) e della sorella di Luigi XVI, Elisabetta di Francia (10 maggio 1794).

Lo scritto vuole commemorare le due donne reali come martiri cristiane, esaltandone la devozione, la dignità e la rassegnazione davanti al patibolo, contrapponendole alla barbarie giacobina.

La Lettera di un cattolico italiano a un giacobino francese è un pamphlet politico e morale, che accusa la Rivoluzione di empietà e sacrilegio, e difende i valori della monarchia cristiana e del cattolicesimo sociale.

Approfondimento: Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena (1755–1793)

Ultima regina dell’Antico Regime francese, Maria Antonietta fu figlia dell’imperatrice Maria Teresa e moglie di Luigi XVI. La sua figura fu oggetto di accanita propaganda politica, venendo trasformata in simbolo delle spese di corte, della frivolezza e del privilegio.
Tuttavia, negli ultimi anni della sua vita e soprattutto durante il processo rivoluzionario, emerse un’immagine più tragica e austera della regina, capace di affrontare con dignità e fermezza l’ostracismo, la prigionia e l’esecuzione.
Il suo testamento spirituale, scritto prima della morte, è considerato un documento di profonda fede cattolica e umana rassegnazione.

La sua canonizzazione simbolica nella letteratura controrivoluzionaria trasformò Maria Antonietta da “Austriaca odiata” a “martire della monarchia e della religione”, figura centrale nel pantheon legittimista del XIX secolo.

Nota critica e culturale

La compresenza, nello stesso volume, dell’elogio del più celebre filosofo anticlericale europeo e dell’apologia di una regina cattolica vittima della Rivoluzione costituisce un’eccezionale testimonianza della frattura ideologica del Settecento:
da una parte il pensiero dei Lumi, cosmopolita e riformatore; dall’altra la reazione legittimista e religiosa, difensiva e martirologica.
Un’opera che – forse più per scelta del legatore che dell’editore – rappresenta in modo tangibile il passaggio drammatico da un secolo di critica a un secolo di sangue.

Interesse collezionistico

  • Due edizioni rare e poco comuni, specialmente se conservate assieme in volume coevo.
  • Presenza del ritratto di Voltaire: elemento raro e di pregio.
  • Stato di conservazione perfetto e fascino iconografico (conservazione, carta, legatura, estetica generale).
  • Opera adatta a collezionisti di Storia delle idee, Illuminismo, Controrivoluzione, Libri clandestini, Propaganda politica settecentesca.

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Approfondimento

Lettera di un Cattolico Italiano a un Giacobino Francese

(tratta dal secondo testo del volume: Elogio di Maria Antonietta…, In Italia, 1794)

Trascrizione dell’incipit (introduzione)

Lettera d’un Cattolico Italiano ad un Giacobino Francese

«Voi avete innalzato l’altare dell’empietà, avete soppresso la religione degli avi vostri, e chiamate ragione quel furore che ha coperto di sangue l’Europa. Il mio cuore cristiano fremette al sentire che i ministri dell’altissimo furono uccisi sugli altari, che i templi di Dio furono convertiti in spelonche di libertinaggio e che, mentre predicavate libertà, vi facevate tiranni del popolo.
Io non vi scrivo per insultarvi, né per gareggiare in odio: vi scrivo da cristiano, da fratello, da italiano, da uomo.
Riflettete. Qual frutto avete tratto dalle vostre catastrofi? Dov’è la vostra pace? Dov’è la vostra gloria?
Avete abbattuto i troni, e non sapete reggere una sedia.
Avete decapitato un re e incoronato l’anarchia.
Avete spento la fede e acceso la ghigliottina.
Questo è il progresso?»

Breve commento critico

La lettera è un pamphlet antigiacobino, ma di taglio morale e religioso, non soltanto politico. L’autore (anonimo) si rivolge al “giacobino francese” con tono accorato e fraterno, ma l’accusa è durissima: la Rivoluzione ha distrutto non solo l’ordine sociale, ma anche quello spirituale, trasformando la libertà in idolatria della violenza.

Il testo denuncia:

  • la soppressione della religione,
  • l’uccisione dei sacerdoti,
  • la profanazione dei luoghi sacri,
  • l’ipocrisia rivoluzionaria, che promette uguaglianza ma instaura terrore.

Questo tipo di scritti circolava clandestinamente o sotto falsa data/luogo di stampa, ed era tipico dei circoli controrivoluzionari italiani, come quelli legati alla Chiesa, agli ambienti dell’aristocrazia in esilio e ai monarchici legittimisti.

Conclusione della Lettera (estratto finale)

«Tornerà forse un giorno in cui il popolo francese, disingannato, piangerà sul sepolcro del suo Re, sul patibolo della sua Regina, e ricercherà fra le rovine la croce che calpestò, per abbracciarla come l’unico rifugio del suo dolore.
Allora vi ricorderete, fratelli, di queste parole d’un povero Italiano che vi ha amato anche quando voi vi facevate odiosi.»

Elogio di Maria Antonietta… e Lettera di un Cattolico Italiano a un Giacobino Francese

In Italia, 1794 — Contesto storico e tipografico

Contesto politico (Europa e Italia, 1793–1794)

L’anno di pubblicazione dichiarato, 1794, è cruciale nel cuore della Rivoluzione francese. In Francia:

  • Maria Antonietta fu giustiziata il 16 ottobre 1793, nove mesi dopo il marito Luigi XVI;
  • La principessa Elisabetta di Francia venne giustiziata il 10 maggio 1794;
  • Robespierre era al culmine del Terrore (giustiziato poi nel luglio 1794).

La stampa di elogî controrivoluzionari in Italia risponde a due esigenze complementari:

  1. Funzione memoriale e religiosa: presentare Maria Antonietta e Madame Élisabeth come martiri cattoliche uccise per la loro fede, legittimità e purezza;
  2. Funzione polemica e didattica: attraverso la “Lettera a un giacobino”, si ammonisce il lettore contro l’ideologia rivoluzionaria, vista come empia, tirannica e anticristiana.

Queste pubblicazioni si inseriscono nel filone filomonarchico e papalino, che aveva terreno fertile soprattutto negli Stati Pontifici, nel Regno di Napoli e presso i gruppi aristocratici in esilio.

Contesto tipografico: “In Italia”

La dicitura “In Italia” al posto di una città editrice è una falsa indicazione tipografica, usata frequentemente per:

  • proteggere l’identità dello stampatore (nel caso di testi politicamente sensibili),
  • facilitare la circolazione tra Stati italiani con normative differenti (es. evitando i divieti dello Stato Pontificio o del Regno di Sardegna),
  • dare un’aura di universalità al testo: si stampa “in Italia”, come a dire “per tutti gli Italiani”.

Ipotesi sui centri di stampa probabili:

  • Venezia: luogo di stampa semi-libero, protetto da tradizione libertaria e attiva nella stampa di opere politiche “mascherate”;
  • Padova, Bologna, Ferrara: aree con solide tipografie universitarie e cultura neocattolica in fermento;
  • Napoli: centro di vivace attività controrivoluzionaria legata alla monarchia borbonica;
  • Roma: più difficilmente, data la censura papale, ma possibile per volumi legati al martirio religioso.

Dal punto di vista grafico e cartaceo, la stampa:

  • utilizza un carattere tondo elegante e ben allineato, segno di tipografia professionale;
  • è su carta di buona qualità, non rifilata, con paginazione precisa e ornamenti tipografici.

La presenza dell’ornato con corona regia e fregi al frontespizio fa supporre una committenza nobiliare o clericale di alto profilo.

Genere letterario e funzione

Questo tipo di pubblicazioni rientra nel genere:

  • degli “Elogî postumi” (simili a panegirici o necrologi morali),
  • e delle “Lettere morali o politiche”, strumento polemico-religioso usatissimo tra fine ‘700 e inizio ‘800.

Lo scopo è formativo e apologetico:

  • conservare la memoria di vittime reali (Maria Antonietta, Madame Élisabeth),
  • e educare moralmente il lettore attraverso una lettera “immaginaria” che mette in guardia contro il radicalismo rivoluzionario.

Conclusione: valore storico-culturale

Questa edizione rappresenta un documento storico di propaganda controrivoluzionaria italiana. Testimonia come l’opinione pubblica, specialmente quella aristocratica e cattolica, reagì alla Rivoluzione non solo con il terrore, ma anche con un ricco apparato editoriale di resistenza morale. Il fatto che le due opere siano legate in un unico volume, rilegato in pergamena coeva, in stato perfetto, con incisione di Voltaire in antiporta e fregi tipografici, lo rende un esemplare rarissimo e di pregio, ideale per una collezione illuminista o antirivoluzionaria.

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